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Santa Margherita Ligure

tratto da "Dizionario corografico dell'Italia" compilato per cura del prof. Amato Amati nel 1869

S. Margherita Ligure, già S. Margherita di Rapallo o S. Margherita - Comune in Liguria, prov. di Genova, circond. di Chiavari, mand. di Rapallo.
Consta delle frazioni seguenti: S. Margherita, capoluogo, S. Giacomo. S. Lorenzo della Costa, S. Maria di Nozarego, S.Siro.
Ha una superficie di 951 ettari.
La sua popolazione di fatto, secondo il censimento del 1861, contava abitanti 6170 (maschi 2719, femmine 3451); quella di diritto era di 7032. panorama
La sua guardia nazionale consta di due compagnie con 187 militi attivi.
Gli elettori amministrativi nel 1865 erano 306, e 263 i politici, inscritti nel collegio di Rapallo.
Ha ufficio postale e stazione della ferrovia da Genova a Sestri Levante.
Nella circoscrizione ecclesiastica appartiene alla diocesi di Genova.
Il suo territorio distendesi sui colli che si diramano dagli Apennini Liguri e lungo la spiaggia del mare. E' fertilissimo e di assai delizioso aspetto. Considerevoli prodotti si traggono dagli olivi, dalle viti e dagli altri alberi fruttiferi e dai castagni. Sebbene vi manchino i pascoli comunali, pure numeroso vi è il bestiame bovino e lanuto che viene pasciuto con lisca (arundo tenax) che si raccoglie nella parte orientale del monte di Portofino, spettante al comune di Camogli. Le bestie bovine sono in numero di circa 600, in poco numero le pecore. Vi si allevano inoltre molti maiali e molte bestie da soma.
Questo territorio è bagnato dalle acque del mare ligure e da parecchi torrentelli e rivi.
Dal rialto denominato Portofino, posto sul confine del territorio verso il comune di Portofino, scaturiscono alcune fonti di acqua perenne, le quali servono a mettere in moto 36 molini da grano. S. Margherita Ligure è un piccolo borgo posto in amenissima posizione, 15 chilometri a ponente da Chiavari, 3 pure a ponente da Rapallo, e 25 a levante da Genova, in un seno di mare largo 1200 metri. E' molto ben fabbricato e contiene parecchie belle chiese, begli edificii e una piazza sufficientemente spaziosa, il cui selciato è adorno di bel disegno, formato con variopinti sassolini.
La strada più osservabile è quella della Ghiaia.
Cinque sono le chiese parrocchiali esistenti in questa comunità, cioè la collegiata di Santa Margherita, e le parrocchie di S. Giacomo, di S. Lorenzo della Costa, di S. Maria di Nozarego, e di S. Siro. La collegiata di S. Margherita è di squisito disegno e di ammirabili proporzioni: venne eretta nel XVI secolo, sopra antico tempio, ed è a tre navi formate da otto colonne d'ordine corinzio. La facciata è maestosa e bella; l'interno è decorato ad oro e a marmi di Carrara. Nel coro vedesi una bellissima statua in marmo rappresentante la santa titolare, opera dello scalpello del celebre Ponzanelli. La volta delle stesso coro è stupendamente ornata da due affreschi del torinese Vacca, esprimenti il martirio e l'apoteosi di s. Margherita. La cupola, la volta delle due cappelle laterali e quella della nave maggiore presentano nove stupendi affreschi del fiorentino Cianfanelli, rappresentanti i quattro evangelisti, la visita della Vergine a santa Elisabetta, l'annunciazione, la nascita di Gesù, la presentazione al tempio e la disputa coi dottori. Oltre a questi oggetti d'arte S. Margherita contiene due pregevoli statue del Carrara, rappresentanti i santi Pietro e Paolo, una stupenda statua in legno del celebre scultore Maragliano, raffigurante l'Angelo Custode; un mirabile dipinto di S. Caterina che vedesi al primo altare entrando a sinistra, opera di V. Castello; una tela all'altare di M. V. Addolorata, assai bene condotta ed eseguita, credesi, da Domenico Piola; una vetusta urna cineraria della santa titolare.
La chiesa parrocchiale di S. Giacomo è situata in ridente collina ed è di vago disegno. E' fregiata essa pure di ricchi marmi, di pregevoli dipinti ed eleganti indorature. La volta del coro è adorna di un affresco del Cianfanelli, che rappresenta il martirio e l'apoteosi del santo. Una graziosa dipintura del celebre Cambiaso e tre stupende tavole di Luca d'Olanda contiene la chiesa di S. Lorenzo della Costa; un bel S. Sebastiano di V. Castello vedesi in quella di S. Siro.
Fra i palazzi, che adornano il comune, il più grandioso è quello stupendo del principe Centurioni, situato sopra un'amena collinetta fra le due chiese di S. Margherita e di San Giacomo.
Avvi pure un convento di Cappuccini e vedesi tuttora, sebbene in istato di deperimento, il forte, già monastero della Cervara, che era dei Padri Benedettini, fondato nel 1364 da Guido da Scetten o Seten (de Septimo), arcivescovo di Genova, amico e coetaneo del Petrarca.
A poca distanza da S. Margherita sorge un castello di forma quadrata, che serve di difesa dalla parte del mare.
S. Margherita Ligure possiede buone scuole elementari ed uno spedale. Questo venne eretto dal 1835 al 1841 a spese del comune e dei suoi abitanti, fra i quali vanno rammentati il signor Giuseppe Debernardi, che donava il fondo su cui sorse l'edificio, con un attiguo podere, e il cavaliere Michele Gimelli che dotavalo assai riccamente. Al pubblico lo spedale venne aperto nel 1° agosto dell'anno 1841.
S. Margherita Ligure è luogo molto industrioso e commerciante. Oltre ai 36 molini da grano, di cui già si è fatto cenno, vi sono due manifatture, una di merletti, l'altra di cordami. Nella prima lavorano molte donne d'ogni età: i merletti, che vi si fabbricano, si spediscono per ogni dove ed anche in America. Dalla fabbrica di cordami escono corde di qualsiasi diametro e forza per le reti, per le fabbriche e per la navigazione. I prodotti di questa manifattura vendonsi in Genova, Francia ed America.
Importante è in questo luogo il commercio del corallo, che i Sanmargaritesi vanno a pescare sulle coste della Barberia e della Sardegna, impiegandovi circa ottanta battelli della portata di dieci tonnellate ciascuno. Il corallo vendesi grezzo in Genova, Livorno e Marsiglia. Un tempo vi si teneva anche un'annua fiera assai frequentata.
Nel seno di mare, sul quale giace S. Margherita Ligure, ha luogo un discreto movimento di navigazione. Nel 1866 vi approdarono 277 bast. della portata di 5441 tonnell. con 1157 uomini di equipaggio e 145 passeggieri, e ne partirono 276 della portata di 6086 tonnell. con 1173 uomini di equipaggio e 215 passeggieri.
Vi ebbe quindi un movimento complessivo tra approdi e partenze di 553 bast. della portata di 11,527 tonnell. con 2330 uomini di equipaggio e 360 passeggieri.
Questi bastimenti compierono tutti operazioni di commercio, e si ripartiscono quanto al genere di navigazione, al carico, al tipo e alla bandiera nel seguente modo:

Approdi.
Navigazione generale. Bast. 11, di cui 7 scaricarono; tonnell. 350.
Navigazione di cabotaggio. Bast. 266, tonnellate 5091.
Con carico. Bast. 255, tonnell. 4842.
In zavorra. Bast. 22, tonnell. 599.
A vela. Bast. 277, tonnell. 5441.
Con bandiera nazionale. Bast. 227, tonnellate 5441 .
Partenze.
Navigazione generale. Bast. 11, di cui caricarono 2; tonnell. 817.
Navigazione di cabotaggio. Bast. 265, tonnellate 5269.
Con carico. Bast. 160, tonnell. 3435.
In zavorra. Bast. 116, tonnell. 2651.
A vela. Bast. 276, tonnell. 6086.
Con bandiera nazionale. Bast. 275, tonnellate 6042.
Con bandiera estera. Bast. l, tonnell. 44.

I bastimenti approdati e partiti per forza maggiore furono 540 della portata di 27,796 tonnellate.
Nel detto anno 1866 si esportarono da Santa Margherita Ligure: un carico di uva con direzione per Calvi; chilogr. 22,000 di asfalto, chilogr. 6000 di bitume, chilogr. 90,000 di carbon fossile, chilogr. 3000 di cristalli, chilogr. 2000 di droghe, chilogr. 1000 di olio e chilogr. 2000 di tavole con direzione per Marsiglia; ed ettolitri 397 vino per Saint-Tropez. Si importarono 3 carichi di merci diverse, di cui 2 provenienti dal porto di Aiaccio ed uno da Calvi.
Nelle acque del comune di S. Margherita si pesca anche del tonno.
Gli abitanti di questo luogo sono peritissimi nella nautica.
S. Margherita Ligure è d'ignota origine: le sue prime memorie rimontano all'anno 1307.
Alcuni però opinano che fosse già luogo fiorente al tempo del gentilesimo e che sino da allora fosse abitato da civili e benestanti famiglie. In appoggio di questa opinione si ricorda un'iscrizione che si legge sopra un'urna cineraria in marmo bianco, rinvenuta nella demolizione di un antico tempio pagano fattasi nel secolo XVI e conservata nell'atrio della chiesa di Santa Margherita. Ecco il tenore di questa iscrizione:

DIS. MANIBVS. SACRVM
L. TAJETIPEPSI. FECERVNT
TAJETIA. EVTERPE. CONTVBERNAL
ET. L. TAJETIVS. APOLLINARIS. FILIVS
BENEMERENTI. ET. SIBI
POSTERISQVE. EORVM.

Di S. Margherita fanno onorevole menzione il Marini, che la chiama borgo cospicuo, e il Giustiniani che la proclama celebre.
Nel forte, già monastero, della Cervara alloggiarono il pontefice Gregorio XI recandosi a Roma nel 1376, e Francesco I re di Francia nel 1525 mentre era condotto prigioniero in Spagna. Nelle acque di S. Margherita ebbero luogo sanguinose scaramuccie navali.
Nacquero in Santa Margherita Ligure il celebre Maragliano scultore in legno, e il rinomato Roccatagliata, fabbricatore di organi.

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