Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Due monumenti: Umberto I e Giacomo Costa

Aggiungiamo alle vicende descritte in un precedente articolo della Gazzetta ("La Società di Mutuo Soccorso marinai pescatori e il monumento a Re Umberto") come il settimanale "Il Mare" fa la cronaca del giorno dell'inaugurazione, il 4 maggio 1913.

tintura Vasca per la tintura delle reti
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Il 5 novembre 1910 il settimanale aveva scritto: «3 Novembre alle ore nove ebbe luogo la seduta del nostro Consiglio Comunale. Erano presenti appena 13 consiglieri, pochini davvero specie data l'importanza delle pratiche messe all'ordine del giorno. Erano presenti il sindaco Cav. Angelo Rainusso e i signori Agostino Dapelo, Pellerano Giuseppe, Solimano, Sebastiano, avv. Ricci, Filippo Devoto, Costante Luxardo, Cav. Larco E., Favale, Figari, Peirano, Avv. C. Oliva, e Cav. G. Maragliano. … il Sindaco Cav. Ang. Rainusso legge una lettera della Società di M. S. fra Armatori, marinai e pescatori nella quale aderendo ad un compromesso nel Comitato del Monumento ad Umberto I ne accetta il trasloco vicino al marciapiede, di rinchiuderlo di una cancellata e di togliere le aiuole. E' approvato il compromesso a patto anche di costruire i forni per i pescatori.»
« Sappiamo che sulla vertenza Pescatori e Comitato è avvenuta una amichevole conciliazione che salvando – come si dice – capre e cavoli accontenterà i desiderata dei Pescatori e la volontà del Comitato cui sarebbe parso smacco troppo doloroso il dover abbandonare l'area occupata. I termini della conciliazione sono i seguenti: Il Comitato nella persona del Cav. Rainusso presidente, nonché Sindaco della città, fece pratiche verso il Ministro della Marina per detta amichevole soluzione. Sappiamo per esempio che i Pescatori nella lotta che essi sostennero non furono mai guidati da preconcetti politici – come qualcuno volle far credere alle competenti Autorità – e di ciò hanno dato prova ora, accennando le condizioni dettate dai Signori del Comitato e largheggiando una concessione che a qualcuno potrà sembrare troppo grande degnazione verso detto Comitato mentre non è che un ossequio sincero alla memoria dell'amato sovrano e deferenza verso le Autorità. Questo l'epilogo della vertenza: la cittadinanza ha appreso con piacere la notizia della conciliazione ed i commenti sono favorevoli all'idea della pace e della concordia.» ("Il Mare" 12/11/1910)
«Finalmente! Veniamo a conoscenza che da qualche giorno è in pubblicazione la domanda del Municipio per una concessione demaniale dietro alla calata del porto per erigervi i forni per la tintura delle reti. Sarà un gran bene per i pescatori i quali non dovranno d'ora innanzi essere esposti alle intemperie quando tingono le reti ed anche un decoro, sarà, per la frazione di Corte che vedrà la sua spiaggia pulita.» ("Il Mare" 18/3/1911)

Umberto I Inaugurazione del monumento a Umberto I
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Risolto il problema per il monumento a Umberto, la collocazione del monumento a Costa doveva essere l'odierna Piazza G. Mazzini, che era occupata dal monumento a C. Colombo. Per questo «Il Consiglio comunale ha accolto l'istanza del Comitato cittadino per il trasloco del monumento a C. Colombo dall'attuale suo posto, a quello ove venne costrutta la bella e grandiosa piazza a mare. Al posto ove ora sorge il monumento a C. Colombo verrò eretto quello al Ministro Senatore Giacomo Costa. A presiedere i lavori di traslazione venne invitato lo scultore Pietro Capurro. Così presto, forse al principio della primavera, si inaugureranno contemporaneamente i monumenti a Re Umberto, a Costa e si festeggierà la nuova e più propria sede dell'opera dello scultore Tabacchi.» ("Il Mare" 20/1/1912).
Con l'occasione «Finalmente dopo un lungo periodo preparatorio l'istituenda "Banda cittadina Cristoforo Colombo", sta per entrare nell'operosa e feconda fase risolutiva. In settimana è giunto fra noi il nuovo maestro Amedeo Treschieri, già maresciallo, vicemaestro della Banda Allievi Carabinieri di Roma, per il quale i competenti hanno parole di alto elogio. I musicanti iscritti sono in numero di trentacinque… La prima uscita si avrà in occasione dell'inaugurazione dei monumenti a Umberto I e al senatore Giacomo Costa…» ("Il Mare" 8/3/1913).

La Grande Giornata di Domenica 4 Maggio a Santa Margherita Ligure
di G. B. Dapelo

Il Mare – 10 maggio 1913

L'entusiasmo sbocciò dai nostri cuori simile a una selvaggia flora germinante da un vergine terreno; lo si vide sgorgare da tutti gli animi come sgorgano l'acque vive dall'erte inaccessibili dei monti.
Fu una giornata indescrivibile.
Ed è questa la ragione per cui cedo il pennello al chiarissimo collega Giovanni Battista da Pelo.

L'aspetto della città
La città è festante. Un fremito di attesa invade gli animi nell'approssimarsi delle ore che il programma ufficiale segnala per le cerimonie inaugurali e per i festeggiamenti odierni.

Giacomo Costa Inaugurazione del monumento a Giacomo Costa

Il tempo promette bene: il sole fa sovente capolino nel cielo coperto. Una grande animazione, foriera dell'enorme, imponente calca umana presente nel meriggio, è per le vie e sulle piazze cittadine decorate con gaiezza e buon gusto.
Al solenne avvenimento Santa Margherita s'è preparata con un grande fervore di rinnovamento. Un salutare desiderio di presentarsi agli occhi delle autorità, degli ospiti, a sé stessa più seducente del solito l'ha spinta ad abbellire, con entusiasmo ed accuratezza mirabili, ovunque l'opera dell'uomo ha aggiunto qualche accessorio, qualche comodità all'opera sovrumanamente bella della natura. Le sue vie si presentano pulite, linde con le doppie file d'alberi ombrosi e i candidi marciapiedi disnodantisi ai lati; le belle, vaste piazze contese al mare s'ammantano di graziose aiuole in piena fioritura primaverile. In riva al mare e verso la campagna salente ad anfiteatro questa ridentissima plaga del Tigullio, sogno ardente di poeti, residenza preferita di principi e sovrani, appare oggi maggiormente pittoresca nell'ondeggiare variopinto della folla immensa, nello sventolio delle bandiere pendenti dalle alte antenne e dalle abitazioni sontuose o civettuole.
Presso il Castello di Città a lettere cubitali è la scritta in onore del Duca degli Abruzzi: Sia benvenuto nell'antica Pescino - il Principe - che onora la scienza e le armi della Patria.
Data la gravità della situazione in Albania un contr'ordine dal Ministero della Marina ha fatto partire l'incrociatore e le torpediniere d'alto mare qui ancorati. A mezzogiorno è giunta la corazzata Napoli, comandata dal capitano di vascello, conte Leonardi di Casalino, per rappresentare la Marina di Guerra alle nostro feste.

L'arrivo del ministro Calissano
Poco prima delle 10, col direttissimo di Roma, giunge S. E. il Ministro delle Poste e Telegrafi, on. Teobaldo Calissano, in rappresentanza del Governo, accompagnato dal suo segretario particolare, cav. uff. Edoardo Capanna, dall'on. Carlo Cavagnari, dell'on. Giovanni Celesia e dal Sottoprefetto di Chiavari, nobile Podestà Luciardi. Sono a riceverlo il Sindaco, cav. Angelo Rainsso, il grand'ufficiale avvocato Zunino, presidente della Deputazione Provinciale, l'avv. Ugo Bontà, consigliere provinciale, il comm. Sessini, direttore delle Poste e Telegrafi col segretario sig. Braglia, il capitano di porto, cav. Manuel Gardini in alta tenuta, l'avv. prof. A. R. Scarsella, Direttore della Scuola Tecnica Commerciale, presidenti e amministratori delle Opere Pie locali col segretario Zangani.
Avvenute le presentazioni, mentre la Banda Cittadina suona la marcia reale e il pubblico fittissimo si scopre reverente, S. E. passa in rassegna la compagnia di onore dei Fucilieri di Marina che presentano le armi. I baldi «marinaretti», che sono in numero di cinquanta, con bandiera e tamburi fanno un'ottima impressione sul Ministro che si ferma ad ammirarli, congratulandosi col loro Istruttore, prof. Luigi Olivieri. S. E. accompagnato dalle autorità, sale in vettura, diretto in Municipio, fra due ali di popolo.
Col treno di Genova giunge il Prefetto della Provincia, senat. Salvarezza, accompagnato dalla sua Signora e dal capo di gabinetto, cav. avv. Dell'Erba. Il Prefetto rappresenta anche il Presidente del Senato, S. E. Manfredi. Mentre le autorità si radunano in Municipio la Musica Militare dell'89 Regg. Fanteria, diretta dal maestro Luigi Cirinei, percorre le vie cittadine.

La posa delle prime pietre
Successivamente, con intervento del Ministro, del Prefetto e di tutte le autorità e alla presenza del Vescovo di Chiavari, mons. Gamberoni, assistito dall'arciprete, mons. Rollino, dai canonici della collegiata o dal clero, per la benedizione, si svolgono le cerimonie della posa delle prime pietre dei nuovi, maestosi edifici che in tre differenti punti aprichi della città sorgeranno per la Casa della Provvidenza, l'Ospizio di Carità e l'Asilo Infantile Principessa Margherita, che nel 1906 ereditarono dal benemerito concittadino, cav. Elia Rainusso, l'ingente sostanza di quasi quattro milioni. In ogni cerimonia, dopo che il Vescovo ha benedetto il grosso blocco di pietra, viene firmata la pergamena, opera pregevole dello Studio di Decorazioni Artistiche di Michele Raggi di Genova. Indi il presidente pronuncia un discorso di circostanza, terminato il quale porge la cazzuola d'argento, offerta unitamente ai calamai e alle penne d'argento dagli ingegneri autori dei progetti Edoardo Bozzo e Luigi Oliva, al Ministro, che compie la caratteristica mansione di spalmare di calcina la pietra che gli operai calano infine nelle fondamenta.
Nel blocco è murato un tubo di ottone contenente monete e medaglie e il verbale della cerimonia.
A mezzogiorno all'Eden Grand Hotel Guglielmina le Opere Pie hanno offerto una colazione in onore del Ministro e delle Autorità intervenute.

Il corteo delle Associazioni
Alle quattordici e mezza parte dal Municipio un imponente corteo di associazioni con numerosissime bandiere. Precedono i bravi Volontari Fucilieri di Spezia comandati dal sottotenente Mosti e dal secondo capo cannoniere Giovanni Gentile, i Fucilieri di Marina di S. Margherita, comandati dall'istruttore Luigi Olivieri, i Ragazzi Esploratori di Genova col presidente, dott. Spenley. Seguono la banda militare dell'89° Reggimento Fanteria, le Sezioni di Rapallo, S. Margherita, Chiavari e Portofìno della Lega Navale Italiana, le Società di Tiro a Segno di Lavagna e di Chiavari, i Superstiti Guerra Indipendenza di Genova, i Reduci di Crimea, la Società Veterani Patrie Battaglie di S. Margherita, la Sezione Sammargheritese dei Reduci d'Africa, la Rappresentanza del Municipio di Ovada, la Società Commercianti di Ovada, la Società Libertà e Lavoro di Rapallo, la P. A. Croce Bianca di Rapallo, la Unione Sportiva Ovadese, la Società Esercenti di Rapallo, il Circolo Aurora di Rapallo, il Comitato Regionale Ligure dei Veterani dell'Indipendenza ed Unità d'Italia, i Reduci Patrie Battaglie di Ovada, la Società Operaia di S. Margherita, la Società Esercenti di S. Margherita, la Società Pescatori e Marinai di S. Margherita, la P. A. Sammargheritese, la Tigullio Foot-Ball Club di S. Margherita.
Chiude il corteo la Banda Cittadina Cristoforo Colombo. Sono inoltre rappresentate la Canottieri Argus, la Protezione Animali, il Circolo Cristoforo Colombo di Rapallo, il Club Sammargheritese, il Club di Lettura di Rapallo, la Lega Navale di Zoagli, la Croce Rossa di Rapallo, la Pro Nervi. Hanno aderito: la Lega Navale di Genova, la Società di M. S. fra ex militari del R. Esercito di Sestri Levante e i Cacciatori Recchesi.
Il corteo si reca al monumento a Re Umberto.

Le Autorità
Man mano giungono e prendono posto sul palco le autorità. Oltre al Ministro Calissano e a quelle di cui già segnalammo l'arrivo al mattino, notiamo il comm. Arata, sindaco di Chiavari, il dott. Porcella, sindaco di Zoagli, il prof. Ricci, sindaco di Rapallo, il cav. Minuto, sindaco di Portofino, il cav. uff. Olivari, sindaco di Camogli, il cav. Mezzana, sindaco di Pieve di Sori, l'avv. assessore Rosciano in rappresentanza del Sindaco di Genova, l'Intendente di Finanza, comm. Botto, il Provveditore agli Studi cav. prof. Pietro Vigoni, il cav. Pignolo, presidente della Corte d'Appello dì Genova, il comm. Setti, procuratore generale della Corte d'Appello di Genova, il Principe Giulio Centurione colla Principessa Camilla Centurione, Dama di Corte della Regina Elena, il cav. uff. Bianchi di Carcano, il senatore Bensa, l'avv. Sarni, pretore di Chiavari, l'avv. Trucchi e G. B. Livellara, consiglieri comunali di Chiavari, l'avv. Rossi in rappresentanza del procuratore del Re di Chiavari, il cav. Larco, Lelio Luxardo, il capitano di vascello Leonardi di Casalino, comandante della Napoli, con 6 ufficiali, il generalo Masi comandante del IV Corpo d'Armata, il generalo Villavecchia, il colonnello Giardini, capo di stato maggiore, il conte Avet, consigliere di Stato, l'on. comm. prof. G. B. Cereseto, col signor G. B. Frascara in rappresentanza delle città di Ovada, il conte avv. prof. Roberto Agosti, l'avv. Lippi, consigliere di prefettura, ecc.

L'arrivo del Duca degli Abruzzi
Alle ore 15, in automobile, accompagnato dal tenente di vascello, marchese, Durazzo Bendinelli, aiutante di: bandiera, giunge da Spezia S. A. R. il Duca degli Abruzzi, in rappresentanza del Re. Il Principe, che è in alta tenuta di ammiraglio con decorazioni, fra le quali il Collare dell'Annunziata e la Fascia Mauriziana, è accolto da entusiastici applausi ed evviva. Le musiche suonano l'inno reale e due compagnie di Marinai della Napoli, i Fucilieri di S. Margherita e di Spezia presentano le armi. Il Duca risponde salutando militarmente ed inchinandosi. Lo spettacolo è indimenticabile. Dopo che il Ministro Calissano, il Sindaco, il Prefetto e le autorità hanno ossequiato il Principe, prende la parola l'oratore ufficiale, on. barone Giovanni Celesia, che, dopo un felicissimo accenno alla nostra città, rievoca nobilmente l'opera e le virtù di Re Umberto, e le condizioni politiche ed economiche dell'Italia durante il suo regno che fu periodo di intensa preparazione alla rinascita odierna.
L'egregio parlamentare frequentemente interrotto da applausi, specialmente quando accenna al valore del Duca, alla Regina Madre e alla Marina Italiana, è salutato alla fine da un'intensa ovazione e dalle vivissime congratulazioni del Duca, del Ministro e delle autorità.
Il Sindaco, cav. Rainusso, pronuncia quindi un nobilissimo discorso, prendendo in consegna il monumento e presentando al Duca il devoto omaggio dei Sammargheritesi per il Re e Casa Savoia. S. A. si complimenta col Sindaco, promette di trasmettere al Re i nobili sentimenti di Santa Margherita e lo prega di ringraziare la cittadinanza per la festosa accoglienza.

I discorsi del Sindaco

Al monumento a Re Umberto I.
Altezza Reale, Eccellenza, Signori,
Una bella pagina della storia di S. Margherita si scrive quest'oggi. E si scrive grazie al patriottismo dei miei concittadini che vollero innalzato questo monumento; grazie alla vostra condiscendenza nel trovarvi presenti alla sua inaugurazione.
Il ricordo di Colui che sul trono portò le virtù del suo cuore durava sempre vivo in molti di noi che si chiamavano fortunati di essersi sentiti penetrare del suo sguardo regale mentre egli di qui passava tra gli inni di tutto un popolo.
Era dunque giusto che quelle sembianze noi volessimo tramandare ai nostri nepoti perché potessero in quelle ritemprare il loro carattere.
Altezza Reale, Eccellenza, Signori. Io sento veramente in questo istante parlare in me lo spirito della mia città. Essa, per bocca mia, nell'atto di salutare l'augusta immagine di Re Umberto I e di esaltare le Sue doti civili, le Sue virtù guerriere, si proclama felice di ammirare redivive le une e le altre nel figliuol Suo, nostro amato Sovrano.
E le saluta nell'Altezza Vostra o Principe egualmente illustre per l'alloro delle armi e per l'ulivo della scienza. E poiché a chi nacque di Casa Savoia è innata la condiscendenza verso il popolo, piacciavi, Altezza Reale, offrire per noi a Sua Maestà la devota riconoscenza di questo popolo che in uno stesso impeto di affetto avvolge il suo Re e tutta l'augusta famiglia che gli fa corona.
Piacciavi alla Augusta Donna che ha comune con questa terra il nome, la dolcezza e il sorriso, porgere i sensi del riverente ossequio che, lontana o vicina, l'immagine sua ridesta in noi.
Piacciavi particolarmente accogliere i voti che la cittadinanza sammargheritese forma affinché sieno a lungo conservati il vostro braccio e la vostra mente alla grandezza e alla felicità della patria.

Al monumento al Ministro Costa.
Eccellenza, Signori,
La consuetudine che oggi Santa Margherita consacra, è fra quelle che più onorano una terra. Onorare chi dalla patria si è reso benemerito è per questa il più santo dovere.
A Giacomo Costa, Magistrato esemplare e Ministro illuminato del compianto Re Umberto, noi oggi sciogliamo il voto formato fin dal giorno della sua dipartita.
Paolo Emilio Bensa, illustrazione del foro e del parlamento italiano, vi disse da par suo delle doti preclare di uomo, di magistrato, di consigliere della Corona che rifulsero nell'illustre nostro concittadino. Del ricordo e della gratitudine che per Lui serba il cuore dei Sammargheritesi vi fa fede il marmo che fu destinato a perpetuarne fra noi le sembianze.
Prendendolo ora in consegna dopo che la parola del suo Collega insigne ce l'ha presentato, io so di far cosa grata ai miei concittadini e di interpretare fedelmente i loro sentimenti.
Eccellenza, Signori, rinnovando l'espressione della riconoscenza dei cittadini sammargheritesi per l'onore di cui voleste abbellire l'altera cerimonia di questo giorno indimenticabile nei fasti di Santa Margherita, io termino formando l'augurio che la vita intemerata di Giacomo Costa serva sempre di esempio e di sprone ai figli della Sua terra d'origine.


Si scopre il monumento a Umberto
Presi gli ordini dal Duca, il Sindaco dispone affinché si scopra il monumento.
Squilla una tromba, cade la tela avvolgente la statua, le musiche suonano la marcia reale, i militari presentano le armi, le bandiere s'inchinano e il pubblico applaude freneticamente, agitando cappelli e fazzoletti.
Il monumento appare nella sua severa bellezza. L'effigie del Re Buono è ritratta con grande naturalezza. Il Duca e il Ministro si congratulano con l'autore del monumento, scultore Pietro Cupurro. Il Duca fa quindi un giro intorno al monumento, soffermandosi a parlare coi Veterani che hanno recato una corona d'alloro, coi nostri Pescatori, coi giovani del «Tigullio Foot Ball Club» e infine passa in rassegna i Fucilieri di Marina, rallegrandosi col Direttore, avv. prof. A. R. Scarsella, per il loro portamento marziale e chiedendogli notizie particolareggiate sulla istituzione e sul suo funzionamento. Rivolge domanda anche all'istruttore, prof. Olivieri e ad alcuni fucilieri.
Risalito sul palco, il Duca firma l'atto di consegna, redatto dal notaio Francesco Capurro e quindi si congeda dalle autorità e riparte per Spezia. La dimostrazione entusiastica dell'arrivo si ripete nuovamente. Si grida: Viva il Duca degli Abruzzi! Viva Casa Savoia!
Il sottoprefetto di Chiavari, personalmente dirige il servizio d'ordine. Lo coadiuvano il capitano dei reali carabinieri Vacchina e i delegati Masi e Jorio.

L'inaugurazione del monumento a Costa
Ricompostosi il corteo, associazioni e popolo vanno ad inaugurare il monumento all'ex-Ministro di Grazia e di Giustizia Giacomo G. Costa, opera anche questa dello Scultore Capurro di Genova. Le autorità prendono posto in una trentina di vetture.
La vasta piazza, ove sorge la statua, gremita di pubblico, presenta un magnifico colpo d'occhio. Il senatore Paolo Emilio Bensa pronunzia il discorso d'inaugurazione. Ricorda magistralmente l'opera e la vita di Giacomo Costa, nato a Milano da famiglia sammargheritese. Rievoca ricordi personali e ricorda Ovada ove è sepolto l'eminente giurista. L'illustre avvocato è lungamente applaudito e vivamente complimentato.
Il Sindaco prende quindi in consegna il monumento che viene scoperto fra gli evviva del pubblico e le note della marcia reale. Sono presenti alla cerimonia l'avv. Umberto, l'ing. Paolo Costa, e la signora Evelina Piola-Costa e famiglia, figli del Ministro oggi onorato.
Alle 17 mentre alle associazioni intervenute il Municipio offre un vino d'onore la Banda dell'89° Regg. Fan. comincia a svolgere in piazza Caprera un applaudito concerto.

Il banchetto
Dalle 19 e mezza allega alle 23 allo «Strand Hotel» dei fratelli Maragliano ha luogo un sontuoso banchetto offerto dal Municipio in onore di S. E. il Ministro Calissano e delle autorità. I coperti sono circa cento. I
l Ministro siede fra il Sindaco la prefettessa, donna Bice Salvarezza. Notiamo anche la signora Setti, la principessa Centurione, la baronessa Celesia, la marchesa Pareti, la signora Podestà, la Signora Piola-Costa e la signora Roselli.
Le tavole sono splendidamente infiorate.
La distinta, stampata su artistico cartoncino, reca:
Ravioli al Consumato, Lupo di mare allesso, Salsa Aragosta, Vitello gentile alla primaverile, Quaglie novelle in gelatina, Asparagi all'italiana, Pollardine arrosto, Insalata di stagione, Bomba Nazionale, Torta Elena, Fragole e Banane allo Sciampagna, Panieri di frutta, Piccola Pasticceria. Vini: Chianti in Caraffa, Cortese Bianco, Gattinara, Moscato di Siracusa, Moët et Chandon, - Acqua Fonte Bracea.
Parlano il Sindaco, cav. Rainuaso; l'on. Cavagnari; il grand'uff. Zunino; il sindaco di Chiavari, comm. Arata; il conte, comm. Avet per la famiglia del Miniatro Costa; l'avv. Bontà; l'on. Celesia e infine S. E. Calissano, che con nobili espressioni ringrazia il Sindaco, la nostra ospitale popolazione e gli oratori precedenti; scioglie un inno alato alla beneficenza sammargheritese; invia un fervido saluto alla gloriosa Marina da Guerra e all'Esercito e conclude brindando alle donne italiane, espressione di gentilezza, al valoroso e sapiente Re, alla Regina sua degna compagna.

Illuminazione e fuochi
Causa il vento violento e la pioggerella caduta sul tardi l'illuminazione generale della città anziché la domenica si ebbe lunedì sera. Le principali vie e piazze erano illuminate splendidamente con circa trenta mila lampade variopinte, disposte su Stili variati per opera delle Ditte Nicola Denegri di Rapallo, Luigi Bresciani di Chiavari ed Ernesto Cattoni di Santa Margherita, sotto la sagace direzione dell'egregio Pippo Costa.
Un colossale stemma con corona splendeva in piazza Vittorio Emanuele II. Fantasticamente illuminato il Castello di Città. Gli edifizi pubblici, lo Opere Pie, il Palazzo Centurione, il Castello Luxardo, gli Hotels Miramare (al quale era alloggiato il Ministro), Strand, Continental, Metropole, Guglielmina, Imperial e Centrale Kaiserhof erano pure sfarzosamente illuminati.
I fuochi artificiali di Carlo Mosto di Chiavari ottennero un vivissimo successo di ammirazione.
Prestò ottimo servizio la Banda Cittadina Cristoforo Colombo.

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