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Coronavirus, cosa fare in caso di contatto con un positivo
di Nicolò Olia

NewsMondo – 27 ottobre 2020

Coronavirus, cosa fare in caso di contatto con un soggetto risultato positivo. Le indicazioni del Ministero della Salute.

Nel pieno della seconda ondata dell'emergenza coronavirus, arrivano le indicazioni su cosa fare in caso di contatto con un soggetto risultato positivo.
La pratica guida consente di muoversi in piena sicurezza e di agevolare l'attività di contact tracing condotta dalle autorità sanitarie per contenere la foto diffusione del Covid.
Chi sono i contatti stretti
Le indicazionisono quelle del Ministero della Salute, che nella giornata del 12 ottobre ha aggiornato i protocolli dal seguire per le persone entrate in contatto con un soggetto positivo.
Le indicazioni prendono in considerazione solo i contatti stretti, ossia quelli ritenuti a rischio per quanto riguarda la trasmissione del virus.
Ma chi sono i contatti stretti? Si tratta di persone che hanno avuto un contatto prolungato e ravvicinato con un soggetto positivo. Parliamo di conviventi, colleghi di ufficio e ad esempio persone che hanno avuto un contatto di almeno 15 minuti. Al di sotto di questa soglia non si viene considerati come contatti stretti, quindi non valgono le regole indicate. Valgono però le regole del buon senso.
Coronavirus, cosa fare in caso di contatto con un positivo
Prendiamo in considerazione il caso di un contatto stretto e proviamo a ripercorrere la trafila.
In caso di contatto con un positivo, il soggetto dovrebbe essere avvertito dalla ASL. Molto spesso in realtà è lo stesso soggetto positivo ad avvertire i suoi contatti, che a quel punto si rivolgono al proprio medico di base che a sua volta si rivolgerà alla ASL.
Il medico di base e le autorità sanitarie valuteranno se procedere o meno con un tampone per la ricerca del nuovo coronavirus. Di norma si prescrive il tampone per i contatti stretti che manifestano anche lievi sintomi riconducibili al Covid.
Il caso degli asintomatici e il tampone negativo
Gli asintomatici possono procedere con un test da effettuare a dieci giorni di distanza dall'ultimo contatto con il soggetto risultato positivo. In caso di test negativo finisce la quarantena.
Se il test viene effettuato entro i dieci giorni di distanza dall'ultimo contatto con il positivo, per uscire dalla quarantena si dovrà attendere la scadenza del decimo giorno, anche con test negativo. Nel caso in cui non ci si sottoponga al test, la durata della quarantena è di 14 giorni.
Contatto stretto con tampone positivo
Nel caso in cui il tampone dovesse dare esito positivo, ovviamente l'iter cambia in maniera anche significativa.
Innanzitutto, con tampone positivo scatta l'isolamento e non la quarantena. Tradotto, non si può avere alcun tipo di contatto con nessun'altra persona.
Se il soggetto è positivo ma asintomatico la quarantena dura dieci giorni dal tampone risultato positivo. A quel punto si potrà procedere con un nuovo tampone. L'isolamento termina a fronte di un tampone con esito negativo.
Per i positivi con sintomi gravi, la gestione della degenza spetta alle autorità sanitarie competenti e, nel caso fosse necessario, dalle strutture ospedaliere competenti.


Covid-19: indicazioni per la durata e il termine dell'isolamento e della quarantena

Ministero della Salute – 12 ottobre 2020

La nuova Circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020 aggiorna le indicazioni riguardo la durata e il termine dell'isolamento e della quarantena, in considerazione dell'evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali andamento (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico l'11 ottobre 2020.
La circolare chiarisce che:

  • l'isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell'infezione.
  • La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l'obiettivo di monitorare l'eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

Casi positivi asintomatici
Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).
Casi positivi sintomatici
Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia1 e ageusia2/disgeusia3 che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).
Casi positivi a lungo termine
Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia 4 che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l'isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d'intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).
Contatti stretti asintomatici
I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare:

  • un periodo di quarantena di 14 giorni dall'ultima esposizione al caso
    oppure
  • un periodo di quarantena di 10 giorni dall'ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Nella circolare si raccomanda di:

  • eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
  • prevedere accessi al test differenziati per i bambini;
  • non prevedere quarantena né l'esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità
  • promuovere l'uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing.

La circolare ridefinisce i criteri per porre fine all'isolamento/quarantena ed è applicabile dal momento in cui è stata pubblicata. Pertanto, tali criteri potranno essere applicati anche a chi era già in isolamento/quarantena al momento della loro emanazione.


1 perdita del senso dell'olfatto
2 perdita del senso del gusto
3 alterazione del senso del gusto

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