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Da Caravaggio alla Millenaria
di Fabio Casazza

tratto da facebook "Scarpinate" del 1 novembre 2021

mappa Esistono diversi modi per salire al Santuario di Caravaggio, luogo di culto mariano che, dalla cima del Monte Orsena, domina Rapallo e buona parte dei golfi del Tigullio e Paradiso.
Il santuario sorge in un punto cruciale per le antiche vie di comunicazioni: il Monte Orsena è una tappa del percorso di crinale che, dal Promontorio di Portofino, attraversa parte dell'Appennino Ligure fino alla Pianura Padana. Non solo: il Santuario è stato a lungo meta di pellegrinaggi da parte della popolazione di Santa Maria del Campo, una delle frazioni del Comune Di Rapallo.
Come un antico abitante di Santa Maria ho voluto salire fino al Santuario, che sarà tappa di un percorso ad anello che andrà a toccare parti importanti del Tigullio occidentale; se vi avanza mezza giornata, vi trovate a Rapallo e vi piace fare le scarpinate, questo giro fa sicuramente per voi.
Partenza intorno alle 10:30 del mattino, senza fretta, dalla piazza antistante alla Chiesa di Santa Maria del Campo. La prima parte del percorso è una scarpinata vera e propria: si comincia in maniera tranquilla salendo lungo via del Cavagino, per buona parte carrabile, fino a trovare una scaletta e un pezzo di una vecchia mulattiera che porta all'inizio di Via San Martino di Noceto.
Pochi metri e abbandono la carrabile per imboccare, sulla destra, una stradina che porta, finalmente, all'inizio di Salita Caravaggio. E sarà salita fino al foto 1 Santuario, quindi prendo un bel respiro e inizio l'ascesa, un passo dietro l'altro con molta calma.
Il percorso è abbastanza faticoso, pesa sia il sentiero che, in più punti, è ridotto a una pietraia disordinata, sia la presenza di alcuni tratti discretamente ripidi. Eppure basta superare il primo tratto, con le case e le fasce più o meno ordinate, per essere circondati dalla foresta e dal silenzio. foto 2
Rapallo, che pure è poco più sotto, sembra lonta- nissima.
Dopo quasi mezz'ora il sentiero si addolcisce e si assesta a mezza costa: a sinistra, poco più in alto, intravedo il crinale del Monte Ampola. Sono circondato da castagni, qui a perdita d'occhio. Ancora poco e la foresta si apre, svelando le piane di Caravaggio e lassù, appollaiato sull'Orsena, il Santuario. foto 3
Lo raggiungo per la via più breve e faticosa, una scalinata di roccia che si inerpica lungo le pendici del monte: se anche voi fate scarpinate, allora non amate le cose facili.
Arrivato al Santuario ne approfitto per un veloce giro nei dintorni e per godere di una vista davvero fortunata del Tigullio e del Golfo Paradiso. Là sotto, adagiata fra i monti e il mare, Rapallo. foto 4
E' anche ora di un pranzo veloce: per fortuna poco sotto il santuario c'è un piccolo rifugio. Al suo interno un camino mostra ancora qualche brace ardente e c'è un piacevole tepore. Ringrazio chiunque sia passato prima di me, metto una maglietta asciutta e addento un paio di pizzette. Passa un tempo indefinito prima di accorgermi d'aver finito di mangiare da un bel po', mi stacco a fatica da quel momento di calma profonda, la strada è ancora lunga. foto 5
Scendo nuovamente verso le piane di Caravaggio, verso il sentiero che porta alla Millenaria di Ruta. Conosco bene il percorso per cui vado spedito come sulla strada di casa. Di nuovo folti castagneti mi circondano e spuntano tracce di vecchi fabbricati, usati per mettervi attrezzi e fogliame.
Passo oltre i Piani di Cren, la strada è un susseguirsi di foreste e spazi aperti da cui ammirare nuovamente entrambi i Golfi. A est, laggiù, Genova è coperta foto 6 da nubi scure, cariche di pioggia, che si esten- dono ormai fin qui. Rischio una ramata d'acqua, per dirla alla genovese, meglio accelerare ulteriormente il passo.
Arrivo alle pendici del Monte degli Esuli e il sentiero, finalmente, scende in direzione di Ruta. In poco tempo sono, finalmente alla Chiesa Millenaria, una mia vecchia conoscenza la cui storia, particolare, merita di essere raccontata in un'apposita scarpinata. foto 7
Il resto del percorso passa lungo l'Aurelia in direzione di San Lorenzo della Costa. Non arrivo a San Lorenzo e imbocco la strada che scende verso San Massimo, un'altra frazione di Rapallo.
Lungo la discesa ammiro villette particolari, le quali convivono con le case che, pur di altre epoche, hanno quel fascino in più che si sposa meglio con l'ambiente circostante. Siamo a un tiro di schioppo da Rapallo, eppure qui si sta in campagna. Terra e fasce sono generalmente ben curate, ulivi e alberi da frutto non mancano. foto 8
Scendo lungo via del Martinelli fino alla chiesa di San Massimo, per riprendere nuovamente la strada carrabile e arrivare finalmente ai resti del monastero di Valle Christi, che offrono una cornice spettacolare quando, in estate, vi vengono organizzati spettacoli musicali o di teatro. Anche oggi, in autunno e col cielo plumbeo, il monastero ha un fascino particolare, magnetico, da cui mi stacco a fatica.
Da lì a poco ecco la strada carrabile che mi riporterà alla chiesa di Santa Maria del Campo.
Sono passate circa cinque ore, non ho idea di quanti chilometri abbia percorso, ma non è quello che mi interessa: l'importante è aver fatto un altro pezzo di strada e averlo aggiunto al sempre più lungo sentiero delle "Scarpinate".

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