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Italia verde (Presentazione)
di Vittorio G. Rossi

Shell Italiana – maggio 1970

Io sono figlio dell'albero. Lui è figlio dell'albero. Tutti siamo figli dell'albero; tutti, bianchi e negri, gialli e rossi, uomini e donne, belli e brutti, buoni e albero/donna cattivi, intelligenti e un po' di meno.
L'albero è nostro padre e nostra madre.
Il comandamento di amare e rispettare il padre e la madre, se no si vive poco sulla terra, e poi si va in quel brutto posto chiamato l'inferno, quello è un comandamento buono anche per l'altro padre e madre, ossia l'albero. Amare e rispettare l'albero, se no si muore presto, e poi non si sa quello che succederà.
L'uomo non vive soltanto di mangiare; l'uomo ha anche bisogno d'altro, se no continua a vivere ma finisce di essere uomo. Però se l'uomo non mangia, l'uomo muore. E così l'uomo ha bisogno di respirare, respirare l'aria; se smette di respirare l'aria, l'uomo muore.
Respirano aria anche gli uccelli che volano, anche i pesci che nuotano nell'acqua, anche nelle grandi profondità del mare; anch'essi respirano la stessa cosa dell'uomo, l'aria.
L'aria è un gas fatto di vari gas; i principali di essi sono l'azoto e l'ossigeno; lo sanno tutti. Quando uno sta per morire, gli danno l'ossigeno; l'ossigeno gli prolunga la vita, fin che può; vuol dire che nell'aria che respiriamo da quando abbiamo fatto il primo strillo e aperto gli occhi alla speranza di vivere, l'ossigeno ha un posto piuttosto importante.
Ora io dovrei dire alcune cose difficili; ma io non le so dire; io sono come uno che pulisce il piatto con la mollica di pane. Quelle cose difficili, i competenti le diranno loro, come vanno dette.
Ma anch'io ne devo dire qualcosa; altrimenti come faccio a dimostrare che cos'è per l'uomo sulla terra l'uccisione di un albero?
Devo dire, per esempio, che nell'aria c'è anche l'anidride carbonica. L'ossigeno è il gas buono; l'anidride carbonica è il gas cattivo. Nell'aria che respiriamo normalmente, c'è solo una quantità molto piccola di anidride carbonica; se quella quantità aumenta per una ragione o l'altra, può anche fare morire.
Forse la vita sulla terra è cominciata senza l'ossigeno. La vita sulla terra ci ha messo più di un miliardo di anni a diventare com'è adesso. Forse quando la terra era ancora nuova, l'atmosfera che avvolge la terra era come è adesso l'atmosfera del grosso pianeta chiamato Giove; è un'atmosfera con gas di metano e ammoniaca. Se un giorno o l'altro l'uomo andrà a posarsi anche su Giove, l'uomo non potrà respirare l'aria di Giove; dovrà respirare l'aria che si è portato dietro dalla terra.
L'ossigeno sulla terra è venuto molto tardi, così si crede, non c'era nessuno a vedere, poi a raccontare; c'è voluto tempo per fabbricarlo, forse lo hanno fabbricato le piante.
L'ossigeno che è nell'aria impedisce ai raggi ultravioletti più energici e attivi di arrivare sulla terra, e colpire l'uomo e tutta la vita animale; per essi i raggi ultravioletti sono raggi cattivi.
Ma gli uomini continuano a bruciare cose per fabbricarne altre; ogni cosa che brucia fa anidride carbonica; anche il respiro degli animali e delle piante fa anidride carbonica.
Le alacri fabbriche dell'uomo mettono nell'aria che respiriamo più di 10 miliardi di tonnellate l'anno di anidride carbonica; sono più di 10 miliardi di tonnellate di veleno. Invece di respirare aria respirabile, buona come il pane di grano che esce dal forno, buona come l'acqua che sgorga da una roccia, respiriamo combustione un'aria cattiva, piena di veleno.
L'anidride carbonica fa anche un altro effetto malefico; fa diventare l'aria più trasparente ai raggi del sole; una cosa simile è già successa nella lunga storia della terra, molto molto più lunga della storia che sulla terra sta facendo quello strano animale che è l'uomo; c'è stato tempo che in Groenlandia c'erano piante e animali come ora nei tropici; e ora la Groenlandia è coperta di ghiaccio spesso chilometri. Per via dell'anidride carbonica, la terra può tornare calda come è stata una volta; allora i ghiacci dei poli diventeranno acqua, le acque del mare allagheranno i continenti. Però questo non ci riguarda; se mai, ci vorranno secoli; stasera possiamo guardare la televisione tranquillamente, senza la paura di sentire l'acqua di mare scorrerci sotto i piedi.
La quantità di ossigeno nell'aria è mantenuta dalle piante; tutta la vita animale, cioè quella dell'uomo e di tutti gli altri animali, dipende dai fabbricanti di ossigeno, cioè dalle piante.
Così tutti viviamo dei raggi del sole; il sole è il grande rifornitore di vita sulla terra. Ci sono animati che vivono di piante, erba; altri che vivono mangiando gli animali che vivono di piante, d'erba; ma tutti mangiano energia venuta dal sole; quando noi mangiamo una bistecca, mangiamo l'energia del sole che è diventata erba; poi l'erba è diventata bistecca.
Se le piante morissero, in poche settimane morirebbero tutti gli animali, compreso quel capolavoro che è l'uomo.
L'uomo è andato sulla luna; è stata un'impresa portentosa; è tanto portentosa, che l'uomo non riesce ancora a capire quanto è portentosa. Ma la più umile delle piante fa un lavoro, che nessun genio umano è ancora riuscito a imitare, neanche a capire. Non c'è al mondo un laboratorio di chimica, che possa essere paragonato a quello che è, per esempio, nell'umile musco, e l'uomo lo calpesta con le sue scarpacce.
Con la benefica luce del sole o grande genitrice; con l'acqua che prende dalla terra; con l'aria che respira; la pianta fabbrica zucchero come una fabbrica di zucchero; e le sue macchine sono nelle foglie, nei fili d'erba; e questo è un prodigio, un grande prodigio, forse il più grande che è nella natura piena di prodigi. Così le piante si fanno la loro sostanza, le loro ossa, la loro carne. Così le piante tolgono all'aria la cattiva anidride carbonica, la adoperano come materia prima per fabbricare lo zucchero, mandano nell'aria i cascami della lavorazione, ed è il nuovo e buon ossigeno per il nostro respiro.
E l'uomo prende l'ascia, prende la sega, e butta giù un grande albero pieno di anni di rami di foglie; e le foglie fanno per l'uomo quel prodigioso lavoro; e lui uccide l'albero, perché l'albero fa rallentare quelli delle automobili, e quelli delle automobili hanno fretta, sempre fretta, fretta sino ai secondi e decimi di secondo; e poi sbadigliano tutta una serata perché non sanno come passare la serata.
E dietro di sé lasciano l'aria ancora più ammorbata di prima; e solo l'albero vivente, e solo lui, avrebbe potuto fare qualcosa per ripulirla.
La storia dell'uomo è piena di stragi; ma a lungo andare una strage d'alberi fa più danno di una strage d'uomini; salvo naturalmente per quelli che sono coinvolti nella strage. Una strage d'alberi è una strage irreparabile. Una strage d'alberi distrugge una terra, le lascia solo lo scheletro, la pietra; ma tutto il resto che è la vita della terra, se ne va, sfuma, muore; ora la terra ha sete da morire, l'acqua si è dispersa, è finita, la buona terra è diventata polvere. respirazione
«Chi taglia una pianta, quella si vendica colla sua ruina»; lo dice l'immenso Leonardo; chi uccide un albero, uccide la terra; chi uccide la terra, uccide se stesso.
Nel tempo di Augusto la Spagna era tutta una foresta; all'ombra di quella sterminata foresta vivevano 70 milioni di spagnoli; ora la terra spagnola non produce tanto da mantenere 30 milioni di spagnoli. L'antica foresta è sparita, è andata in fumo; ora buona parte della terra spagnola è un deserto.
Qualcosa di simile è successo in Italia, nel resto dell'Europa, in Asia, in America. Nei tempi antichi i nove decimi della terra europea erano coperti di foresta; ora quasi un terzo di essa è andato. Nell'America del Nord i tre quarti delle sue stupende foreste sono spariti negli ultimi 50 anni; e già la metà della terra americana è diventata arida polvere. In Africa bruciano la foresta per fare terra da coltivare; poi l'anno dopo cambiano il posto, bruciano altra foresta, scoprono, denudano altra terra; poi l'umore nutriente della terra è scopato via dalle piogge, la terra secca, diventa polvere.
Gli alberi ogni autunno si spogliano, danno alla terra le loro foglie; le foglie morte concimano la terra, la morte si trasforma in vita; gli alberi danno alla terra l'ombra, le conservano l'umore, temperano gli effetti dei salti del caldo e del freddo; proteggono la terra dall'impeto del vento, il vento che la asciuga e disperde a nuvole nell'aria.
Le radici principali degli alberi si spingono a vari metri di profondità; poi ci sono le ramificazioni delle radici principali, sono centinaia, migliaia di altre radici, esse formano sotto terra una robustissima rete; esse ancorano solidamente l'albero alla terra, trattengono l'acqua, un albero può trattenere 2000 tonnellate d'acqua nello spazio di 1 ettaro.
Già sulla terra c'è più steppa e deserto, che non bosco; ogni anno 1 miliardo di metri cubi di bosco diventano carta da giornali e altro.
In posti dove non c'erano mai state inondazioni, ora l'acqua travolge tutto; hanno ucciso gli alberi, i buoni alberi che trattenevano la furia dell'acqua, la rompevano e disperdevano; e ora la terra, le case che ci sono sopra, gli uomini che sono dentro le case, ogni tanto sono travolti come spazzatura.
Prima delle crociate, il Libano era coperto di cedri, i grandi, ramosi, splendidi cedri del Libano; quando la Bibbia vuol dire qualcosa di magnifico, essa dice che «fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano»; dice che la gloria di Dio è anche nei cedri del Libano che lui ha piantato; e ora sui monti del Libano è rimasto un gruppetto di cedri, di quei cedri gloriosi; è recinto di filo spinato, come un gruppo di prigionieri; e i cedri superstiti hanno un'aria fossile; e la terra è stata spogliata e dispersa dalle piogge, dai venti, dal calore del sole; e la gente vi ha fatto una vita miserabile.
Nella foresta di Castel Porziano mi mostrarono una quercia che ha 700 anni; essa era viva quando era vivo San Francesco, e lui diceva il suo cantico delle creature anche per lei; ed era vivo Dante; e questo mi dicevo guardandola; e sotto i suoi rami ci può stare uno squadrone di cavalleggeri. Intemperie di ogni sorta erano passate in 700 anni su di lei, e lei era rimasta viva; e fulmini, e lei era rimasta viva; era uscita viva anche dalle micidiali mani dell'uomo; e nella sua gloria faceva più commozione del Colosseo.
L'uomo è un animale costruttore di strumenti, ha detto qualcuno; l'uomo costruisce le macchine; l'uomo avvelena l'aria con le sue macchine. Allora l'uomo ha bisogno di purificare l'aria che respira; e solo gli alberi possono purificare l'aria; invece l'uomo uccide gli alberi. Così l'uomo respira veleno, ogni giorno più; e isterilisce la terra che gli dà il mangiare, distrugge i corsi d'acqua, conturba e corrompe i climi; e poi c'è chi dice che «l'uomo è un sole».
E potrebbe anche essere; ma allora perché non pianta neanche gli alberi che possono sostituire quelli che lui ha distrutto? Perché non mette gli alberi accanto alle case e casamenti che costruisce; e così si dà la gioia incomparabile dell'albero, la più grande delle cose vive, dopo la luce e il mare?
In questo tempo macchinale, arido, privo di poesia, perché l'uomo non si arricchisce la vita con la poesia dell'albero? E l'albero è poesia; è poesia a vederlo, a toccarlo, a sentirselo vivere accanto; se gli uccelli lo abitano, allora è anche il vivente cantico delle creature.
Quest'anno le Nazioni Unite faranno la prova della risurrezione degli alberi in Europa; questo sarà l'anno europeo degli alberi. Vedremo come risponderanno gli europei, oramai abituati come sono a trattare l'albero come una bestia da macello. Vedremo che cosa faranno.
Chi uccide un albero, non fa soltanto legno; fa anche un cadavere.
Chi pianta un albero, fa il suo vantaggio; e aumenta la quantità di vita e di gioia di vivere sulla terra.

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