Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Gagliardetti e contestatori eccellenti

Il Mare – 7 aprile 1923

La solenne inaugurazione dei gagliardetti fascisti
alla presenza dell'on. De Vecchi

di Lux


S. Margherita la bella, gentile e ridente cittadina nostra, mollemente adagiata tra i promotori di Portofino e Pagana, incorniciata a tergo da una sempre verde spalliera di monti fu domenica scorsa la spettatrice di un solenne rito di fede e d'italianità per l'inaugurazione dei gagliardetti della locale sezione del Partito Nazionale Fascista, e delle fiamme dell'Avanguardia Giovanile Fascista; e la festa fu grandiosa per l'intervento d'autorità e personalità fasciste, per il concorso stragrande di pubblico.

foto 1 (foto della raccolta Renato Dirodi)

La città tutta imbandierata, anche nei sobborghi operai, dove un tempo predominava l'elemento bolscevico presentava l'aspetto delle grandi occasioni.
Alle 8,30 arrivò dalla Spezia il regio esploratore Brindisi, ex nave austriaca Heligoland, al comando del capitano di fregata Scapin fregiato di tre medaglie al valore, a rappresentare la marina al solenne rito.
Alle ore 8,40 giunsero il colonnello Ricomanni, comandante della Legione ligure della Milizia Nazionale, con tutto lo Stata maggiore; coi treni successi vi giunsero il sotto prefetto di Chiavari, cav. Secchi unitamente al commissario di P. S. cav. Gioia ed al tenente dei RR. CC. Giusti.
Con direttissimo in perfetto orario, giunsero S. E. l'on. De Vecchi con suo segretario particolare Cerrutti, il prefetto di Genova, cav. gr. uff. Darbesio, S. E. il generale Etna, il sig. Bertelli, commissario straordinario per il Piemonte dell'A. N. F. e numerosi altri.
Alla stazione addobbata per l'occasione da trofei, da orifiamme, bandiere e piante, e da un ricco arco di trionfo inneggiante all'on. De Vecchi, erano convenute tutte le autorità con a capo il nostro sindaco Cav. Giuseppe Bruno e la nostra banda cittadina che all'arrivo di S. E. suonò la Marcia Reale, e l'inno Giovinezza.
Prestava servizio la nostra centuria della Milizia Nazionale al comando del tenente Monforte Ugo.
Fatte le presentazioni d'uso si formò un corteo seguito alle automobili delle autorità ed invitati che attraversò le vie principali della città gremitissime di popolo entusiasta plaudente si recò in Municipio, dove seguì la cerimonia della consegna delle medaglie commemorative ai congiunti dei nostri gloriosi caduti per la patria.
Il nostro Sindaco cav. Bruno pronunciò con voce commossa un'elevata orazione di esaltazione del valore italiano, e dei nostri morti in modo speciale.
S. E. on. De Vecchi consegnò le medaglie ai congiunti baciandone devotamente le mani, venne quindi in una sala del Municipio offerto un vermouth d'onore.
Quindi all'on. De Vecchi venne offerto al Portofino Vetta un'intima colazione.
I treni del pomeriggio, specialmente quelli di Genova rovesciarono nella nostra città una vera fiumana di fascisti coi relativi gagliardetti, nonché la bandiera fascista di Genova Primo Martini.
Alle ore 16 incominciò a radunarsi in Piazza Cristoforo Colombo, nella quale era stato eretto un apposito palco infiorato, con ghirlande d'alloro, e di stemmi fascisti e bandiere italiane le società e le autorità invitate, oltre a quelle già accennate notammo: il Generale Fara comandante la zona ligure della Milizia Nazionale, il Generale Porro comandante la divisione di Genova, il Generale De Merzlyak, il Comm. Marchi del Comitato Centrale dell'A. N. F. e tra le signore e numerose perrsonalità civili, militari e del fascismo abbiamo notato la vedova del martire di Bologna, la signora Giordani, che portava in petto assai ammirate le decorazioni del marito, e avv. Enzo Pozzi, il grande organizzatore delle forze fasciste parmensi.
Mons. Rollino parroco e vicario foraneo impartiva la benedizione dei gagliardetti. Madrina del Gagliardetto della Sezione Fascista fu la Nobil Donna signora Lydia Giacchetti, fervente fascista e nostra ospite graditissima; delle due fiamme dell'Avanguardia Fasciste, furono la nobil Donna Contessa Peluso Maria e signora Emma Torriani.

foto 2 (foto della raccolta Renato Dirodi)

Le matrigne signora Giacchetti e Peluso pronunciarono elevate parole di circostanza che vennero salutate da vive ovazioni dal numeroso pubblico che assisteva alla cerimonia.
Parlarono quindi brevemente ed efficacemente portando il saluto di S. Margherita agli ospiti graditissimi che vollero colla loro presenza maggior rilievo ed importanza alla festa il rag. Giangrande Roberto segretario Politico della Sezione e il sig. Verzura Eugenio per l'Avanguardia Giovanile Fascista.
In questo momento avvenne un deplorevole incidente che poteva produrre serie conseguenze. Si sentì a un tratto fra la folla gridare Abbasso il Fascismo Viva l'Italia libera!
Il grido era emesso dal colonnello Rossetti affondatore della corazzata Viribus Unitis fregiato di medaglia d'oro.
Subito i fascisti si lanciarono contro il colonnello Rossetti, ma intervennero gli ufficiali della Milizia Nazionale e lo stesso De Vecchi che energicamente impose ai fascisti di non recare offesa al colonnello Rossetti.
Il colonnello Rossetti venne accompagnato nella caserma dei carabinieri ed a tarda notte trasportato in automobile alla Questura di Genova dove venne rilasciato alla mattina.
Chiuso questo deplorato incidente la cerimonia poté continuare.
Parlò il comm. Alessandro Lessona oratore ufficiale il quale con alata parola, piena di fede, pronuncia un breve discorso, il sacrificio del fascismo e la vittoria sociale ha nelle sue parole una breve ed efficace sintesi.
Segue quindi l'on. De Vecchi ascoltato in religioso silenzio dalla grande folla.
La sua parola calda e forte fu un inno alla disciplina ed alla fede nei sicuri alti destini della Patria.
Il discorso di S. E. De Vecchi venne ascoltato nel più religioso e commosso silenzio, è interrotto più volte d'applausi, venne salutato alla fine da entusiastiche e prolungate acclamazioni.
Ebbe luogo quindi una commovente manifestazione di reverente omaggio ai morti in guerra dell'esercito, con apposita corona d'alloro sul monumento a Vittorio Emanuele.
Tra la commozione generale S. E. s'inginocchiò per vari minuti mentre le signore gettavano fiori.
Imbarcatosi quindi su lancie della R. N. Brindisi scortato da cinque jole della nostra Società Canottieri Argus S. E. in mezzo al nostro mare gettava in mare una corona d'alloro in onore dei caduti, mentre da bordo dell'esploratore i marinai schierati in coperta facevano il saluto a voce e dal castello municipale venivano sparati dei colpi di cannone.
La lancia che ospitò S. E. era condotta dai nostri marinai e pescatori fascisti.
Dopo la cerimonia l'on. De Vecchi si recò invitato dal nostro Sindaco nonché presidente della locale Sezione Ass. Naz. Comb. a visitare la nuova Sede dei Combattenti, ricevuto dal Consiglio Direttivo e da molti combattenti.
Nell'album dei visitatori l'on. De Vecchi scrisse la seguente dedica:

foto 3 (foto della raccolta Renato Dirodi)

Ai Combattenti di S. Margherita Ligure con la stessa fede con cui divisi le sublimi sofferenze della trincea, con lo stesso ardore con cui soffersi il piombo nemico, con o stesso amore fecondo con cui versai il sangue per la grande Madre.
A lui venne dal presidente della Sezione oflerta una magnifica fotografia del Castello, riproduzione del fotografo Bottigelli di S. Margherita, il quale fu vivamente complimentato.
Quindi l'on. De Vecchi con i generali Etna, Fara e Porro, e M. De Merzilyak in piazza Vittorio Emanuele hanno passato in rivista la Milizia Nazionale al comando del colonnello Riccomanni e le squadre fasciste dell'Avanguardia Giovanile agli ordini del Console Generale Ferruccio Cabalzar, che hanno sfilato in ordine perfetto.
Alla sera al Grand Hotel Guglielmina, del cav. Petazzi, in un salone addobbato sfarzosamente con fiori, stemmi fascisti e bandiere col ritratto di S. M. il Re e di S. E. on. Mussolini, venne offerto un pranzo d'onore all'on. De Vecchi ed alle personalità intervenute.
Durante il pranzo che fu veramente luculliano regnò la massima cordialità ed entusiasmo specialmente da parte della gioventù fascista intervenuta numerosa.
Allo champagne l'avv. Enzo Ponzi fiduciario del Duce e grande organizzatore del fascismo parmense brindò inneggiando al fascismo e alle sue pure glorie.
Seguì quindi il nostro capo stazioine titolare cav. Giuseppe Grimaldi che declamò con voce tonante un sonetto dal titolo Gloria al Fascismo, dedicato a Benito Mussolini, ottenendo un vivo successo.
La città per l'occasione era illuminata sfarzosamente e così pure il Municipio, la Sede del Fascio, molti palazzi, il Castello municipale e il Monumento a Vittorio Emanuele. Sul mare la tradizionale illuminazione dei lumetti coi colori nazionali, meraviglioso colpo d'occhio, mentre dall'esploratore ancora nella rada mandava nella città fasci di luce a mezzo di potenti riflettori.
La cerimonia di domenica scorsa ha assunto, per le personalità intervenute, un carattere di solennità che resterà memorabile nella cronaca cittadina.
Tutte le città circonvicine hanno preso parte alla manifestazione glorificatrice.
I ceti erano largamente rappresentati dai lavoratori umili della terra e del mare, alla aristocrazia e borghesia intelligente ed attiva.
Alla riuscita di questa festa che fu veramente grandiosa, ne va data lode al Consiglio Direttivo del Fascio ed in special modo all'attivissimo Segretario politico della Sezione rag. Roberto Giangrande, che ne fu veramente l'anima ed ai suoi collaboratori signori comm. Gherardo Casazza, cav. Matteo Torriani, cav. Petazzi, Quaquaro Benedetto e Emanuele, Cetti Emilio, Brissolese Angelo, Graziello Nicolò, ed il tenente Ugo Monforte e Cichero Attilio.
L'on. De Vecchi ripartì martedì mattina per Roma ossequiato alla stazione da tutte le autorità ed acclamato entusiasticamente da molte centinaia di fascisti e popolazione.

Sabato scorso la Nobil Donna Lydia Giacchetti madrina del Gagliardetto Fascista offrì un ricevimento nella sua graziosa Villa ai fascisti di S. Margherita, che intervennero numerosissimi.
A tutti gli intervenuti offrì una medaglia commemorativa del'inaugurazione del Gagliardetto, e venne offerto un sontuoso rinfresco.

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