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    Pezzi di storia

Quando navigare era una condanna
di Alberto Cavanna

Il Secolo XIX – 28 luglio 2007

"Rum, sodomia e frustate!" Così rispondeva Winston Churchill, all'epoca Primo Lord dell'Ammiragliato, a chi gli domandava delle tradizioni della Navy. Non sappiamo marinaio se effettivamente fu l'uomo che guidò il Regno Unito verso la vittoria sul nazismo a pronunciare questa frase, ma è comunque azzeccata.
Abordo delle wooden walls (le muraglie di legno ossia le uniche di cui le isole britanniche si siano mai circondate) la vita era dura.
Come si diventava equipaggio di una nave di Sua Maestà? O tramite l'arruolamento forzato (tramite le Press Gang, le bande che percorrevano con regolarità le banchine per portare a bordo a legnate chiunque avesse violato una delle tante leggi che regolavano la vita dei porti; ad esempio l'ubriachezza era punita con l'arresto, cioè l'imbarco immediato) o diventando midshipman, cioè (con un termine molto più largo dell'usuale interpretazione) "allievo ufficiale".
Non esistevano navi scuola in passato: la vita di bordo era una abbastanza dura per la selezione e istruzione dei futuri ufficiali, sottufficiali e marinai. L'addestramento era la vita di ogni giorno. Ma come si viveva su una di queste navi, costruite in legno e spinte esclusivamente dal vento?
L'introduzione della propulsione meccanica fu un sollievo per i marinai: l'obbligo di rifornirsi di combustibile comportava la sosta in un porto, con tutti i vantaggi per l'equipaggio. La navigazione a vela invece aveva gli unici limiti negli approvvigionamenti e nella resistenza dell'equipaggio. Per quanto riguarda il sostentamento ci si arrangiava con carne salata, salamoie e verdure conservate con metodi empirici. Invece le necessità dell'equipaggio avevano un freno inibitore nell'uso, poco parsimonioso, del gatto a nove code.
Una volta arruolati, solamente gli ufficiali avevano il diritto di scendere a terra: chiunque altro avesse cercato di lasciare la nave (fosse anche per una sosta al bordello di mezz'ora) sarebbe stato trattato come un disertore. La pena prevista era il flogging around the fleet, ossia ricevere un paio di dozzine di frustate per ogni nave della flotta (si racconta di uomini che abbiano subito la fuoriuscita dei reni dopo questo trattamento).
La vita, sia per gli allievi che per i marinai era durissima: turni di otto ore e brande calde (ossia si dormiva nell'amaca lasciata libera da chi entrava in servizio). Ovviamente questo in una situazione di normalità: quando i tamburi rullavano il segnale di battaglia imminente, ognuno doveva trovarsi al suo posto: la punizione era immediata dal momento che il nostromo girava con un pesante pezzo di corda catramata per ricordare ai ritardatari la solerzia necessaria.
Gli allievi, quelli che oggi ricevono il training necessario sulle navi scuola, ossia le Tall Ships, più o meno seguivano i ritmi dell'equipaggio: unica differenza nelle ore di istruzione alle arti della navigazione (impartite dagli ufficiali di bordo) e una minore durezza di trattamento, anche dovuta al fatto che potenzialmente un midshipman era un ufficiale, e dunque ogni marinaio aveva interesse a non inimicarsi un futuro superiore.
La giornata, sia che uno avesse fatto il turno di notte o che si fosse appena svegliato, cominciava con una robusta colazione. Seguivano i turni (oppure il riposo) e poi il pranzo e la cena, scanditi dai rintocchi della campana, unico orologio da polso di bordo. Il vitto era il solito: legumi secchi e carne in salamoia bolliti. Unica variante: agrumi e verdura per evitare il pericolo di scorbuto.
Il lavoro era pesante: tutto veniva svolto manualmente, fosse salpare l'ancora o fare il punto nave. A bordo non esistevano né ventilazione (in navigazione i portelli dei cannoni, le uniche aperture, erano tenuti chiusi), né riscaldamento; i gabinetti per l'equipaggio erano all'aperto nel senso più largo del termine: sedili con un buco sotto il cielo aperto, otto seggette per cinquecento uomini.
E le distrazioni rimanevano quelle rammentate da Churchill: discutibili (almeno fino all'avvento dei Pacs) e sempre con il rischio della frusta.

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