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    Pezzi di storia

Monumenti a Santa: Colombo, Mazzini, Cavour e Vittorio Emanuele II

Quattro monumenti in tre anni, ciascuno con la sua storia, fortemente voluti dal sindaco cav. Angelo Rainusso e finalizzati al raggiungimento di specifici obiettivi.
Vediamo come ne parlano gli Annali di Attilio Regolo Scarsella e la cronaca del tempo sulla Gazzetta Piemontese.


Colombo Cristoforo Colombo
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Gazzetta Piemontese 18/10/1892
Il monumento a Cristoforo Colombo
in Santa Margherita.

Un piccolo incidente elettorale.
(Enzo)
Santa Margherita Ligure è un deliziosissimo lembo di paradiso sulla nostra riviera di Levante, poco oltre il promontorio di Portofino, che delimita il golfo di Genova.
Da Colombo Santa Margherita trasse tutta la sua floridezza, dappoiché i suoi abitanti laboriosi ed intraprendenti furono dei primi a recarsi in America e ne ricavarono tesori. Di qui nei santamargheritesi un'immensa gratitudine verso il grande navigatore, che si estrinsecò ieri con un monumento inauguratosi sulla piazza principale del grazioso paese.
Il monumento, opera pregevole del comm. Tabacchi, rappresenta una vasca tetra circolare, una scogliera s'erge nel centro avvolta da quattro bizzarri delfini, sorregge nel suo mezzo quattro grandi conchiglie marine e va a terminare in una specie di capitello, formato da quattro prore di antiche caravelle.
Sulla scogliera sta maestoso Colombo in abito d'almirante colla sinistra posata sul mappamondo e la destra in alto quasi a cercare nuova terra.
In tutto il monumento è alto nove metri.
Alla solenne cerimonia intervennero il prefetto e le altre Autorità della provincia. Il deputato Canevaro, che è sul punto di perdere il seggio, con tono piccato, trovatosi presso il prefetto, gli disse:
- Ella mi fa una guerra terribile e male interpreta le istruzioni del Governo.
Al che il prefetto, calmo, rispose:
- Io non faccio guerra a nessuno, faccio il mio dovere. Qui siamo per onorare Colombo non per far questioni elettorali, - e gli girò le spalle.

16 ottobre 1892: inaugurazione del monumento a Cristoforo Colombo
…fervore dei preparativi per la celebrazione del centenario della scoperta dell'America e per la prossima inaugurazione del monumento a Cristoforo Colombo.
Le due commissioni nominate nel 1888 avevano lavorato a dovere. I fondi raccolti erano già più che sufficienti per le spese previste. La statua, modellata da Odoardo Tabacchi, era pronta. Il 30 marzo il Consiglio delibera di concedere 1'antico Piano, allora Piazza Magenta, per l'erezione del monumento, e l'11 maggio, con solenne cerimonia, si fa la posa della prima pietra, deponendo in essa un'artistica pergamena con diverse monete. Nel giorno anniversario del fatto memorando si fece l'inaugurazione, che riuscì degna della ricorrenza. Treni speciali portarono a fiotti gli abitanti dei Comuni vicini.
Poichè, proprio in quest'anno, il Sig. Antonio Maragliano aveva tolto a pigione il palazzo del Principe Centurione per impiantarvi un lussuoso albergo con la denominazione di Grand Hôtel, la Giunta si mise d' accordo col Maragliano affinché nella principesca dimora fossero ospitati, a spese del Municipio, le Autorità e i rappresentanti della Società di Buenos Aires, e fosse ivi offerto ad essi, ai membri dei Comitati ed agli altri invitati, un sontuoso pranzo di chiusura. Tralasciamo di parlare delle illuminazioni, dei fuochi artificiali, delle fiaccolate, delle regate, e delle altre feste molto bene ordinate e ben riuscite, se ne togli un breve alterco tra l'Ammiraglio Duca Napoleone Canevaro e il Senatore Municchi, Prefetto di Genova, per causa riguardante le elezioni politiche che dovevano farsi tra breve. Aggiungeremo ancora che la spesa complessiva fu di L. 25.714,63 [sarebbero oggi circa 110.000 euro].


Mazzini Giuseppe Mazzini
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Gazzetta Piemontese 20/11/1893
Inaugurazione del monumento a Mazzini
In Santa Margherita Ligure.
(c. c.)
Chi parte da Genova per la Liguria orientale e viaggia in ferrovia, incontra, dopo Camogli e appena sboccato dalla lunga galleria di Ruta, la amenissima, ricca e industriosa cittadina di Santa Margherita, che sorge sul littorale del golfo Tigulio e propriamente sulla piccola penisola di Portofino.
L'America lontana esercitò, ed esercita tuttora, il suo fascino sui figli di Santa Margherita, molti dei quali vi si recarono e vi si recano in cerca d'un più vasto campo di lavoro e di fortuna. E la fortuna arrise loro propizia, poiché, come in altre cittadine e paesi della Liguria, tanti che poveri erano partiti, ne ritornarono forniti di sterminate ricchezze.
L'industria paesana poi consiste nella confezione delle corderie e dei famosi pizzi e merletti. Questi sono conosciutissimi in tutta Italia e meritamente ricercati non solo per la materia e per la loro solidità quanto per la finezza e pel buon gusto con cui sono lavorati.
Poche città d'Italia godono la floridezza di Santa Margherita, e d'essa sono prova i sontuosi e ricchi palazzi, le graziose palazzine che numerose furono costrutte e che tuttavia si stanno costruendo.
Santa Margherita possiede molti pubblici stabilimenti, alcuni dei quali sono dovuti alla filantropia ed all'affetto pel paese natio di privati e ricchissimi cittadini.
Nel 1891 [in realtà nel 1892] venne solennemente inaugurato un monumento a Cristoforo Colombo, oggi inaugurasi quello a Giuseppe Mazzini. Sono già in pronto, e s'inaugureranno fra breve, altri tre monumenti dedicati a Giuseppe Garibaldi, a re Vittorio Emanuele ed al sommo statista Camillo Benso conte di Cavour.
Il monumento a Mazzini sorge sulla nuova piazza intitolata per la circostanza al grande apostolo della libertà e prospetta l'incantevole e amenissimo golfo. Mazzini è ritratto in piedi, in atto di pensoso raccoglimento: il volto, riuscitissimo e somigliantissimo, ha una espressione oltremodo efficace. Le linee tutte del monumento sono semplici, ma eleganti e irreprensibili. La statua venne modellata e scolpita dal giovine quanto valente scultore genovese signor Pietro Capurro. Il monumento, come già vi scrissi in altra mia, misura un'altezza di circa otto metri dal livello stradale, basamento compreso: questo, in granito di Baveno, é alto circa metri 4,50. In una targa di fronte porta la scritta:
a
GIUSEPPE MAZZINI
1893.
La statua, di marmo di Carrara, è alta m. 9,80.
La statua fu donata da alcuni privati patrioti.
Dopo varie vicende, dopo aver trionfalmente superato degli ostacoli che i clericali cercarono in ogni modo frapporre alla erezione del monumento, il Comitato si pose con serietà e buon volere all'opera e riuscì ad attuare il voto dei liberali sammargheritesi.
Il Comitato è composto dei signori: Giacomo Lastreto, consigliere comunale e presidente della Società Operaia, presidente; Bellagamba Francesco, Dassio avv. Pietro, Mancini Francesco, Rainusso Filippo e Solari Luigi, membri. A questi benemeriti cittadini si aggregarono di poi i signori: Alberti Attilio, Alberti Guglielmo, Bancalari Agostino, Peirano Giovanni ed altri di cui mi sfugge il nome.

Giornata incantevole. Intervennero alla cerimonia le rappresentanze dei Municipii di Genova e Chiavari, ottanta Associazioni popolari liguri con quattro Bande e diciotto bandiere. Il monumento fu scoperto fra grandi applausi.
L'atto di consegna del monumento da parte del Comitato al Municipio venne redatto dal notaio Giuseppe Bontà. Per la consegna parlò il presidente signor Lastreto. A nome del Municipio rispose l'assessore avv. Dassio. Il discorso inaugurale venne tenuto dall'on. deputato Sacchi.
Questi tratteggiò assai bene la vita del Mazzini parlando delle sue umanitarie aspirazioni e delle sue divinazioni politiche. Toccò il delicato argomento delle alleanze, avvisando che queste siano meno utili all'Italia. Disse che Mazzini fu un uomo completo: politico e artista, il quale sacrificò tutto, anche la sua personalità artistica e letteraria, poiché urgeva dare ai popoli una patria non una letteratura; e divinò la questione sociale, che ora urge di sciogliere. Conchiuse affermando che, come Mazzini si volse al popolo dicendogli: sorgi e parla! è tempo e necessario che questo sorga o parli (applausi).
Alle ore 17, nella sala dell'Hôtel Belle Vue ebbe luogo un banchetto, a cui intervennero l'on Sacchi, l'autore del monumento, le Autorità e le rappresentanze della Stampa.
(Ore 20,35). Il banchetto riuscì in modo inappuntabile ed ebbe carattere cordialissimo. V'erano 80 coperti. Si fecero molti brindisi. L'on. Sacchi felicemente rievocò la nobile figura di Mazzini e ringraziò a nome del Comitato l'avv. Dassio. (Applausi)
La luminaria di stasera fu guastata dal cattivo tempo.

19 novembre 1893: inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini
A pronta conclusione arrivò … la pratica della copertura dei torrenti, anche essa spinta innanzi con quella graziosa astuzia dei monumenti patriottici, che così buona prova avea fatto per la piazza Vittorio Emanuele. Si trattava ora di trovar ragioni per indurre le Autorità superiori ad approvare sollecitamente la copertura della prima parte del torrente di S. Siro, di proprietà demaniale; e si pensò di erigere un monumento a Mazzini, collocandolo sul margine della copertura nel largo di Via Roma. In questo modo, nel luglio, la Giunta poté deliberare l'appalto dei lavori, nominando Direttore l'Ing. Gorziglia; in settembre concedere l'area per il monumento; e il 19 novembre inaugurar questo con grande sfoggio di labari massonici, di bandiere anticlericali, e con discorso tenuto dal Deputato, e poi Ministro di Grazia e Giustizia, Ettore Sacchi.
[Nel 1894 verranno poi assunte] Alcune deliberazioni di secondaria importanza, come quella di «denominare Piazza Giuseppe Mazzini la località ove venne eretto il monumento allo stesso» [l'odierno Largo Antonio Giusti].


Vittorio Emanuele Vittorio Emanuele II
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Cavour Camillo Benso di Cavour
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Gazzetta Piemontese 27/8/1894
Le feste di Santa Margherita Ligure.
Inaugurazione dei monumenti a Vittorio Emanuele
e a Cavour.
(ore 11,55) Oggi la nostra città è esultante per il duplice avvenimento dell'inaugurazione di un monumento a Vittorio Emanuele ed un altro a Cavour. L'animazione in città è grandissima sin dalle prime ore di stamane pel glande arrivo di forestieri da Genova, Savona e da tutti i Comuni dei dintorni.
Il ministro Boselli, che era atteso per le 10,30, arrivò invece con un'ora di ritardo. Fu accolto fra le salve d'artiglieria dell'Andrea Doria ed al suono di parecchie bande. La carrozza in cui egli si trovava unitamente all'on. De Seta con quelle del senatore Costa, del sindaco e di altre Autorità s'incamminò verso l'Ospizio di carità recentemente costrutto, che dovevasi pure inaugurare. Accanto e dietro le carrozze si notavano parecchie bandiere e molta folla.
All'Ospizio parlò primo il presidente dell'Istituto, dottor Alberti, quindi più a lungo l'on. Boselli, il quale si disse lieto di portare il primo saluto alla nuova Opera pia. Queste parole furono accolte da grandi applausi.
Ebbe quindi luogo un déjeuner privato, in cui il senatore Costa brindò all'esercito per la presenza del generale De Sonnaz. Crispi delegò Boselli a rappresentarlo; Saracco mandò invece un telegramma.
Alle ore 13,40 precise cadde, fra le acclamazioni della folla, il lenzuolo che avvolgeva il monumento a Vittorio Emanuele. Quindi le rappresentanze dei Reduci dalle patrie battaglie della Liguria depongono cinque splendide corone sullo zoccolo. Segue la consegna del monumento al sindaco da parte del senatore Costa a nome della Commissione.
L'illustre senatore rievoca la figura patriottica del re liberatore e conchiude con queste parole: «Noi affidiamo a voi, o signori del Comune, questo pegno di fede e d'amore; conservatelo come sacro deposito, perché esso insegni all'età ventura il culto della gloria e l'amore alla patria.»
Parla quindi il ministro Boselli, il cui discorso, splendido di forma ed elegantissimo di concetti, dura oltre quaranta minuti. Anch'esso rievoca la gloriosa immagine del Re Galantuomo, tratteggiandone il passato tutto speso per la liberazione della patria. Ricorda anche Mazzini, Garibaldi e Manin, repubblicani, salutanti il primo re d'Italia e la risorta Roma.
Saluta l'esercito e la marina primi baluardi dell'indipendenza; saluta Santa Margherita madre di arditi navigatori. Conchiude dicendo che la sciabola del Gran Re è riposta nella guaina come pegno di pace, ma nell'eventualità del bisogno egli sorgerebbe dalla tomba per difendere la intangibilità della patria. (Applausi fragorosi)
In causa poi del sole cocente e della ristrettezza del piazzale dove sorge il monumento a Cavour, si decise di farne l'inaugurazione nella stessa località di quello di Vittorio Emanuele.
Il senatore Costa pronuncia un forbito discorso ricordante la vita di Camillo Cavour.
Gli risponde il sindaco Rainusso a nome della città, il quale ricevette in consegna i due monumenti su atto rogato dal notaio Oliva.
Si scopre quindi la statua di Cavour in presenza di tutte le Autorità di Genova e provincia e del generale De Sonnaz.
Ebbero quindi luogo le annunziate corse velocipedistiche e le regate, che ebbero un esito splendido. Alle regate in mare presero parte anche le regie navi ancorate nel porto.
Numerose bande suonano su tutte le piazze. L'animazione perdura straordinaria. Stasera fuochi ed illuminazione.

(ore 19,15). Il banchetto ufficiale è cominciato alle ore 18. I coperti sono centoventi. Al posto d'onore siede Boselli, circondato dalle Autorità. All'ora dei brindisi parlano il senatore Costa, splendidamente, l'on. Boselli, il senatore Podestà, sindaco di Genova, i deputati Cavagnari e Raggio, e il prefetto Deseta. L'illuminazione delle vie e del golfo riesce di effetto pittoresco, indescrivibile.

26 agosto 1894: inaugurazione dei monumenti a Camillo Benso di Cavour e Vittorio Emanuele II
[Nel 1892] Noi vedemmo che fin dal 1887 era stato approvatoil progetto compilato dall'Ing. Gorziglia per l'ampliamento della Calata Vittorio Emanuele. Non si era poi di esso più parlato, in parte per le ristrettezze del Bilancio, in parte, forse maggiore, per l'opposizione che al progetto facevano i proprietari e gli abitanti delle case circostanti e molti altri cittadini, i quali per via di intrighi avevano ottenuto che il Ministero rifiutasse la sua approvazione. Inaugurato il monumento a Colombo e avanzando sulla spesa diverse migliaia di lire, il Sindaco Rainusso colse la palla al balzo, e fece in modo che il Comitato, iniziando con questi residui una nuova sottoscrizione, «venisse nella determinazione di erigere altresì un monumento all'immortale Re Vittorio Emanuele Padre della Patria», per il quale «l'unica località sarebbe la Calata», convenientemente ampliata e ridotta a giardino. In questo modo l'erezione del monumento al Padre della Patria e l'ampliamento della Calata diventavano una unica cosa: e chi avrebbe osato contrastarla?
Il colpo era fatto, l'opposizione vinta.
Il ministero dovette contentarsi di imporre al Municipio un canone di L. 5 all'anno come fitto della piazza, che è terreno demaniale. Il 28 di agosto il Consiglio deliberava di concedere le aree per il monumento a Vittorio Emanuele e (giacché anche questa idea era nata) per quello a Garibaldi.

[Andando al 1894] L'avvenimento capitale di quest'anno, o almeno il più appariscente, è l'inaugurazione dei monumenti a Vittorio Emanuele II e a Camillo Cavour, che, come vedemmo, dovevano servire, oltreché ad esternare la riconoscenza dei Margheritesi per i fondatori dell'Unità dell'Italia, anche a dar modo di costruire una piazza e una strada. L'inaugurazione fu fatta il 26, ultima domenica di agosto, e fu in tutto degna dei due Grandi che si vollero onorare. A dire il vero, ancora il giorno 23 il Consiglio aveva discusso a lungo in proposito, e il Cav. Giovo aveva presentato una fiera protesta contro ogni spesa divisata; apertamente, perché le condizioni del bilancio non ne permettevano; nel suo intimo poi, perché capiva che la buona riuscita della festa sarebbe andata a totale vantaggio del partito avverso che l'aveva promossa. Ma vinsero il buon senso e la carità di patria, e fu stabilito di fare le cose da gran signori. Del resto, la qualità dei personaggi intervenuti lo esigeva.
Presidente del Comitato era il Senatore Giacomo Costa Avvocato generale erariale e poi Ministro di Grazia e Giustizia; con lui S. E. Boselli in rappresentanza di S. M. il Re; e intorno a loro S. E. De-Seta, Prefetto di Genova, l'On. Duca Napoleone Canevaro, il Generale De-Sonnaz Comandante il 4° Corpo d'armata, l'Ammiraglio Biscaretti, l'On. Edilio Raggio, Deputato di Genova. Nello splendore della giornata estiva S. Margherita prendeva così possesso della nuova piazza e della strada a mare, per quanto ancora incompiute; e, a rendere anche più cara ai Margheritesi la festa, in quello stesso giorno, con l'intervento di quelli stessi personaggi, s'inaugurava la sede dell' Ospizio di Carità.

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