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Votare "di testa", non "di pancia"

La Gazzetta ha sempre difeso il valore del nostro territorio, che costituisce la risorsa principale e il "vantaggio competitivo" di Santa Margherita. Di fronte ai ripetuti tentativi di uno sfruttamento che svaluta costantemente questo patrimonio, non ultimo un "piano casa" pensato per realtà meno delicate della Girani nostra ma applicato in maniera indiscriminata, ci piace sottolineare la dichiarazione di un candidato alle prossime elezioni regionali che conosce bene il nostro ambiente e ha anche cercato di tutelarlo nel suo ultimo incarico lavorativo di Direttore dell'Ente Parco di Portofino: Alberto Girani.
Da gennaio è docente presso l'Università di Genova, Dipartimento di Scienza della Formazione e Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita.
Su un tema "caldo", quello dell'istituzione del Parco Nazionale di Portofino, Girani afferma:

Sostengo il parco nazionale di Portofino dopo un'esperienza di direzione di Parchi lunga quasi 25 anni, 16 in quello di Portofino, convinto del vantaggio di questa soluzione non solo per la Regione intera, ma in particolare per chi risiede nel territorio interessato.
Le principali differenze tra un parco regionale e uno nazionale consistono:

  • nel bilancio, che nel caso di Portofino triplicherebbe (da 600.000 € a circa 2.000.000 €);
  • nelle risorse aggiuntive provenienti da altre relazioni in grado di portare, come nel caso delle vicine Cinque Terre, circa una decina di milioni l'anno;
  • nel rilancio internazionale del comprensorio, che finirebbe per confrontarsi con un diverso livello di competitività turistica e con circuiti più duraturi. In tal senso vorrei ricordare la valorizzazione del territorio di alcuni amministratori, fatta di tappeti di plastica rossi !, sui quali passeggiavano amabilmente i cinghiali non più abbattuti dalle Guardie Provinciali, ora Regionali, e dai guardaparco, categorie di professionisti in via di estinzione. Cito volentieri anche i tappeti di plastica verdi stesi sull'acciottolato, portali e sfondi in materiali precari e rapidamente deperibili che inquinano scenari da favola, giochi per bambini di rara bruttezza, collocati in maniera incongrua;
  • nel governo dell'Ente costituito prevalentemente dagli amministratori di cui sopra (anche se oggi da tempo commissariato e non operativo) soggetto agli indirizzi di un Assessore regionale incapace (non è stato in grado di spendere i milioni di euro a disposizione della Regione Liguria per il Piano di Sviluppo Rurale) e abituato a rispondere ai capricci di ristrette categorie di suoi elettori.
    Un parco nazionale ha un governo dell'Ente più ampio, competente e relazionato.
    Facendo un paragone calcistico, che potrebbe riguardare oggi lo Spezia, è come passare dalla serie B alla serie A. Per non retrocedere subito è necessario un diverso impianto della "squadra", quindi è necessario che una proposta di Parco Nazionale venga condivisa su alcuni nodi chiave:
    • confini più estesi, in maniera da avere un numero di comuni ampio e un peso specifico diverso sia a livello regionale che nazionale, per sfruttare appieno le peculiarità e le bellezze dei nostri territori. In tal senso è necessario un confronto con alcune categorie quali cacciatori, cavatori ecc. e con i Comuni più in generale, maggiore rispetto alle pianificazioni in essere;
    • le regole all'interno del nuovo Parco devono essere ispirate ad una tutela attiva e tradizionale del paesaggio, non vincolistica, incentrate e migliorative dei PUC/PRG vigenti e, soprattutto, propositive, ricche di idee-progetto con indicate le loro risorse finanziarie.
      Ad esempio un recupero della funzionalità idraulica e produttiva degli oliveti terrazzati, una riqualificazione in chiave energetica degli edifici (che vanno recuperati, migliorati e messi a profitto intercettando le nuove tendenze turistiche), una rinaturalizzazione in chiave idrogeologica dei boschi, con microfiliere logo produttive sia dal punto di vista energetico che dell'artigianato;
    • idee-progetto che riguardino la mobilità, la ricerca, il sostegno all'istruzione, allo svago e alla salute per convergere nell'obiettivo di creare un comprensorio di eccellenza in grado di offrire nuovi posti di lavoro, accogliente e qualificato, che faccia intravedere un futuro senza speculazioni edilizie (e conseguenti alluvioni) e ci faccia costruire con orgoglio il posto nel quale vogliamo vivere.

A proposito della recente inondazione, ultima di quelle che si verificano periodicamente, Girani aggiunge:

Il canale scolmatore è un'opera importante, ma parte dei problemi è legata anche a opere recenti.
L'impermeabilizzazione di parte del versante sinistro del San Siro conseguente al piano casa (oltre 30 autorizzazioni) e opere urbane che avrebbero potuto essere realizzate con materiali permeabili (alcuni marciapiedi rifatti durante la scorsa campagna elettorale comunale) hanno aggravato la situazione.
Il Parco ha partecipato attivamente a un progetto per la mitigazione del rischio idraulico in ambito urbano fornendo indicazioni tecniche, ma l'amministrazione ha operato in senso contrario.
Che dire sull'utilità del Parco e su come gli amministratori considerano gli studi dei tecnici rispetto ai desiderata dei politici regionali e di gruppi di cittadini?

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