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Cervello e politica

Abbiamo ritrovato un articolo del mensile "Le Scienze" (marzo 2009) intitolato "Cervello e magia", nel quale individuato molti spunti a giustificazione del titolo che ci siamo dati "Cervello e politica". illusionista
A iniziare dall'occhiello (il sopratitolo) "Da secoli gli illusionisti sfruttano limiti cognitivi e di attenzione"… proprio come fanno molti politici.
"Gli illusionisti usano il termine generale misdirection, cioè «deviazione» dell'attenzione, per riferirsi alla pratica di distogliere l'attenzione dello spettatore da un'azione nascosta. Nel loro gergo, la misdirection sposta l'attenzione del pubblico verso l'«effetto», allontanandola dal «metodo», ovvero dal segreto a monte dell'effetto. Attingendo al lessico della psicologia cognitiva, abbiamo classificato la direzione dell'attenzione in «palese» e «nascosta».
E' palese se il mago dirotta lo sguardo dello spettatore lontano dal metodo, anche solo chiedendo al pubblico di guardare un certo oggetto. Per esempio, quando presenta la graziosa assistente [l'illusionista] si garantisce che gli occhi degli spettatori siano tutti puntati su di lei.
La misdirection nascosta invece è una tecnica più sottile. Anche in questo caso il mago allontana lo spotlight dell'attenzione, o centro del sospetto, dal metodo, ma senza dirottare lo sguardo dello spettatore. Influenzati dalla misdirection nascosta, gli spettatori potrebbero osservare il metodo alla base del trucco e tuttavia esserne inconsapevoli.
Le neuroscienze cognitive conoscono almeno due misdirection nascoste. Una è la cosiddetta cecità al cambiamento, per cui ci sfuggono uno o più cambiamenti in una scena osservata in precedenza.
Il cambiamento può essere atteso o inatteso, ma l'aspetto chiave è che sfugge agli spettatori quando osservano la scena in un certo istante. Invece lo spettatore deve confrontare lo stato precedente al cambiamento con quello successivo."
Numerose ricerche hanno dimostrato che queste modifiche non devono essere necessariamente elusive per causare cecità al cambiamento. Anche le variazioni evidenti in una scena passano inosservate se avvengono durante un'interruzione transitoria, dovuta magari a un battito di ciglia, un movimento saccadico degli occhi (in cui cioè l'occhio scatta rapido da un punto a un altro) o un tremolio della scena. …
Le possibilità di usare la magia per illusioni cognitive, in modo da isolare i circuiti neurali preposti a specifiche funzioni mentali, sembrano illimitate."

Al poeta francese Charles Baudelaire (1821-1867) è attribuita la frase "Il faut épater le bourgeois" (Bisogna stupire i borghesi)1: un vignetta modo per affermare che occorre meravigliare le persone, ricorrendo anche a metodi illusori, proprio come fanno gli illusionisti. I meccanismi del cervello perdonano parole e affermazioni paradossali e atteggiamenti anticonformistici.
La storia politica è piena di fake news, notizie false, che una volta circolavano con il passaparola e oggi passano per forum e social.
Carlo Collodi, in quella fantastica opera letteraria non solo per ragazzi che è Pinocchio, ammonisce "Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!".
Chissà perché in campo finanziario il codice penale prevede il reato di aggiotaggio per chi divulga notizie false o tendenziose per avvantaggiarsi a danno di altri, mentre i politici possono impunemente fare affermazioni speculative svincolate dalla realtà.
Come fare per evitare di cadere nella rete di chi ci vuole imbrogliare, promettendo l'impossibile e raccontando l'inverosimile? Cercando di avere memoria dei comportamenti passati e smascherando la dialettica che punta sulla natura umana, attirata più dalle menzogne allettanti che dalla realtà spesso sgradevole.


1 In un discorso del 1846 dal tono ironico in cui è difficile distinguere cosa dovrebbe essere preso sul serio e cosa no. Altre fonti segnalano come autore lo scrittore francese Alexandre Privat d'Anglemont (1815-1859) che avrebbe scritto "Je les ai épatés, les bourgeois" (Li ho sbalorditi, i borghesi)

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