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    Pezzi di storia

Portofino

tratto da "Dizionario corografico dell'Italia" compilato per cura del prof. Amato Amati nel 1869

Comune in Liguria, prov. di Genova, circond. di Chiavari, mand. di Rapallo. panorama
Comprende quattordici villate.
Ha una superficie di 233 ettari.
La sua popolazione di fatto, secondo il censimento del 1861, contava abitanti 1157 (maschi 534, femmine 623); quella di diritto era di 1293.
La sua guardia nazionale consta di una compagnia con 65 militi attivi.
Gli elettori amministrativi nel 1865 erano 71, e 41 i politici, inscritti nel collegio di Rapallo.
L'ufficio postale è a Santa Margherita di Rapallo.
Appartiene alla diocesi di Genova.
Il suo territorio viene bagnato dal mare da due parti, ed è attraversato da una corrente d'acqua perenne. Dal lato di mezzodì presenta una serie di dirupi; verso levante meno ripido è il declivio. Il suo piccolo porto è naturale, e può ricoverare bastimenti anche di grossa portata. Il suolo è fertile: la porzione che guarda a levante è vagamente intrecciata da filari di viti e da boschi d'olivi: le sommità sono popolate da selve di pini, e vi sono pure pascoli e gerbidi comunali. Di diverse specie sono gli alberi fruttiferi, che danno frutta squisitissime. Poco estesi sono i campi coltivati a cereali ed a legumi. La pesca offre notevoli risorse. Le acque del rivo danno moto a diversi molini da cereali, ed a torchi destinati ad estrarre l'olio. Sui fianchi del promontorio di Portofino sorgeva un fortilizio: il porto era difeso da una batteria postata alle falde della rupe; e sulla via che conduce a Santa Margherita, ex-monastero dei Benedettini, vi dominava il forte di Cervara.

tratto da "Descrittione di tutta l'Italia" di fra Leandro Alberti - 1581

… Porto Fino, il quale nomina Plinio Portum Delfinium benché al presente, essendoli tolto la prima sillaba sia nominato Portofino, per dichiarare maggiormente (come credo) la bontà di detto Porto. Altra memoria non ritrovo appresso alcun scrittore antico di questo Porto, eccetto che appresso Plinio: il che forse è intervenuto per non esser stato in quei tempi. Misuransi 4 miglia da S. Fruttuoso à questo Porto, sempre scendendo per strette, et sassose vie. Ben'è vero ch'egli è molto più agiato viaggio per la marina.

Il capoluogo giace nella parte più interna del porto: alte rupi lo circondano, e dalla parte di terra non vi si accede che per poco comoda via, aperta nel lato di tramontana.
Sta a levante da Genova, ed è a 20 chilometri da Chiavari. Innanzi al porto si apre un'ampia piazza, che è decorata da buoni edifici. Possiede due chiese. Nella contrada che chiamasi il Moletto, si vede un comodo palazzo. Per la beneficenza avvi una congregazione di carità, fondata nel 1810, e che ha per iscopo di elargire con soccorsi mensili, a domicilio, ai poveri sani ed infermi. Da uno stato patrimoniale di 37,175 lire, ricavò nel 1861 una rendita complessiva di L.1843, 1394 delle quali vennero erogate in opere pie. Annualmente soccorre una media di 300 persone con 4 lire per ciascuna.
E' Portofino un ancoraggio che presenta il più sicuro ricovero contro i venti del 4° e 3° quadrante, a mezzodì-mezzodì-levante ed anche al mezzodì-levante. Le navi nell'interno non restano esposte che ai grecali. E' segnalato da un fanale di porto, a luce bianca, che si vede a 15 o 18 chilometri.
Nell'anno 1867, secondo le statistiche ufficiali, in Portofino si ebbe, per la navigazione generale e di cabotaggio, il seguente movimento commerciale marittimo.

Approdi: numero 81 bastimenti, di 5109 tonnellate. Otto bastimenti, di 1792 tonnellate, appartengono alla navigazione generale; 56, di tonnellate 2762, approdarono con carico; tutti erano a vela e portavano la bandiera nazionale.
Partenze: numero 73 bastimenti di 3033 tonnellate. Cinque bastimenti, di 941 tonnellate, appartengono alla navigazione generale; 49, di tonnellate 1770, partirono con carico: tutti erano a vela e portavano la bandiera nazionale.
Il movimento complessivo fu di 154 bastimenti, di 8142 tonnellate, con 29 passeggieri.
Inoltre approdarono per forza maggiore o partirono in seguito ad approdo forzato 737 bastimenti di 29,790 tonnellate.

Plinio dà a questo porto l'aggiunto di Delphini. Ai tempi della repubblica genovese, Portofino era difeso da una piccola rocca, per lo più munita da alcuni pezzi d'artiglieria; avea un fortino armato di due cannoni ed il piccolo presidio era composto di dieci invalidi.
Nel 1800 gli Austriaci disarmarono quei luoghi; e Napoleone quando unì il Genovesato all'impero, costrusse le opere di fortificazione, delle quali è cenno più sopra. Il governo italiano cambiò le artiglierie, giusta le esigenze degli attuali e giganteschi progressi delle armi da fuoco. Portofino fu più volte teatro di lotta durante le molte guerre che si successero nell'evo moderno. Non ebbe mai grande importanza né militare, né commerciale.

Promontorio - Promontorio della Liguria, in provincia di Genova. Si collega con quello di S. Fruttuoso, ossia di Codimonte o Capo di Monte. E' un'immensa rupe, quasi senza vegetazione e scabrosa, la quale ove sporge in mare, apparisce sempre più nuda, a fianchi perpendicolari e con punte acuminatissime. Imponente è l'orridezza delle brulle sue montuosità: mostra scoperte le masse di breccia calcarea a fucoide, e immediatamente sopra, la puddinga terziaria. Ai suoi piedi, e nella parte che maggiormente si spinge nel mare, si aprono frammezzo agli acuti scogli, delle vaste spelonche, e quando si scatena la procella, i flutti l'incalzano da ogni parte, si respingono e si frangono con ispaventoso rumore, e coprono di spuma le spiaggie vicine. Quando il mare è placido, vi riparano molti animali marini. Nel lato del promontorio che guarda a scirocco, il mare vi penetra per angusta apertura, e forma un seno, nel quale in certi tempi dell'anno vi guizza notabile quantità di delfini. Dalla presenza di questi cetacei gli antichi lo denominarono Portus Delphini. Un tempo si faceva copiosa raccolta di coralli: oggidì è ben difficile rinvenire nelle numerose rocce marine questo prezioso zoofito. Un segnale è posto sulla cima di questo monte che s'innalza a 588 metri dal livello delle acque.
Fra Portofino e l'attiguo Codimonte nel secolo XV la squadra genovese venne rotta ed abbruciata dai Veneziani, i quali però accolsero con umanità lo Spinola che la comandava, e gli altri prigionieri, e sciolsero le catene alle ciurme senza prezzo di riscatto.

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