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    Pezzi di storia

Qualcuno è fallito, altri hanno venduto
E' cambiato il «Gotha» di Portofino
di Aldo Bortolazzi

Il Secolo XIX – 13 agosto 1978

Molte ville della «perla» del Tigulliuo, simbolo del potere mondano, hanno cambiato padrone. Se ne sono andati attori famosi come Rex Harrison e Lilli Palmer, editori di nome come Mondadori e Rizzoli. Li hanno sostituiti gli astri nascenti della finanza, dell'imprenditoria, dell'arte. Due case messe all'asta dai giudici.

Li chiamano i «padroni» di Portofino. Abitano nelle ville che sulle alture costellano, come in un anfiteatro, un palcoscenico unico al mondo; oppure nei lussuosi appartamenti ricavati dalle rustiche case dei pescatori. Il nome di Portofino conforta quello dei suoi «magnifici» ospiti e ne è a sua volta confortato. Qualcosa è però cambiato nel «Gotha» portofinese. L'ultima mappa delle «residenze d'oro» risale a tredici anni fa. Oggi il panorama quadro è ancora lo stesso.
Stampate nel verde sipario tra l'azzurro del cielo e del mare di Portofino non risultano nuove case. Ma sono cambiate molte etichette.
Non pochi dei «palchettisti» affacciati allora sul pittoresco borgo, non ci sono più. Segno di decadenza per Portofino? Non si può dire. Non è una ricchezza che si sgretola; nuovi ricchi si sostituiscono ai partenti. Un avvicendamento, tuttavia, che sta lasciando notevoli tracce sulla carta «mondano grafica» della Portofino d'alto bordo.
Sul piano del suo prestigio turistico, Portofino ha guadagnato o ha perduto? La risposta è difficile, come è difficile sostituire nomi pari a quello dell'attore britannico Rex Harrison. «Oscar» '64. Cittadino onorario di Portofino, insieme con la seconda moglie (l'attrice Lilli Palmer), Rex Harrison aveva fatto costruire una villa sopra le rovine di un bunker nazista sulle alture di San Sebastiano e l'aveva dedicata a San Genesio, patrono degli artisti. Vi aveva vissuto molti anni prima di venderla all'editore milanese Saro Balsamo. Balsamo, già marito della Trattilo (editrice di «Play Boy»), ha reso adesso ancor più lussuosa la panoramica dimora dotandola tra l'altro di una grossa piscina. Ma nel campo dell'editoria, se ha acquistato Balsamo, Portofino ha perduto i due più grossi nomi sul piano nazionale: Mondadori e Rizzoli.
Disavventure di Ambrosio
Dopo la morte del grande Arnoldo, la famiglia Mondadori ha venduto la splendida Villa sul mare, «La Puddinga», al giovane finanziere Ambrosio che l'ha rammodernata e ribattezzata col nome della moglie, «Cristina». Ambrosio medita ancor oggi nel carcere di San Vittore su quella festa per la inaugurazione della villa, che è stata all'origine delle sue disgrazie. Si dice che ora villa Cristina sia in vendita per un miliardo e duecento milioni di lire.
Sull'altro fronte editoriale, quello dei Rizzoli, Lucia, moglie di Andrea, davanti alla concorrenza di un acquirente ha preferito lasciare l'appartamento da lei affittato per il passato sulla caratteristica piazzetta. Si racconta che i conti Farini lo abbiano venduto per duecento milioni a un conte Borromeo che è venuto ad abitarci. Lucia Rizzoli si sarebbe già pentita del mancato acquisto e sarebbe alla ricerca di una nuova «base» portofinese.
Se da Portofino è uscita (almeno per il momento) la famiglia di Annuccia Andrea Rizzoli, di recente vi è entrata quella di sua sorella Pinuccia col figlio Nicola Carraro che ha acquistato sulla penisola la villa di Giorgio Ajmone Marsan. Consigliere della Banca Subalpina, della Mazzucchelli Sicophane e della Esercizi del Sestriere, Ajmone Marsan non ha lasciato del tutto Portofino: si è ristretto in un appartamento sulla calata. Vicino al suo si affaccia anche l'appartamento del cavaliere del Lavoro Ermanno Guani. Marito di una famosa attrice cinematografica all'epoca dei «telefoni bianchi», Maria Denis, Guani è ora a riposo dopo essere stato presidente e direttore generale della Fincantieri nonché consigliere dell'Ansaldo e di numerosi altri complessi industriali.
Sempre sulla calata è la dimora dei marchese Luca Ferrero Degubernatis Ventimiglia, figlio di uno dei fondatori della Fiat, già presidente dell'Unione Cementi Marchino, delle Cementerie di Augusta, dell'Edilizia Piemontese Saep, vice presidente della Sai e consigliere della Cinzano. A proposito di Cinzano, hanno lasciato il loro appartamento sul molo il conte Alberto Marone Cinzano e la moglie Cristina Camerana. Lo ha comprato Giorgio Remmert che ha un'azienda di materiale per l'elettrotecnica a San Maurizio Canavese.
Il clan dei velisti
Gli sono vicini di casa i fratelli Sebastiano e Alberto Cameli, figli dell'armatore genovese Filippo Cameli, e l'ing. Ermanno Bassani (padrone della «Ticino» produttrice di interruttori e apparecchiature elettriche), con i due figli Antonio e Luca, noti velisti su imbarcazioni delle classi R.O.R.C. [Royal Ocean Racing Club].
A rappresentare la vela, tra i portofinesi c'è l'autorità più alta in materia, l'assicuratore Beppe Croce, presidente della Yacht Racing Union mondiale, della Federazione italiana e dello Yacht Club Italiano. Attualmente, Croce è in Russia per la programmazione delle prossime Olimpiadi a Tellin. A Portofino abita in una villa alle spalle del borgo ed è presidente della società proprietaria del grande hotel Splendido, uno dei due soli alberghi di lusso in tutta la riviera ligure di Levante.
Altro rappresentante dello sport velico è Giorgio Carriero che con il suocero, il petroliere Volpato, vive sulle alture di San Sebastiano, nella splendida villa un tempo nota come la «Besozza», ora del tutto rimodernata.
Non ha venduto, ma da molti anni non vive più a Portofino nella villa «La Cascina» (una delle più belle e della zona), Paola Antonelli vedova dell'ing. «Riri» Piaggio, fondatore e presidente della «Vespa». Lontano da Portofino vive anche sua figlia Antonella. Dopo il divorzio da Umberto Agnelli, abita col secondo marito Uberto Visconti ad Atlanta in Georgia. La villa «Odero» un tempo dei Piaggio, dove Umberto e Antonella Agnelli trascorrevano le loro vacanze, adesso è dei Campeti, ricchi commercianti con l'estero.
Un altro grosso personaggio allontanatosi da Portofino è il conte Alfonso Bruzzo. Un tempo nume delle acciaierie, vive tra Genova e Lugano. La sua bella villa sul mare, accanto a quella di Francesco Ambrosio, l'ha affittata a un medico genovese, il dottor Savoretti, presidente delle Terme di Salice e, col fratello, promotore di «import-export» con l'Unione Sovietica.
Gli artisti del Borgo
In campo artistico il nome di Portofino viene spesso accomunato con quelli di Giorgio Strehler, di Salvator Gotta, dello scultore Gualberto Rocchi e del pittore Michele Cascella. Strehler abita tutto un piano di villa «Oliveto» dei De Angeli Frua.
I proprietari, noti industriali in campo tessile, non vengono qui da anni. Avevano messo in vendita la villa per un miliardo, ma non hanno trovato acquirenti. Il regista, che è presidente della azienda di soggiorno, vi trascorre lunghi periodi di studio e di meditazione per i suoi lavori teatrali.
I quadri di Fanfani
Tornando sulla piazzetta, si trova a un ultimo piano l'appartamento del figlio maggiore del defunto presidente della Repubblica Einaudi, Roberto Einaudi, vice presidente della società «Techint» per l'impiantistica industriale. Accanto, l'appartamento di Maria Pia Tavazzani ha cambiato targa. Non perché ha cambiato di proprietà, ma perché è mutato il cognome della proprietaria. Da vedova Vecchi, è diventata la signora Fanfani.
Il presidente del Senato, eccellente pittore, durante i suoi sempre brevi soggiorni portofinesi ritrae dal balcone scorci di paesaggio. In faccia all'appartamento dei Fanfani, sull'altro lato della piazza, abita, con la moglie Elisabeth Hobson e il figlioletto Pietro, il sindaco di Portofino, Roberto D'Alessandro, dirigente della Pirelli. Leopoldo Pirelli, a Portofino mare è di casa, ma ha preferito abitare in una villa sul monte, «il Scirocchetto», cui si accede per ripidi sentieri da Paraggi e da Nozarego in territorio comunale di Santa Margherita Ligure.
In località Castagneto sorgono le costruzioni più lussuose. C'è villa «Altachiara», costruita nel 1884 da Lord Carnarvon, abitata da Corradino Agusta (elicotteri e moto). E ci sono le case degli Herbert, discendenti di una tra le più aristocratiche famiglie d'Inghilterra. Alla villa del torinese Giuseppe Recchi, imprenditore edile tra i più potenti in campo nazionale ma soprattutto all'estero, si sale in ascensore. Un ascensore che dalla piazza del grande parcheggio automobilistico raggiunge la soprastante dorsale attraverso una galleria scavata nella roccia viva. Tramite lo stesso ascensore si sale alla villa di Klaus Pudel, (importatore e commerciante di combustibili).
Memorabile è rimasta la visita a Recchi di Saragat quando era Presidente della Repubblica. Da Recchi sale adesso, ogni volta che viene a Portofino, anche il presidente del Senato Amintore Fanfani. Ma quanto a gallerie nel promontorio portofinese, appare insuperabile quella che fora da parte a parte il territorio per raggiungere «il Vitrale», la villa a picco sul mare abitata da Remo Sacco, costruttore edile alessandrino, padrone anche di un'altra villa in località «Macallè». Entrambe le ha avute dall'otorinolaringoiatra Bortolotti.
Non sono passate di mano altre splendide proprietà, quella di Vincent Ardissone (ex presidente della Vespa) sulla punta estrema a levante di Portofino («Villa Beatrice»), villa «San Martino» di Rocco Ienna (preziosi), come quella dei Garrone (petroli), tutta sul mare. Così è rimasta alla sua proprietà di un tempo la villa di Teresa Finollo, sorella di Emanuele Finollo (confezioni biancheria in via Roma a Genova).
A San Sebastiano, Giorgio Falck, il velista del «Guis», abita nella grande villa costruita da suo padre Giovanni (acciaierie e ferriere).
Una macchia che resiste
Ma in due proprietà portofinesi, tra le più splendide di un tempo, c'è un grosso buco che ne ha annientato il nome. Chiuse e disabitate, la villa che fu del genovese Piero Gallotti e quella che fu dell'armatore Ernesto Fassio, attendono di essere vendute all'asta per le disavventure finanziarie dei loro ex proprietari. La prima asta per l'incanto della villa che fu di Piero Gallotti è andata deserta sulla base di 270 milioni. Per il castello San Giorgio, che fu dei Fassio, si parla di un valore di tre miliardi difficile da realizzare. La macchia del fallimento non ha risparmiato il paradiso dei «ricchi». localizzazione

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