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Incidente: paga anche il pedone se attraversa fuori dalle strisce
di Lucia Izzo

Studio Cataldi - 5 giugno 2019

La Cassazione rammenta che anche il pedone è tenuto a comportarsi con diligenza e prudenza e a rispettare l'art. 190 del Codice della Strada per evitare intralcio e pericolo alla circolazione stradale

Il pedone, vittima del sinistro stradale, rischia di essere ritenuto in parte responsabile del sinistro se attraversa fuori dalle strisce pedonali e in maniera strisce imprudente, senza prestare attenzione all'eventuale sopraggiungere di veicoli.
Lo ha rammentato la Corte di Cassazione, quarta sezione penale, nellasentenza n. 23251/2019 pronunciandosi sulla vicenda di un guidatore, condannato dalla Corte d'Appello per omicidio colposo avendo travolto con la sua vettura un pedone poi deceduto in ospedale.
La vicenda
Il giudice a quo [dal quale è iniziata la vicenda], tuttavia, riteneva che la vittima fosse in parte responsabile (nella misura di 1/5) nella causazione del sinistro, poiché aveva attraversato la strada al di fuori delle strisce pedonali, distanti alcuni metri.
Quest'ultimo punto viene contestato in sede di legittimità dalle parti civili costituite che ritengono "impreciso e fuorviante" il generico riferimento, contenuto nell'impugnata sentenza a un attraversamento avvenuto "fuori dalle strisce pedonali", in quanto in realtà il sinistro era avvenuto in prossimità e dopo le stesse. Non emergerebbe dalla planimetria redatta dalla Polizia locale intervenuta, secondo i ricorrenti, il dato di 6,6 metri di distanza tra il punto d'urto e la fine delle strisce pedonali.

Nuovo codice della strada
Decreto Legislativo N. 285 del 30/04/1992
Art. 190: Comportamento dei pedoni
  1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.
  2. I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.
  3. E' vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.
  4. E' vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità; è, altresì, vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.
  5. I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.
  6. E' vietato ai pedoni effettuare l'attraversamento stradale passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.
  7. Le macchine per uso di bambini o di persone invalide, anche se asservite da motore, con le limitazioni di cui all'articolo 46, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni, secondo le modalità stabilite dagli enti proprietari delle strade ai sensi degli articoli 6 e 7.
  8. La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade.
  9. E' vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti.
  10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 100.

Corresponsabile del sinistro il pedone imprudente fuori dalle strisce
Tuttavia, la Suprema Corte ritiene infondato il motivo con cui le parti civili deducono un presunto vizio di travisamento della prova. In primis [fra le prime cose%#93;, i giudici rammentano che l'illogicità della motivazione come vizio denunciabile deve essere evidente, cioè di spessore tale da risultare percepibile ictu oculi &#a colpo d'occhio], dovendo il sindacato di legittimità al riguardo essere limitato a rilievi di macroscopica evidenza, restando ininfluenti le minime incongruenze (cfr. Sezioni Unite n. 24/1999).
Nella sua motivazione, la Corte d'Appello ha ritenuto "pacifico" che la vittima aveva attraversato la strada fuori dalle strisce pedonali e che, come desunto dai fotogrammi dei filmati estratti dalle videocamere presenti in loco, prima di essere investita non aveva prestato alcuna attenzione al sopraggiungere di eventuali veicoli sulla corsia che si trovava a impegnare.
I giudici di merito, con una motivazione ritenuta puntuale, coerente e priva di discrasie concettuali, hanno rammentato che anche il comportamento dei pedoni deve considerarsi soggetto alle comuni regole di diligenza e prudenza, nonché alla disposizione dell'art. 190 del Codice della Strada, dettata dal precipuo fine di evitare che i pedoni determino intralcio e, più in generale, situazioni di pericolo per la circolazione stradale, tali da mettere a repentaglio l'incolumità propria o degli altri utenti della strada.
La condotta del pedone, sotto questo profilo, considerate l'ora serale e la densità del traffico, si è quindi appalesata come non del tutto prudente e conforme a diligenza. In conclusione, il ricorso va rigettato in quanto con una pronuncia pienamente idonea a rendere intelligibile l'iter logico-giuridico seguito dal giudice e perciò a superare lo scrutinio di legittimità, la Corte d'Appello ha ritenuto la dinamica del sinistro "assolutamente chiara", così come la conseguente responsabilità della vittima nella causazione dello stesso incidente.

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