Testata Gazzetta
    Riferimenti

Il ristorante può rifiutare dei clienti?

Studio Cataldi – 20 novembre 2019

Ecco quando il ristorante può mandare via dei clienti e quando, invece, è tenuto ad accettarli per non incorrere in sanzioni pecuniarie

Il ristorante può rifiutare dei clienti, ad esempio perché ha a disposizione solo un tavolo da dieci persone mentre la comitiva che richiede i suoi servizi è stop composta solo da sei persone?
La situazione descritta nel quesito è molto frequente, specie nelle grandi città e nel fine settimana. I ristoratori che hanno la certezza che arriveranno altri avventori, infatti, non vogliono perdere l'occasione di servire quattro pasti in più.

Rifiuto dei clienti e TULPS
La scelta di rifiutare i clienti, però, non può essere compiuta dai gestori di pubblici esercizi in maniera del tutto libera.
L'articolo 187 del Regolamento per l'esecuzione del TULPS [Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza] stabilisce, infatti, che "Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo".
La ragione di tale divieto sta nell'intenzione del legislatore di garantire a tutti la possibilità di usufruire di vitto e alloggio, ovverosia di prestazioni ritenute essenziali.
Quando il ristorante può rifiutare i clienti
Come emerge chiaramente dallo stesso articolo 187, tuttavia, il divieto non è assoluto ma soggiace ad alcune eccezioni.
Innanzitutto, occorre considerare le previsioni degli articoli 689 e 691 del codice penale, che, nei fatti, impongono di rifiutare la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni, agli infermi di mente, a coloro che sono in stato di deficienza psichica per altra infermità e a coloro che si trovano in stato di manifesta ubriachezza.
Inoltre, il rifiuto di offrire i propri servizi a dei clienti può essere giustificato se sussiste un legittimo motivo.
Rifiuto dei clienti: il legittimo motivo
A tale proposito, si consideri ad esempio il caso in cui il ristorante stia per chiudere o l'ipotesi in cui il cliente sia un soggetto che, notoriamente, compie delle attività illecite. In alcuni casi, può reputarsi legittimo il rifiuto anche se l'abbigliamento dell'avventore non è giudicato conveniente.
Venendo al caso di specie, in linea generale la situazione prospettata nel quesito non può essere considerata un legittimo motivo per rifiutare di accogliere un cliente. Anche in questo caso, tuttavia, occorre valutare le circostanze del caso concreto (ad esempio, il rifiuto potrebbe essere legittimo se, contemporaneamente, è arrivata un'altra comitiva in grado di riempire tutti i posti disponibili).
Le sanzioni per il rifiuto
Quando il rifiuto di servire un cliente non è legittimo né giustificato, la conseguenza per il ristoratore può essere anche abbastanza pesante: la legge prevede infatti l'applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa, il cui importo va da 516 a 3.098 euro.

© La Gazzetta di Santa