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Il Covo non si arrende
di Gabriele Ingraffia

Genova Impresa – 2-2019

La notte fra il 29 ed il 30 ottobre, la più grande mareggiata delle ultime decadi si è abbattuta sul Golfo del Tigullio e sul Covo di Nord Est di Santa Margherita Covo 1 Ligure, storico locale, simbolo del divertimento e di forte richiamo turistico, che sul suo palco ha ospitato i più grandi artisti del mondo, da Frank Sinatra, Liza Minnelli, Chuck Berry a Charles Aznavour, Fabrizio De André, Gloria Gaynor, Barry White e tanti, tanti altri.
Le immagini di distruzione e devastazione hanno fatto il giro del web e sono state riprese da tutti i media nazionali e internazionali. Una serie di danni senza precedenti. E' stata una grave ferita per tutto il territorio e, nonostante le Autorità abbiano cercato di fare il possibile per prestare aiuto, molte attività economiche hanno subito danni non riparabili con le loro forze.
I danni subiti dal Covo di Nord Est sono stati stimati in oltre due milioni di euro. Sono passati 120 giorni da quella terribile notte e il locale di Santa Margherita Ligure ha ripreso vita.
A fine marzo, ha riaperto il bar del Buongustaio Doc; a inizio aprile, in concomitanza con la festa per la conclusione dei lavori della strada provinciale 227 che collega Santa Margherita Ligure e Portofino, chiusa dal giorno della mareggiata, è stata inaugurata la stagione 2019 del ristorante pizzeria gourmet Buongustaio Doc. Nel weekend di Pasqua, riaprirà ufficialmente anche la discoteca del Covo di Nord Est.
«L'affetto di migliaia di persone è stato una bellissima sorpresa e ci ha spinto a "non mollare", dando un nuovo significato alla riapertura del Covo, che ha rappresentato una sfida che volevamo assolutamente vincere per la nostra comunità - spiega Matteo Canepa, socio gestore del Covo di Nord Est insieme a Stefano Rosina -. Inutile dire che aiuti concreti "dall'alto" non ce ne sono, almeno non nell'immediato. La proprietà dell'immobile ci ha detto che non intende investire Covo 2 neppure un euro. E il nostro Covo non poteva rimanere chiuso neppure per una stagione. Sarebbe stata un'ulteriore ferita che nessuno di noi voleva subire».
I gestori del Covo di Nord Est hanno avuto bisogno dell'aiuto di tutti coloro che amano lo storico locale e le sfide impossibili. «Abbiamo allora pensato di coinvolgere le aziende Italiane come "partner della ricostruzione" e abbiamo lanciato un innovativo progetto di crowdfunding, via internet, rivolto alla nostra comunità e a tutti coloro che vorranno essere protagonisti della ricostruzione - dice ancora Canepa -. Crediamo che una parte di risorse per ricostruire il Covo di Nord Est possa essere reperita così, mediante piattaforme abilitate, accessibili in rete e in tutto il mondo. Ciascuno mette la sua parte, nella quantità e attraverso la modalità che preferisce».

Crowdfunding [raccolta di fondi]
Il crowdfunding è un canale di finanziamento che consente al pubblico di contribuire alla realizzazione di un progetto attraverso la raccolta di capitali sul web.
Questa tipologia di "finanziamento dal basso" consente al progettista di ricevere risorse finanziare da parte della platea di "sostenitori" attraverso delle piattaforme informatiche. La caratteristica sostanziale, che distingue il crowdfunding dal fenomeno del fundraising in generale, è la sua collocazione sul web attraverso la predisposizione di piattaforme volte a promuovere e a condividere con il pubblico iniziative di ogni genere. La piattaforma funziona da intermediario e consente agli utenti di promuovere la loro campagna e rendere il proprio progetto appetibile alla platea di finanziatori.
Il tipo di crowdfunding scelto per il progetto "Covo" ha le seguenti caratteristiche:
  1. è un reward based crowdfunding, ossia consiste nella prevendita di un prodotto o un servizio che fungerà da ricompensa in cambio del finanziamento ricevuto da parte dell'utente della piattaforma, ricompensa che verrà riconosciuta in un periodo successivo, quando il bene o il servizio viene a esistere;
  2. è un crowdfunding con modello "all or nothing", ossia prevede che al mancato raggiungimento della soglia prefissata il progettista non riceverà nessuna somma con conseguente rimborso delle somme al sostenitore (refund).

Il progetto "Covo" utilizza la piattaforma Eppela, tra le principali piattaforme di crowdfunding italiane, gestita e di proprietà di Anteprima Srl. In tale piattaforma il principale modello proposto è proprio quello reward attraverso una catalogazione e suddivisione delle attività proposte dagli utenti.
Luca Rapetti, BonelliErede

Per il progetto "Ripartiamo insieme" è stato scelto lo schema più diffuso e popolare di questa forma di raccolta fondi: il reward based crowdfunding, e cioè un sistema che a fronte del contributo economico prevede un particolare riconoscimento per tutti coloro che contribuiranno. La campagna di crowdfunding - che è ancora attiva all'indirizzo eppela.com/covodinordest è stata messa a punto con l'assistenza legale di BonelliErede, il primo studio legale italiano, che ha messo a disposizione il suo team di avvocati specializzati in innovazione digitale.
Al progetto sponsor "Partner della ricostruzione" hanno già aderito importanti imprenditori e aziende come Gruppo Spinelli, Augusto Cosulich, Kia Italia, le imprese e i fornitori che stanno ricostruendo il Covo di Nord Est e altri in via di definizione. «Ci aspettiamo un'importante partecipazione anche di associati di Confindustria Genova: è per questo che abbiamo lanciato, proprio dalla sede dell'Associazione, nel corso della conferenza stampa del 21 marzo, la nostra campagna di adesione».
Per quanto riguarda il crowdfunding, il Covo di Nord Est sta seguendo il modello "Tutto o Niente". Ciò significa che se non sarà raggiunto l'obiettivo minimo prefissato, nessun contributo verrà accettato e non ci sarà alcun addebito a carico di coloro che avranno aderito. Viceversa, se sarà raggiunto l'obiettivo minimo tutti i partecipanti, a fronte del loro contributo, riceveranno i riconoscimenti promessi e le ricompense saranno tantissime.
«Chi aderisce non effettua una donazione a fondo perso, ma anticipa il corrispettivo che potrà venire a spendere, in estate, al Covo di Nord Est, in tutte le nostre attività come bar, ristorante, stabilimento balneare, eventi, discoteca, merchandising, locazione barche - ricorda Matteo Canepa -. Oltre a questo, abbiamo previsto dei bellissimi ed esclusivi pacchetti di ospitalità che fungeranno da ricompensa in cambio dei contributi ricevuti. I pacchetti sono molti e per tutti i budget. Si va dal riconoscimento con il proprio nome sul wall supporters, all'invito esclusivo con open bar per la festa inaugurale, ai tavoli con bottiglia personalizzata, alle giornate nel beach club con aperitivo al tramonto, fino a trattamenti davvero esclusivi per esperienze indimenticabili».
Come verranno utilizzati i fondi? «L'obiettivo - risponde Canepa - è aiutare la ricostruzione del Covo di Nord Est nelle zone del ristorante, Garden e Covo. Questa campagna ha lo scopo di far tornare il Covo alla sua originaria bellezza, entro l'inizio della stagione estiva. Il primo step da 50.000 euro servirà per la ricostruzione del bar e della consolle dj della sala "Covo". Gli step successivi serviranno per la ricostruzione delle parti restanti della struttura: stabilimento Balneare e Covino».»

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