Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

La Strada Nazionale
Genova – Recco – Rapallo – Chiavari – Sestri
di Arturo Ferretto

Il Mare – 23 settembre 1911

La strada principale romana, che poneva in comunicazione Rapallo con Zoagli da una parte, e con Ruta dall'altra; le strade vicinali, che si dipartivano da essa ed allacciavano il pagus romano di Rapallo coi vici secondarii; i sentieri, ora sulle sponde dei torrenti, ora sulle creste montane, furono Bocchetta battute e battuti per tanti secoli dai nostri abitatori e dai forestieri, pellegrini e soldati in rotta per Genova, per Roma, per Bobbio e per la Lombardia.
Anche la grande arteria stradale, chiamata prima imperiale, e poi nazionale, ha ormai una storia, che, quantunque non antica, merita di essere conosciuta.

La prima idea d'una strada carrozzabile Genova – Rapallo – Chiavari, partì dal cerebro vulcanico di quel governo democratico, che si era instaurato sulle rovine della repubblica aristocratica genovese.
La Gazzetta, chiamata allora Nazionale, del 15 luglio 1797, dice:
«Le strade carrozzabili delle due Riviere non dovrebbero anzi essere uno dei primari oggetti ed operazioni del Governo? L'unità e l'indivisibilità della Repubblica come può sussistere in uno Stato interrotto e separato ad ogni tratto da torrenti e da montagne impraticabili? Il Commercio, l'anima del nostro Stato lo esige, l'esempio di tutte le Nazioni lo autorizza e la nostra da tanti anni lo domanda; ma ora lo vuole e si farà».
L'Istituto Nazionale, il 25 aprile del 1802, tenne una pubblica radunanza, nella quale i cittadini Brusco e Cantoni fecero conoscere il progetto della strada carrozzabile, che conducesse in Lombardia più comodamente e più breve di quella della Bocchetta, e nel citato periodico del 1° maggio compariva appunto la descrizione della nuova futura strada, che sin d'allora fu chiamata del Giovo. I progetti però stettero confinati negli Archivii, e dopo alcuni anni furono ripresi e questa volta con esito più felice.
Infatti la Gazzetta del 16 luglio 1806 ha questa nota:
«Le strade della Liguria che sono da tanti anni l'oggetto dei desideri dei suoi abitanti non meno che degli esteri e che sotto i passati governi non si è fatto che progettare saranno pur finalmente eseguite sotto il regno immortale di Napoleone. La strada carrozzabile da Nizza a Sarzana dev'essere compita fra 5 anni….
Quanto a quella da Genova a Sarzana M. Derfougeres, ingegnere in capo di ponti e strade, se ne occupa con molto zelo ed attività per tracciarne il disegno, ma i lavori non comincieranno che all'anno prossimo o al più si costrurrà il ponte di Nervi».
Ed una corrispondenza, trasmessa il 15 luglio 1806, inserita nella Gazzetta del 26, così parla:
«Abbiamo sin d'ora la sicurezza di veder eseguita la strada della Riviera di Levante da gran tempo progettata. L'ingegnere in capo di questo dipartimento M. Geugoul Clairville ha levato il piano e fatto lo stato dei due progetti della strada da Chiavari a Sestri per la montagna di S. Anna, e quello lungo la spiaggia del mare; ma quest'ultimo che abbrevia la strada d'un miglio e che non importerà spesa maggiore dell'altro, ha avuto la preferenza. Quanto prima i lavori vanno a cominciare e ci lusinghiamo che avremo ben presto da questa parte una strada carrozzabile e piana di sei miglia di lunghezza e senza salita. Le comuni sono disposte ad accelerare quest'atto di singolare beneficenza del Governo con prestazione spontanee. Lo stesso Capo Ingegnere ha già delineata la strada che deve traversare la montagna che divide Chiavari da Rapallo: allora un quarto della gran strada da Genova a Sarzana sarà fatto.
Un anno del regno di Napoleone equivale ad un secolo!» mappa
E la Gazzetta del 13 maggio 1807 dà relazione dei lavori, che con attività si eseguivano nella nuova strada da Chiavari a Sestri, e che la parte, tagliata lungo il littorale, era già praticabile ai pedoni. Gli abitanti proprietarii fecero a gara immensi sacrifizi per affrettarne il compimento, e molti rinunciarono all'indennità dovuta per la cessione dei loro siti. Né mancava, nella Gazzetta dell'11 novembre 1807, la lode per la romana magnificenza, con che fu iniziata un'opera di tanto comodo e vantaggio, sicché i popoli giubilanti aspettavano il momento di vederla terminata «secondando, per quanto è in loro, coi propri sforzi, le intenzioni benefiche dell'Augusto nostro Imperatore. »
I lavori procedevano però lentamente. Il 24 gennaio 1811 Chiavari esultante offriva un sontuoso banchetto al nuovo prefetto del Dipartimento degli Apennini sig. Maurizio Duval, e il poeta Benedetto Sanguineti con versi splendidi inneggiava all'opere, che sognava compiute sotto la sua virtù, cioè:
Ponti che agevol dien varco sull'onde,
Acque montane entro il lor letto accolte,
Vie che alle Tosche regïon feconde
Ed al lombardo suol sieno rivolte

Il 25 dello stesso mese «profittando del cortese e ben invito dei signori di Rapallo, che l'attendevano alla spiaggia sopra d'ornata barchetta» se ne venne a Rapallo, ove giunse verso le ore 10, e nella colazione offertagli non mancarono i brindisi, gli augurii ed i voti per la nuova strada.
Il 5 dicembre 1811 il Maire di Rapallo emanava il seguente proclama:
«Il Sig. Ingegnere in Capo del Dipartimento degli Apennini con lettera dei 30 scorso novembre mi previene di raccomandare i miei amministrati di non toccare in alcuna maniera la traccia fatta per il progetto della nuova strada da Rapallo a Chiavari, mentre levandosi i paletti e cancellandosi i segnali di calcina sarebbe obbligato di ricominciare il suo travaglio ed in conseguenza sarebbe senza utilità ritardata l'esecuzione d'una strada indistintamente vantaggiosa a tutti gli abitanti».
La caduta di Napoleone e i torbidi, indi seguiti, non furono punto favorevoli al proseguimento dei lavori, iniziati con tanta alacrità, i quali però in seguito si ripresero sotto la dinastia sabauda.
Infatti la Gazzetta dell'11 gennaio 1817 annunciava che per il giorno 16 all'Ufficio dell'Intendenza Generale si sarebbe proceduto all'appalto per subasta della porzione della strada carrozzabile tra Nervi e Bogliasco, tanto più che S. M. Vittorio Emanuele I, con editto del 3 dicembre 1816, avea destinata la somma di due milioni per i pubblici lavori.
Vi lavoravano cinquecento operai, tanto che il 23 aprile del 1817 la Gazzetta potea scrivere che «di già le vetture possono inoltrarsi sino alla chiesa di Bogliasco e quanto prima la comunità di Sori le vedrà pur giungere nel suo seno.»
E la strada si apriva il varco nei lussureggianti vigneti, e tra i pini frastagliati delle scogliere.
Un affisso, pubblicato d'ordine dell'Intendente Cav. De Marini, proponeva alla subasta, pel 5 giugno 1818, la costruzione del tratto stradale tra Recco e Ruta per la somma di L. 96,007 da eseguirsi in 10 mesi e coll'obbligo di non impiegarvi meno di 500 operai al giorno; ed in virtù di un altro affisso dell'Intendenza della Spezia il 28 luglio dello stesso anno fu posto all'appalto il nuovo tratto, compreso tra il torrente Olga, presso Ruta, ed il torrente Beugo presso Rapallo.
Né mancano i fervorini per gli Augusti Principi Sabaudi, i quali nel soggiorno fatto in Genova di due mesi e più «hanno rianimati con appositi decreti i pubblici lavori delle due strade carrozzabili dei Gioghi e della Riviera di Levante, sì utili al commercio e tanto desiderate da viaggiatori», tanto scrive la Gazzetta del 3 giugno 1818.

Il primo personaggio illustre, che venne a visitare la nuova strada, fu S. M. Vittorio Emanuele I, Re di Sardegna, di Gerusalemme e di Cipro.
A pro la Gazzetta del 26 maggio del 1819 e l'articolo di fondo, che l'infiora, è una pagina meravigliosa di nostra storia domestica.
E suona così:
«Martedì 25 del corrente maggio S. M. si è recata a visitare la nuova strada carrozzabile, detta di Levante, intrapresa da Genova alla Spezia, la quale sta per aprire un altro interessantissimo accesso a questa nostra città dalla parte di Toscana.
S. M. è arrivata in carrozza a Recco, e quivi, quantunque si trovasse disposta la strada per il passaggio delle vetture sino a Rapallo, S. M. ha preferito di salire a cavallo, onde meglio godere della felice esposizione della salita di Ruta, che in moltissimi luoghi offre dei superbi punti di vista.
Giunta in vicinanza di S. Lorenzo della Costa, da dove si scopre quasi tutta la strada in costruzione sino a Chiavari, S. M. è ritornata e si è specialmente fermata all'ingresso orientale della Galleria forata sul monte Ruta, osservando lo stupendo quadro che attraverso della medesima presentano Genova ed i suoi dintorni. S. M. ha con particolare compiacenza esaminata la traccia e l'esecuzione della strada si è degnata di replicatamente esternare la piena sua soddisfazione al sig. Cav. Podestà Ispettore dei ponti e strade in questo Ducato, il quale ha avuto l'onore di accompagnarlo. S. M. ha concesso una gratificazione agli operai impiegati sulla linea dei lavori percorsi, ed ha fatto eziandio rimettere ai sigg. Arcipreti di Recco e di Ruta delle somme da distribuirsi ai poveri delle rispettive loro parocchie, aggiungendo così i suoi benefizi privati al sommo e primario vantaggio della Grande Opera che la sua Real munificenza fa stabilire in quei paesi con rara attività».
L'Augusto Sovrano l'8 giugno dello stesso anno si recò a visitare il nuovo tronco Genova-Busalla, onde la Gazzetta del 16 giugno scriveva:
«Nel soggiorno che abbiamo avuto di circa tre mesi di possedere in Genova gli Augusti Principi hanno eglino sparso ovunque le loro beneficenze e S. M. il Re ha rianimato e promosso con appositi decreti e colla sua presenza i lavori delle due strade carrozzabili dei Gioghi e della Riviera di Levante, le quali procedono di pari passo cogli altri interessati lavori delle Fortificazioni, e dell'ingrandimento della Regia Marina».
E nell'Avviso, che il 23 giugno 1819 compilarono i Rapallesi d'allora per le feste di N. S. Montallegro, non dimenticarono di far sapere che «attesa la ricorrenza di queste feste e per graziosa disposizione superiore la nuova magnifica strada da Recco a Rapallo, che tratto tratto presenta dei colpi di vista, che un pittore non saprebbe immaginare né più vaghi né più ridenti, sarà la prima volta aperta al pubblico dal 28 andante a tutto il 5 luglio prossimo e reso in essa commodo il passaggio alle carrozze».
E nell'Avviso del 23 giugno 1820, annunciando la presenza di Mons. Arcivescovo di Genova alle feste mariane, facevano risaltare «la magnifica e sorprendente illuminazione improvvisa del Golfo e delle due nuove strade» colla lusinga che «trattandosi ora di un viaggio delizioso di poco più di tre ore da Genova, egli è certo che il concorso a questa sacra funzione non sarà minore di quello grandissimo che vi fu l'anno scorso.»
Ed anche i Chiavaresi nel programma per le loro feste di N. S. dell'Orto, del 1820, facevano conoscere che «l'apertura della nuova strada carrozzabile ed i comodi della città sono un piacevole invito alle 'persone che vorranno partecipare a questa sacra e dignitosa funzione.»
Il 9 settembre del 1820 la nuova strada da Sestri a Genova fu percorsa da S. M. il Re Vittorio Emanuele I, reduce dalla Spezia, avendo fatto il tragitto per mare Spezia-Sestri.
Il 4 giugno del 1821 lo stesso Re per la nuova strada giunse di bel nuovo a Rapallo, pernottando a Sestri, rimettendosi in viaggio la mattina del 5 con quattro carrozze alla volta della Spezia «e furono le prime che vidersi salire il Bracco per un lungo tratto della nuova strada, che è in costruzione fra questo villaggio e Trigoso», come c'informa una corrispondenza d'allora.
E con un sospiro di gioia la Gazzetta del 22 giugno 1822 pubblicava:
«Strada del Levante. Non tarderà più molto, a comodo de' viaggiatori e de' forastieri che frequenti arrivano in Genova, ad essere pure condotta a termine la diretta comunicazione colla Toscana lungo il littorale. Opera di lenta e lunga serie d'anni sarebbe stata la costruzione di quella strada, classificata nel numero delle provinciali, se alla spesa necessaria si avesse dovuto far fronte coi soli mezzi che possono somministrare le tre provincie ove passa, di Genova, Chiavari, e Spezia. Ma sieno lodi e grazie alla Sovrana munificenza, che è venuta al soccorso di sì interessante lavoro, e mediante i considerabili sussidii da essa largamente accordati, si può sperare di vedere nell'anno prossimo anche aperta definitivamente questa comunicazione. Più non rimane che un tratto di circa 6 miglia a darsi in appalto, e se ne assicura l'epoca imminente. Attualmente si sta costruendo il ponte sul torrente Sturla, che per la bellezza del disegno formerà uno dei più osservabili accessori di quella strada».
Aperta la strada, con sovrano privilegio, pubblicato il 5 settembre 1827, fu concesso uno Stabilimento di vetture in corso regolare di posta tra Genova e Chiavari e viceversa. Esse partivano nei mesi di gennaio, febbraio, novembre e dicembre alle ore 7 di mattina ed a mezzogiorno, nei mesi di marzo ed ottobre alle ore 6 di mattina e alle 2 pomeridiane, nei mesi di aprile e settembre alle ore 6 di mattina e alle 3 pomeridiane, e nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto alle 5 di mattina e alle 4 pomeridiane.
I prezzi fissi erano da Genova a Chiavari lire 3,40 nell'interno della vettura, e 2,90 nel cabriolet, e la corsa doveva farsi in ore sei.
L'ufficio fu stabilito a Genova in capo alla strada Giulia, all'estremità della piazza di S. Domenico, ed a Chiavari alla Posta dei cavalli.
I nostri vecchi sanno ancora di quelle diligenze, poco diligenti, che facevano il lungo percorso Genova-Rapallo-Chiavari. E possono ancora dirci come si stava bene, quando le rebelee, polverose od infangate, erano occupate da donne con relativi cerchi, secondo l'andazzo della moda, da sembrare mongolfiere premute.
Le Poste ed i Postiglioni portarono in Rapallo una gente nuova.
Vennero i Torriani da Milano, ed il minuscolo Cuba, il tanghen di felice memoria, mutò la livrea onorata del postiglione in quella di Conduttore della Trattoria della Rosa Bianca, dove la consorte signora Nina Torriani, che alla Locanda della Posta avea fatte le prime armi, fece conoscere per tanto tempo ai buongustai i molteplici segreti della sua cucina seducente.
E son certo che i buoni amici fratelli Cuba, loro figliuoli, ricorderanno con sentimento ed orgoglio l'umile culla delle Saline, che aperse loro la strada all'agiatezza ed alla simpatia, che or li circonda.

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