Testata Gazzetta
    Riferimenti

Halloween

Voce entrata nell'uso comune per indicare la notte fra il 31 ottobre e il 1 novembre quando, imitando l'uso anglosassone, ci si dedica a scherzi e macabri ragazzini travestimenti.
Un tempo era più famigliare parlare di "vigilia di Ognissanti", All Hallow Even e la sua contrazione hallowe'en.
Le radici della festa sono molto lontane: i celti avevano il culto di Samhain (signore dei morti e principe delle tenebre), il loro capodanno (la fine della stagione del sole e l'inizio delle tenebre e del freddo) e i romani celebravano un rito stagionale dedicato a Pomona, dea della frutta. Una tradizione talmente radicata che anche il cristianesimo non riuscì a scalfirla e nell'835 papa Gregorio III spostò la festa di Ognissanti (Tutti i santi) dal 13 maggio al 1 novembre; nel 998 poi sant'Odilone, con la riforma cluniacense, aggiunse al 2 novembre la "commemorazione dei defunti" (giorno dei morti).

I Celti non temevano lo spirito dei defunti e al posto dei demoni credevano negli elfi e nelle fate: secondo la leggenda queste ultime, nella notte di Samhain, facevano scherzetti e, per ingraziarsele, si lasciava del cibo sui gradini delle case.
A questo si collega l'usanza dei bambini che, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta chiedendo "Scherzetto o dolcetto?" (trick or treat).

Altra caratteristica di halloween è la zucca intagliata con volti minacciosi e illuminata da una candela accesa all'interno.
Pare che derivi dal tentativo di ingannare le streghe che vagano cercando di portare con sé i vivi, per vendicare la loro morte sul rogo o impiccate (ma esistono diverse altre leggende per spiegare l'usanza).

Non è certamente con un evento consumistico, né con le zucche vuote che si commemorano i morti, ma è un modo per esorcizzare e divertirsi nonostante tutto quello che succede nel mondo: ne sa qualcosa il paese delle streghe per eccellenza, Triora (in provincia di Imperia).

© La Gazzetta di Santa