Testata Gazzetta
    Riferimenti

Elezioni e "parco buoi"

Collegi elettorali come "parco buoi": così la legge elettorale vigente consente ai partiti di decidere chi far eleggere, perpetuando la politica dei "fedelissimi".
L'elettore non conta nulla, ma non per questo deve rinunciare a votare, se non altro per premiare i "meno peggio", magari "tappandosi il naso" come diceva scheda Montanelli, ed evitare così che siano altri a decidere.
Sulla base dei dati Istat sulla popolazione, l'Italia è stata suddivisa per la Camera dei deputati in 28 circoscrizioni elettorali, mentre per il Senato sono 20, una per regione.
All'interno della circoscrizione sono stabiliti i collegi, che sono di due tipologie: uninominali (un unico seggio assegnato con metodo maggioritario al candidato della coalizione più votata) e plurinominali (gli eletti sono più di uno usando il metodo proporzionale):
In Liguria i candidati si contenderanno in totale 10 seggi alla Camera dei Deputati e 5 al Senato.
Per l'uninominale Santa Margherita è inclusa nel Collegio Liguria 4 - Levante1 per la Camera, nel Collegio Liguria 2 – Levante2 per il Senato.
Per il plurinominale sono presenti liste bloccate, nel senso che le assegnazioni avverranno a iniziare dal primo della lista, il capolista: chi è in testa ha quindi maggiori possibilità di essere eletto3.

Un tempo, ancora durante la Prima Guerra mondiale, il vettovagliamento degli eserciti era assicurato, oltre che con carne congelata, anche con carne fresca: per questo al seguito dei corpi d'armata marciava un parco buoi destinato alla macellazione.
A inizio '900 l'espressione era stata adottata dal linguaggio finanziario per indicare i clienti di Borsa che, dai recinti riservati al pubblico nella Borsa Valori, seguivano lo svolgimento della riunione per cogliere informazioni interessanti; in un secondo tempo assunse un valore negativo, identificando investitori sprovveduti che cercano facili guadagni e incontrano delusioni.

Così come i risparmiatori sono spesso l'oggetto del desiderio degli speculatori finanziari, gli elettori sono nelle mire di politici che sul traghettamento del parco buoi verso i comportamenti desiderati spesso costruiscono le proprie strategie al solo scopo di trarne profitto.
Se gli elettori dimenticano la storia e la credibilità dei personaggi e non sono consapevoli della fattibilità delle promesse, entrano direttamente nel recinto del parco buoi.


La riforma costituzionale del settembre 2020 ha ridotto il numero dei parlamentari. Saranno eletti 400 deputati e 200 senatori (dei quali, rispettivamente, 8 e 4 nelle circoscrizioni estere): un terzo dall'uninominale, due terzi dal plurinominale.
Una novità è anche la partecipazione al voto per il Senato di chi ha compiuto 18 anni (fino ad ora ne occorrevano 25). I Guerra

La scheda elettorale presenta diversi riquadri, uno per coalizione, con in testa il nome del candidato all'uninominale e sotto i singoli partiti, ciascuno con la lista dei propri candidati al plurinominale: barrando il riquadro o uno dei simboli dei partiti si attribuisce il proprio voto a quel candidato.
Le votazioni ai singoli partiti sono sommate a livello nazionale e determinano i seggi attribuiti proporzionalmente: saranno questi a essere divisi sul territorio. Ecco il "parco buoi": non sono previste preferenze, sulla base delle quali stabilire l'ordine di attribuzione ai singoli candidati. testata

Tutto ciò per la Camera: l'unica differenza al Senato è che la divisione dei voti non è fatta a livello nazionale, ma per singola Regione.
Per finire un accenno alle soglie di sbarramento, che richiedono ai partiti almeno il 3% di voti, o alle coalizioni il 10%, a pena di non accedere al Parlamento (in ogni caso i partiti che non raggiungono l'1% non accedono al riparto dei seggi).
I seggi all'estero (8 alla Camera e 4 al Senato) sono attribuiti con il sistema plurinominale in 4 collegi: Europa, America meridionale, America settentrionale e centrale, Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Chissà quando qualcuno imposterà la propria campagna elettorale evitando le facili promesse e le affermazioni autoreferenziali, ma proponendo un metodo di lavoro realistico, che tenga conto degli inevitabili compromessi legati alla necessità di alleanze post-voto… e chiedendo su questo le preferenze degli elettori.


1 Candidati: Daniele Montebello (centrosinistra, PD), Roberto Bagnasco (centrodestra, FI), Federica Giorgi (M5S), Silvia Garibaldi (Terzo polo), Catia Castellani (Unione Popolare), Raffaella Spezia (Italexit)
2 Candidati: Guido Melley (centrosinistra, Rossoverdi), Stefania Pucciarelli (centrodestra, Lega), Barbara Tronchi (M5S), Angelo Carella (Terzo polo), Norma Bertullacelli (Unione Popolare), Marco Mori (Italexit)
3 Primi due della lista per la Camera: Andrea Orlando, Valentina Ghio (PD); Mauro Gradi, Cristina Bicceri (+Europa); Stefano Quaranta, Simona Simonetti (Rossoverdi); Sergio Battelli, Ilenia Porro (Impegno civico); Matteo Rosso, Maria Grazia Fijia (FdI); Francesco Bruzzone, Laura Ravetto (Lega); Rita Dalla Chiesa, Roberto Cassinelli (FI); Andrea Costa, Chiara Cerri (Noi moderati); Cosimo Maria Ferri, Desiree Negri (Azione-IV); Roberto Traversi, Federica Giorgi (M5S); Massimo Lombardi, Laura Comollo (Unione Popolare); Raffaella Regoli, Fabio Montorro (Italexit).
Primi due della lista per il Senato: Lorenzo Basso, Cristina Lodi (PD); Franco Vaira, Giovanna Basile (+Europa); Simona Cosso, Roberto Amoretti (Rossoverdi); Carlo Frumento, Stefania Recagno (Impegno civico); Roberto Menia, Simona Ferro (FdI); Alessandro Piana, Stefania Pucciarelli (Lega); Claudio Muzio, Dina Nobili (FI); Marco Scajola, Manuela Gagliardi (Noi moderati); Raffaella Paita, Gabriele Pisani (Azione-IV); Luca Pirondini, Barbara Tronchi (M5S); Antonella Marras, Daniele Cinti (Unione Popolare); Marco Mori, Francesca Barbato (Italexit).

© La Gazzetta di Santa