Testata Gazzetta
    Riferimenti

Domicilio e residenza
di Valeria Zeppilli

Studio Cataldi – 14 + 17 febbraio 2019

Il domicilio domicilio
Cos'è il domicilio, come può essere classificato, in cosa si distingue dalla residenza e dalle accezioni date dal codice penale e dalla Costituzione

Il domicilio, nel linguaggio giuridico, è il luogo in cui un soggetto ha fissato la sede principale dei propri affari e interessi.

Cos'è il domicilio
Si tratta, sostanzialmente, del luogo in cui per legge si presume di trovare un soggetto, indipendentemente dal fatto che egli vi si trovi effettivamente.
Il codice civile se ne occupa agli articoli 43 e seguenti.

Differenza tra domicilio e residenza
Sebbene nel linguaggio comune i due termini sono spesso utilizzati indistintamente, in realtà, tecnicamente, il domicilio non va confuso con la residenza, che è invece il luogo in cui una persona ha la sua dimora abituale.
Chiaramente, nonostante tale distinzione, la residenza e il domicilio possono anche coincidere

Domicilio: elemento soggettivo e oggettivo
Classicamente, si suole affermare che la nozione civilistica di domicilio si compone di due elementi:

  • l'elemento oggettivo, che fa riferimento ai rapporti economici, sociali, morali, familiari che si svolgono nel domicilio;
  • l'elemento soggettivo, che fa riferimento all'intenzione del soggetto cui il domicilio si riferisce di fissare in quel determinato luogo la sede principale dei propri affari e interessi.

Come si stabilisce il domicilio
I presupposti per poter stabilire il domicilio sono quindi due:

  • che il soggetto si trovi in un determinato luogo con una certa stabilità,
  • che egli intenda far sì che quel luogo divenga la sede principale dei propri affari e interessi.

Le tipologie di domicilio
Del domicilio possono essere fatte diverse classificazioni.
Domicilio volontario e legale
Innanzitutto è possibile distinguere tra domicilio volontario e domicilio legale.
Il primo è quello ordinario, scelto liberamente dall'individuo cui si riferisce.
Il domicilio legale, invece, è quello che è stabilito dalla legge ed è quindi sottratto alla libera scelta dell'interessato.
Si pensi al domicilio del minore, che è fissato presso la residenza della famiglia o del tutore, o al domicilio dell'interdetto, che coincide con il domicilio del tutore.
Domicilio generale e speciale
Un'altra distinzione che si può fare è quella tra domicilio generale e domicilio speciale
Il primo è il luogo che rappresenta in via generale il centro di tutti gli affari e interessi di un certo soggetto.
Il domicilio speciale, invece, è il luogo designato per essere la sede di affari o atti specifici. Per produrre effetti giuridici deve essere eletto espressamente per iscritto.

Il domicilio digitale
Oggi si sente parlare spesso anche di domicilio digitale. Si tratta del luogo virtuale in cui un soggetto può essere rintracciato e coincide con un indirizzo di posta elettronica certificata, iscritto negli appositi registri.

Altre nozioni di domicilio
Il domicilio compare anche nella Costituzione e nel diritto penale, ma con significati più ampi di quelli civilistici.
Nel diritto penale, è domicilio l'abitazione e ogni altro luogo di privata dimora. Ed è a tale significato che si avvicina, più che alla nozione civilistica, la libertà di domicilio riconosciuta dall'articolo 14 della Costituzione.

La residenza residenza
Cos'è la residenza e quali effetti produce. Ecco cosa c'è da sapere anche sui tempi e i costi del cambio di residenza e sui relativi controlli

La residenza, nel diritto italiano, è il luogo in cui un soggetto ha la propria dimora abituale, secondo quanto sancito dall'articolo 43 del codice civile.
Si tratta di una nozione da non confondere con il domicilio che invece, per espressa previsione della medesima disposizione normativa, è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.

Residenza: significato
La residenza, in buona sostanza, è il luogo in cui un soggetto abita con stabilità e quindi in maniera duratura, sebbene non perpetua.
Essa va dichiarata presso l'anagrafe del Comune di riferimento ed, eventualmente, anche presso quello del Comune che, con il cambio di residenza, si abbandona.

Residenza: gli effetti
La residenza in un determinato luogo produce molteplici effetti.
Tra di essi si segnala il diritto di votare alle elezioni locali, la determinazione della competenza per territorio degli organi giurisdizionali e l'individuazione del luogo ove vanno eseguite le notifiche giudiziarie.

Il cambio di residenza
Si ha cambio di residenza ogniqualvolta un cittadino italiano decide di trasferirsi in un luogo differente da quello nel quale risiede.
La domanda può essere fatta da coloro che sono regolarmente iscritti all'anagrafe di un Comune italiano o all'AIRE (anagrafe italiani residenti all'estero) e da coloro che risultavano irreperibili dalla stessa anagrafe di un Comune italiano.
Costi: Il cambio di residenza è generalmente gratuito, anche se alcuni uffici possono prevedere dei costi che è quindi bene preventivamente verificare.
Tempi: Per quanto riguarda le tempistiche, la richiesta di cambio di residenza va fatta al massimo entro i 20 giorni successivi alla data del trasferimento nella nuova abitazione.
La dichiarazione di nuova residenza viene registrata dal Comune non appena ricevuta e, quindi, ha effetto immediato.

Il certificato di residenza
Le diverse residenze di un soggetto sono attestate dal certificato di residenza, che è un documento dal quale emerge la storia anagrafica di chi risiede o ha risieduto in un certo Comune.
Tutti i cittadini iscritti, anche in passato, in un Comune possono richiedere il rilascio del certificato all'ufficio anagrafe.

Residenza: gli accertamenti
La residenza in un determinato luogo produce diversi effetti. Oltre a quelli già citati, vi sono le molteplici conseguenze sul piano fiscale che derivano dal risiedere in un luogo anziché in un altro e che possono generare frodi e abusi.
Per tali motivi, l'ufficiale anagrafico è tenuto a verificare l'abitualità della dimora di chi richiede l'iscrizione nell'anagrafe comunale, mediante accertamenti svolti concretamente dalla polizia municipale o da personale autorizzato nei 45 giorni successivi alla dichiarazione.
Se vengono riscontrate delle anomalie, tale circostanza viene segnalata all'autorità di pubblica sicurezza.

© La Gazzetta di Santa