Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

La Società di Mutuo Soccorso marinai pescatori
e il monumento a Re Umberto
di Eolo

Il Mare – 27 febbraio, 6 e 13 marzo, 3 e 24 aprile 1909


In un numero passato il Lavoro conteneva una corrispondenza da S. Margherita, col testo: Un monumento che si fa per… rappresaglia.
Siccome l'insieme dell'art. parlava di interessi riguardanti una numerosissima classe di lavoratori, quale ne sono i marinai pescatori, che costituiscono oltre Umberto I un terzo della popolazione cittadina; volli informarmi di tutto ciò che accadeva.
Intervistati parecchi membri della presidenza della società riguardo l'andamento amministrativo, dei progressi e miglioramenti, sia pescherecci che sociali mi si portò tutto ai sette cieli. Anzi per maggior sicurezza - perché in genere patisco di pessimismo - m'intromisi un giorno in un gruppo di pescatori, i quali allegramente, come loro solito discorrevano di pesca.
Sfacciatamente, ma del resto di dovere, feci loro diverse domande, riguardanti sempre l'andamento della società. E anche questi francamente credevano il loro sodalizio il primo ente non solo cittadino, ma della Liguria.
Poveri onesti lavoratori. Triste illusione. Ecco come è amministrata la Società pescatori.
Per farsi subito un'idea, basta sapere che presidente - e medico sociale con 200 lire annue, sono la stessa persona…! Ma questo ancora è niente confrontando quello che in seguito esponiamo. Ecco quanto mi fu assicurato. La società in questione, anzi per meglio esprimerci, i pescatori, sentirono bisognoso, e con grande interesse professionale, 1'esistenza in un punto demaniale, di un casotto con tre forni fissi, uso tintura reti - scelta la località, lungo la scogliera del molo, lontano dall'abitato, e nascosta agli sguardi degli esteti; ne fecero regolare domanda alla R. Capitaneria del porto di Genova e di lì al Ministero. Il comandante del porto d'allora commendator Olivieri, conoscendo giuste le aspirazioni dei nostri marinai pescatori, fece un sopraluogo, e promise un valido appoggio, come pure il sindaco d'allora sig. De Barbieri.


La pratica dei pescatori procedeva benissimo, anzi a quanto mi si assicura erano di già sborsate dal sodalizio lire 70 pel contratto, quando giunse una circolare dicente, che nel punto scelto dai pescatori vi si sarebbe eretta invece la Caserma per le R. Guardie di Finanza. Per essere più precisi, conviene tornare a qualche anno addietro.
Il ministero delle Finanze, conoscendo l'incapacità dell'attuale caserma per i militi, aveva scelto, qualche anno scorso, quale punto adatto ove costrurre la caserma in questione, una zona demaniale esistente all'inizio di Via a Portofino. Veramente la località scelta, era l'unica adatta. Ma - come del resto quasi sempre succede nella nostra città - un gruppo di proprietari temendo, che l'esistenza in quel punto di una Caserma - chi sa a cosa la paragonino - avesse potuto danneggiare le loro rendite, pensarono di far domanda al ministero stesso, dicendo: che se avessero costrutto il suddetto edificio in altra località, si sarebbero obbligati d'innalzare in quel punto un monumento al compianto Re Umberto. Si sa il Ministero vedendo il nobile…! sentimento del suo gran comitatone, accondiscese ed anzi fu stipulato un contratto con una concessione di anni trenta. Fra i diversi articoli dell'accennato contratto ve ne sono due, che all'incirca dicono:

  1. Dall'inizio, i lavori dovranno essere ultimati entro sessanta giorni.
  2. Qualora il terreno abbisognasse per utilità pubblica, il contratto s'intende nullo. E questo le autorità sanno se fu osservato.

Ma non occupiamoci troppo a lungo in questo, e torniamo all'argomento. La società pescatori, da tale notizia, si sentì lesa nel proprio diritto e protestò; prima Società Mutuo Soccorso per via gerarchica; ma siccome i bravi messeri fecero fermare la protesta alla Capitaneria di Genova - protestarono direttamente al Ministero.
L'ultima protesta anzi fu accompagnata da una lettera autorevolissima ed ebbe un sì splendido risultato, che al Ministero, conosciuta l'importanza della pratica, si stava per togliere il contratto agli uni, e per concedere il terreno chiesto alla Società Pescatori.
Appena il vecchio volpone, presidente del Pseudo comitatone, venne a conoscenza di quello che sarebbe soppresso, si aguinzagliò a destra, a manca radunò diverse volte i suoi affigliati, e ad una riunione vi partecipò anche il Presidente della Società. Mi si voleva assicurare che anche il segretario vi prese parte, ma invece risultò non essere vero. E qui cominciò un po' di comico.
Parlando come già dissi; con diversi membri della presidenza, seppi che il presidente della Società, in una assemblea aveva detto: che essendo stato avvicinato dal comitato pel monumento, avevano promesso, mediante che la Società ritiri la sua domanda, di fare ottenere alla società stessa una zona di terreno di m. 13,50 per 6, pochi metri più avanti dal punto chiesto; che avrebbero ottenuto la concessione per un tempo non inferiore ad anni trenta; che avrebbero appoggiato il casotto al muraglione del molo; che avrebbero anche ottenuto di perforare il muraglione mettendo così in comunicazione calata e forni, ed infine avrebbero anche sborsata una forte somma in danaro. Figuriamoci, poco mancò che il presidente non lo portassero in… trionfo per la città. Troppo onesti lavoratori! Invece, con meraviglia di tutti, e da far ridere anche i pesci pescati.
Il presidente firma una domanda; dattilografatta, la quale portata direttamente a Genova, con apposito planimetrico, diceva di annullare tutte le precedenti domande; che la società chiedeva i su esposti metri di terreno, con concessione annua, sulla testa del molo; ove esistono i binari pel prolungamento e ove lo spazio disponibile - compreso i binari - non misura che 2,50 di larghezza.
Ed ora io domando all'egregio presidente: Perché non fece vedere in assemblea la domanda e il planimetrico? Quando ha firmato, non vide la domanda, come pure il planimetrico. Perché fu portato a Genova dal sindaco presidente comitato, e non inviato, gerarchicamente dalla società? E come mai la domanda è tutto il contrario di quello che lei disse? Avrei da fare ancora diverse domande, ma mi accontento d'avere una risposta alle presenti, di lasciare al pubblico il fare i doverosi commenti, e di far conoscere ai bravi marinai pescatori, com'è amministrato il loro sodalizio.
Per ora basta.


La società pescatori e… Quello di Sarzana
La Farmacia Internazionale, ha esaurito l'ultimo tubo d'ossigeno, ed il Presidente della società pescatori è morto. Però non crediate sia scomparsodai vivi: ha dovuto forzatamente dimettersi da Presidente della Società. Il motivo delle forzate dimissioni, ormai l'intera cittadinanza conosce, e ne ha fatti i doverosi commenti; perciò farò a meno di tornare su di un argomento troppo increscioso.
Iersera però, confabulando con una personalità dell'aristocrazia italiana, mi si disse: E quello di Sarzana lo faranno cavaliere: non sapevo che rispondere, quasndo mi si spiegò tutto…!! No, risposi, cavaliere lo è di già, adesso gli daranno la commnda, e… all'altro la croce.
Però egregio presidente, poteva fare a meno di tanti Sindaci e in gegnere, ormai i soci avevano aperti gli occhi e tutto sapevano; e di questo ne va dato lode al nostro Mare, che quantunque sorto da poco tempo ha saputo internarsi nel cuore della cittadinanza in generale, e particolarmente nella Società di M. S. tra armatori e marinai pescatori al punto da estrarvi il microbo infettivo, che fra poco avrebbe sviluppato il tetano e fatto perire un sodalizio di ben 200 lavoratori.
Basta.


Come brevemente accennai nell'ultimo numero, i pescatori in assemblea generale straordinaria elessero il nuovo Consiglio direttivo. Siccome i locali sociali erano stati chiusi dal primo magistrato cittadino, (a quale proposito non facciamo commenti perché già li fece la cittadinanza) con gentile pensiero il segretario della Società sig. Amedeo Favale, mise a disposizione dei soci la propria abitazione.
Aperta la seduta dal presidente provvisorio sig. farmacista Mattioli, presenti oltre 70 pescatori, venne ad unanimità nominato il nuovo Consiglio direttivo, composto dai sigg. Rappini Benedetto, presidente; Bozzo Salvatore, vice presidente/>; Figari Emanuele, cassiere; Figari Luigi, Temussi Luigi, Vignolo Gaetano, Canessa Luigi e Mai Amedeo, consiglieri; Amedeo Favale, segretario.
Il nuovo presidente spiega quindi il motivo delle dimissioni da presidente del dott. Alberti.
A questo riguardo la cittadinanza ha già potuto formarsi quel concetto esatto di tutta questa faccenda: e ciò specialmente per merito del Lavoro che ha inviato qui espressamente un suo redattore.
Terminata la imponente assemblea alla quale assistettero pure l'avv. Schiaffino di Camogli ed il redattore del Lavoro sig. Emilio Gualdi, i marinai pescatori, silenziosi ed in colonna serrata si recarono alla villa del presidente onorario barone Paolo Mazzonis - che non partirà per la crociera in Piemonte se non dopo l'inaugurazione del… monumento ad Umberto I – acclamandolo calorosamente. Il barone Marzonis ricevette commosso i bravi pescatori.
Ed ora la Società di M. S. fra armatori e marinai pescatori entra in un nuovo e fecondo periodo di vita. Infatti oltre 30 pescatori che prima erano dubbiosi, si sono ora inscritti nei ruoli sociali. In caso di bisogno quindi, i bravi lavoratori avranno il sussidio e tutto ciò che lo statuto concede loro senza mascherarsi da burattino ai corsi di fiori, da giudeo alle lotterie e da facchini nelle tombole.
Avranno, e presto, i forni per tingere le reti, tanto desiderati, ed avranno pure un sussidio governativo annuo, una pescheria e la scuola di pesca, e ciò senza che siano costretti ad abbandonare il loro lavoro.
Perché ormai i pescatori è tempo che abbiano tutto ciò; è tempo che le promesse vengano mantenute e che la turlupinatura non si prolunghi più oltre.
A buon intenditor…


Le pretese di un dottorino
Quello che si prevedeva all'inizio della nota questione fra la Società Pescatori ed il suo Presidente nonché dottore sociale con 200 lire annue (ed ampio mandato per fare, disfare e comprare - vedi premio per la tombola dono di S. E. la principessa Colonna), si avverò ed ebbe il suo epilogo con una lettera inviata dal dottorino in frak alla presidenza della suddetta società. Mi spiego:
Siccome nell'assemblea del 28 Marzo u. s. fu votata all'unanimità l'espulsione del dottore, così la nuova presidenza pensò alla nomina del nuovo dottore sociale e quindi il Presidente Rappini, interpretando il desiderio manifestato dai soci nella seduta del 30 Marzo scorso, imparzialmente scrisse a tutti i signori dottori locali onde sapere se erano disposti a prestare la loro opera. E ciò onde lasciare libertà assoluta al socio, che disgraziatamente si ammalasse, di chiamare il dottore da lui meglio visto.
Difatti risposero subito, aderendo ben volentieri, i dottori sig.ri: Angelo Revello, Antonio Alberti, Giorgio Beretta e Francesco Maragliano.
Il sig. Attilio Alberti dottore ed ex presidente della Società però non fu contento e rispose:
«E' intempestiva una tale proposta a me… dal momento che la Società mi ha nominato dottore sociale il 28 Novembre 1906; perciò sono io il dottore sociale e la farmacia deve essere sempre la stessa…!»
Ma non ricordava il simpatico ometto che l'avevano espulso e per sempre dalla Società: non sapeva che 200 lavoratori, onesti padri di famiglia, ne avevano le tasche piene delle sue fanfaronate? Capisco: si stava tanto bene fra i pescatori! i quali sono di buon cuore e pescano triglie, budeghi, naselli… e poi… e poi si tratta di 200 famiglie da curare per amor di… Dio, le medicine da comprare in quella farmacia…
Quei del monumento ad Umberto I avevano promesso anche la loro riconoscenza al caro ex presidente riguardo a quei noti diritti dei pescatori. Nella cassa della Società però non v'è traccia della… riconoscenza. Vede, dottore, non bisogna fidarsi delle promesse.
Ed ora, due parole di conforto. Come lei sa, sig. Alberti, col I maggio la pesca con le reti a strascico è proibita ed un gruppo di pescatori pensa di fare una spedizione nell'Africa centrale per la caccia dei Cervi. Mi si assicura che, appena avranno ucciso un cervo, le manderanno un bel regalo! Salute!


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