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Il brutto vizio di usare termini "foresti"
di Pietro Pero

Gazzettino Sampierdarenese - luglio 2007

Da un po' di tempo a questa parte i nostri amministratori pubblici sembrano presi da un irrefrenabile impulso di dimostrare quanto siano bravi in lingue estere, specie in inglese, ed ecco tutto un fiorire di termini con i quali essi sciorinano le loro "conquiste". immagine
Cominciò Pericu, allorquando, messo alle strette dai giornalisti sui depuratori che non funzionavano, se ne uscì con la famosa frase: "i depuratori sono in revamping", per dire che erano in ristrutturazione, senza ammettere il vero, cioè che erano fermi e non funzionavano e quindi erano causa della famosa alga velenosa.
In questi giorni l'assessore regionale Montaldo parla di "day surgery", di "triage", di "day hospital" mentre il sito internet del Comune [di Genova] parla di "project financing", di "urban center", e via così.
La neo sindaco Marta Vincenzi sta parlando di "giunta in progress" cioè una espressione che dovrebbe significare il lavorare per obiettivi precisi. Gli assessori competenti parlano di "welfare" invece che dire benessere, e intercalano molti altri termini "foresti" tanto per far notare che loro non parlano "normale".
Sarei curioso di vedere questi amministratori sostenere una conversazione in inglese con uno straniero, solo per capire se si tratta di esibizione o di sostanza. Temo che ci sarebbe da ridere.
Il bello è che non sono infrequenti usi a dir poco arditi di termini esteri, come quello della "giunta in progress", che rappresenta un binomio impossibile tra un termine italiano e una caratteristica espressa in inglese. Meglio, molto meglio, avrebbe fatto la Vincenzi a dire che intende "lavorare per obiettivi concreti", senza scomodare parzialmente l'espressione "work in progress" che noi traduciamo "lavori in corso", ma che in realtà significa "in avanzamento" e non "lavori infiniti" come in concreto è da noi.
La quasi totalità di politici e giornalisti, inoltre, quando parla dei mezzi di comunicazione - i famosi "media" - li chiama "midia" all'inglese, ma, trattandosi di parola latina, si deve dire "media". Solo se uno parla in inglese, abbinando il termine "mass" alla parola "media" può dire "massmidia" (perché per gli inglesi la "e" di dice "i"), altrimenti è molto più corretto dire "media".
In ogni caso, visto che tra gli anziani (e non solo) sono assai pochi quelli che parlano inglese, penso sarebbe bene che negli ospedali si continuasse ad usare l'italiano, anche perché vorrei sapere che cosa capisce uno che entra al pronto soccorso dove campeggia la scritta "triage" (che tra l'altro è francese…) e che significa "accettazione, smistamento".
Se poi ad uno che deve subire un taglietto per un bubbone gli si dice che va in "day surgery" magari pensa di entrare nel surgelatore…
Nella pubblica amministrazione dilagano i "meeting" ed i "brain storming" (letteralmente "tempesta di cervelli") che, per chi non lo sapesse, sono le riunioni ed i tentativi di trovare una soluzione parlandone assieme.
Che dire poi del "problem solving"? Una volta si diceva, volgarmente, "levarsi dai casini", mentre ora si dice in inglese, ed il risultato?
Ma perché non parlano come mangiano? E' vero che ormai moltissimi termini comuni sono di importazione, ed alcuni anche intraducibili in italiano corrente, ma certe esibizioni mi sembrano davvero fuori luogo, anche se gli stranieri ormai sono moltissimi.
Basta passare il confine, andare ad esempio in Francia, per vedere come tutto questo inglese sia molto più raro, e poi, mi chiedo per quale ragione noi italiani dobbiamo sempre nutrire questo complesso di inferiorità verso l'estero. L'andare incontro allo straniero non si fa con cartelli a dir poco demenziali, ma facendo sì che ai vari sportelli pubblici ci siano persone che sanno almeno dire qualcosa in inglese e francese o spagnolo, altrimenti siamo penosi nell'esibire scritte in inglese sotto le quali ci sono addetti che non sanno nemmeno dire "good mornig".
Ci sono insegne di negozi che rasentano il ridicolo, molte volte con errori (meglio, "orrori") spaventosi, ma assumendo certe denominazioni si tenta di far credere agli altri che lì c'è gente che ha una visione "internazionale"… ma mi faccia il piacere, diceva la buonanima di Totò.
Speriamo che a nessuno venga in mente di cambiare il nome del Gazzettino Sampierdarenese in "St. Peter's Beach Newspaper", tanto per fare un esempio. Forse, data la crescente presenza sudamericana, diventeremo "El tiempo de Guayaquil", chissà.

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