Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Vita Pubblica Sammargaritese ľ 1600/1601
di Arturo Ferretto

Il Mare ľ 18 aprile 1914

Gli atti notarili sammargaritesi, che in buon numero conservansi all'Archivio distrettuale di Chiavari, recano inestimabili tesori, ricchi d'ogni luce e d'ogni ombra. allievo di Marinus van Reymerswaele
Hanno resistito al tempo come quegli edifýci muti, sordi e freddi, dove sono adunate le belle opere dell'ingegno.
Hanno resistito al tempo, e, sebbene rugosi e polverosi, innamorano come un paese lontano, vastissimo e vario, a cui si torna in ogni viaggio, con ogni desiderio di bellezza, per iscoprire in ogni nuovo particolare un senso sempre pi¨ profondo.
Un minuscolo quaderno, che fa parte degli atti del notaio Gio Battista Morello, ci pone sotto gli occhi le spese della ComunitÓ di Santa Margherita, con a capo un Agente maggiore, chiamato il Sei, con un sinedrio di otto Consiglieri, due per ciascuna delle quattro parrocchie, che componevano la ComunitÓ. Un Cassiere paga i mandati, che sono firmati da un notaio, che funge da Segretario.
Spigolo tra i mandati quello del 9 gennaio 1600, cosý concepito: «Voi m(essere ) Giacomo Pino cassere et esattore delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita del presente anno, d'ordine del sei e delli consiglieri di detta ComunitÓ pagato al detto sei m(essere) Gio. Battista Bortollo lire trenta di Genova, al quale detta ComunitÓ li Ŕ dovuta per tanti contenuti in una assicurazione fatta da Antonio Boglio cassero et esattore delle avarie dell'anno passato per conto del salario del Padre predicatore di detto anno secondo il solito dovuto siccome priore della Chiesa di Santa Margherita e ne prenderete contento.
Addio.
Gio. Battista Pino, notaio».
Il mandato ci pone in evidenza l'uso invalso di aiutare con offerte il predicatore della Quaresima in Santa Margherita, costumanza in vigore pure a Rapallo, ove l'introito dell'appalto dei macelli, nella stagione quaresimale, era devoluto in parte per il mantenimento del Predicatore.

Tolgo questo mandato del 10 marzo 1600:
«Voi m. Giacomo Pino esattore et cassero delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita del presente anno d'ordine del Sei e suoi consiglieri assente per˛ m. Lodisio de Franco pagate a Battista Roisecco bancalaro [falegname] libre nove per tante che era creditore di detta ComunitÓ dell'anno passato per conto del salario del rologio.
Gio. Battista Pino, notaio».
Un bancalaro se la trinciava pure da orologiaio.
Per la storia dei pubblici orologi, - in Liguria, mantenuti a spese della ComunitÓ, ora nel campanile della Parrocchia, ora nella casa comunale, ora in un oratorio, Santa Margherita pu˛ recare il suo modesto contributo.

Continuo ancora, e mi indugio sopra un doppio mandato del 20 giugno 1600, del seguente tenore:
«Voi m. Giacomo Pino esattore et cassero delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita del presente anno d'ordine del Sei e consiglieri di detta ComunitÓ pagate a Vincenzo Costa castellano nel presente anno libre quattro di Genova per oleo consumato o consumerÓ in detto castello tutto il presente anno, e l. 148 a maestro Bartolomeo Quaquaro nella fabrica del ponte di detto luogo.
Gio. Battista Pino, notaio».
Dovea essere ben fioco il lumicino del castellano, e certamente non sempre acceso, se erano appena stanziate lire quattro per il consumo dell'olio per tutto l'anno; e quattro lire erano pure poste nel bilancio per l'olio, che doveva servire al custode dell'altra torre.

Il messo, o cintraco, o banditore, che d'ordine del PodestÓ di Rapallo veniva a suon di tamburo a gridare o a far pubblici i proclami, o le gride del Senato, e dell'altre autoritÓ in S. Margherita, veniva retribuito in lire diciotto annue.
Me ne avvisa questo mandato:
«Voi m. Giacomo Pino cassero et esattore delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita del presente anno pagate a Battista Solimano messo libre sei di Genova per l'ultimo terzo del suo salario del presente anno come messo e ci˛ d'ordine del sei e consiglieri di essa assente per˛ Martino Viacava uno di detti consiglieri.
Gio. Battista Pino, notaio».
La festa di Santa Margherita, titolare della vetusta parrocchia, era sempre onorata dalla presenza del PodestÓ di Rapallo, il giusdicente, che amministrava la giustizia ai popoli soggetti.
Non lo si disturbava per nulla, ed un pranzetto, non tanto da impegnare seriamente le finanze comunali, non lo lasciava a denti asciutti.
Si ascolti la seguente parcella del 27 agosto 1600:
«Voi m. Giacomo Pino cassiere et esattore delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita del presente anno, pagate a m. Gio. Battista Bertollo, sei della ComunitÓ, libre tre e soldi tre di Genova per tanti che ha sborsato al magnifico PodestÓ di Rapallo per il disnaro del giorno di Santa Margherita e ci˛ d'ordine del detto sei e consiglieri di detta ComunitÓ.
Gio. Battista Pino, notaro».
Altre parcelle mettono in evidenza nuove note. Al 27 agosto del 1600 trovasi lo stipendio pagato a Gio. Battista Bertollo, sei della ComunitÓ, consistente in lire 21 all'anno, ma dai numerosi mandati, senza motivazioni di spesa, fatti in testa al segretario Pino (morto in seguito barbaramente assassinato dal genero Luca Assarino) si pu˛ arguire che la ComunitÓ sammargaritese, col suo bilancio esiguo, of-friva il destro a tacite mangerie e camorre tra il Sei, che era il sindaco ordinante ed il segretario che firmava.
Si lesinava poi su chi per conto della ComunitÓ, in qualitÓ di procuratore o ambasciatore (chiamato sindaco) recavasi altrove.
Infatti il 3 settembre del 1600 il Sei e i Consiglieri ordinano di dare lire due, un soldo ed otto denari a Gerolamo Costa per cinque viaggi fatti a Chiavari.
La strada era per lo pi¨ quella del mare, quando era in bonaccia, ed un leudo a sei remi recava il sindaco sammargaritese, ma l'indennitÓ di viaggio era proprio meschina.
Quando la ComunitÓ dovea fare buona figura non si usava la lesina.
Me ne informa questo mandato del 3 settembre del 1600:
«Voi m. Giacomo Pino cassere et esattore delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita vi retenerete in voi medesimo libre cinque e soldi otto di Genova per tanti che avete sborsato d'ordine del sei e consiglieri di essa a Gerolamo Costa per il prezio d'un tonno venduto e donato per detta ComunitÓ all'Ill.mo Antonio Roccatagliata e ci˛ di ordine del sei e consiglieri di essa ComunitÓ.
Gio: Battista Pino, notaio».
Il Roccatagliata per chi nol sapesse, era oriundo della vicina Pagana, ove (nel quartiere di PomÓ, presso il ponte) possedeva una sontuosa villeggiatura con torre presso il lido del mare.
Era dell' ordine senatorio, ascritto alla nobiltÓ ed annalista del Comune di Genova.

Spigolo ancora, e sempre colla data del 3 settembre 1600:
«Voi m. Giacomo Pino cassero et easttore delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita del presente anno d'ordine del sei e consiglieri di essa pagate a Bernardino Schiattino uno di detti consiglieri libre sedici di Genova per il salario di essere quest'anno presente stato commissario delle guardie di detta ComunitÓ.
Gio: Battista Pino, notaio».
L'essere degli otto consiglieri di S. Margherita non vietava di poter essere Commissario delle Guardie e Capitano d'arme (cosý pure chiamavasi) e percepire in tal modo un salario.
Non v'era quindi incompatibilitÓ per il Consigliere Commissario, cui spettava vegliare contro i turchi e corsari, e di disporre le guardie.

L'ultimo mandato concerne la paga del torregiano, o custode della torre da non confondersi col castello di Sant'Erasmo.
E' del 31 dicembre 1600 e dice:
«Voi m. Giacomo Pino cassero et esattore delle avarie comuni della ComunitÓ del luogo di Santa Margherita pagate a Gio: Agostino Risso libre dodici per il suo salario per essere stato torregiano l'anno 1600 e ci˛ d'ordine del sei e consiglieri di detta ComunitÓ.
Gio: Battista Pino, notaio».
L'anno 1601 offre altre note dell'azienda comunale sammargaritese.
Fungono da sei Vincenzo Costa e da consiglieri Benedetto Pino e capitan Benedetto Costa per la cappella di S. Margherita, Sireto Pino e Gio: Francesco Valino per quella di S. Siro, Bartolomeo Costa e Giovanni ArsŔ per quella di S. Giacomo, Pelegro Magnasco e Ambrogio Gazolo per quella di Nozarego.
Il salario di Lorenzo Pino, che fu sindaco, per un anno intiero, il 18 febbraio 1601, Ŕ stabilito in lire quindici.
Il Giacomo Pino cassero et esattore, o per meglio dire agente delle tasse, ci offre il 21 febbraio 1601 la nota «delle avarie comuni della ComunitÓ del loco di Santa Margherita quartero di Pessino escluso Portofino».
Da essa risulta che le persone pagavano lire tre per testa, ed era una specie di tassa fuocatico [imposta per gruppo familiare], ed un'altra tassa pagavano per i poderi.
Le teste, che pagavano nella cappella di Santa Margherita, erano 119, nella cappella di S. Siro 74, in quella di S. Giacomo 108, ed in quella di Nozarego 115.
Le due tasse fruttavano in tutto lire 2972.
All'elezione del Sei della ComunitÓ dovea trovarsi presente il PodestÓ di Rapallo, al quale, per indennitÓ di viaggio, spettavano lire tre e soldi tre.
Il Sei e i Consiglieri restituivano la visita, e da mandato del 1 marzo 1601 risulta che essi pranzarono in Rapallo, spendendo lire 4 e s. 4 a spese della ComunitÓ sammargaritese.
C'Ŕ pure una spesa «per fascine compre per uso di detti sei e consiglieri» che dovevano servire per i fal˛ festosi in occasione della festa di Santa Margherita, «e per rubi quattro di polvere».
A Lazaro Tassara ed a Gio: Maria Peirano, il 31 maggio 1601, vengono pagati soldi 69 e denari 4 «per loro mercÚ di aver fatto le guardie sopra il castello per giorni 17 del corrente mese» e soldi settanta a Stefano Bisso ed a Giuliano Brizzolara «per loro mercÚ di aver fatto le guardie nella torre per giorni 15 del presente mese».
Per i tamburi sgangherati delle guardie contro i Turchi pens˛ il commissario nuovo Gio: Antonio Boglio, il quale «per far cambiare le tele» il 15 luglio ebbe in compenso lire tredici e soldi nove.
Il 9 ottobre del 1601 il Sei e Consiglieri donavano a Maestro Teramo ViÓ, masacano [muratore] di Oneglia, «il legno che al presente serve per ponte nella cappella di San Giacomo presso la casa di Giacomo Cafferata e Giuseppe Boglio con questa decisione che nanti che prendi detto legno sii obligato alle sue proprie spese fabricare un ponte proporzionato in detto loco».
Son due i ponti, che vennero riedificati in breve spazio di tempo, distrutti dall'impeto delle acque.
Non mancano altre note, che illustrano uomini e cose.
In detto anno 1601 l'esattore Giacomo Pino Ŕ castellano pure del castello col salario di lire dodici annue, e dodici percepisce il torregiano Agostino Biaso non comprese le lire quatro per ciascuno di essi per l'annua illuminazione.
Abbiamo pure le spese fatte dalla corte di Rapallo in occasione della visita fatta ad un ferito il 17 novembre 1601.
Al PodestÓ, compresa la cavalcatura vengono stanziate lire 2,10; al suo notaio cancelliere l. 1,10; al barigello [capitano di giustizia] soldi 12 e al famegli soldi 15, totale 1. 5,12.

Fu scritto che i ricordi sono mirabili strumenti d'ottica.
In queste note aride di mandati, di bilanci e di cifre, si presenta al nostro sguardo uno squarcio di vita comunale conosciuta con tutti i suoi dettagli e profili, formanti una ricca cornice a quel paesaggio ameno e fortunato, che, circondato di poesia, occhieggia garrulo alla luce, ed ansa in una magica insenatura del nostro golfo tigullio.

© La Gazzetta di Santa