Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Il primo Capitano di Rapallo
(1 maggio – 2 luglio 1608)
di Arturo Ferretto

Il Mare – 27 novembre 1915

Tutto il grande territorio, che si stende lungo la sinuosa spiaggia da Portofino alla foce del torrentello, che divide i due Rovereto, e che, varcate le alte creste dei monti, abbraccia Cicagna e la sua vallata, e sul quale sorsero più tardi i due Mandamenti di Rapallo e di Cicagna, alla fine del secolo XII, chiamavasi Podesteria, e col nome di Podestà era indicato il giusdicente, che Genova inviava ogni anno ad amministrare la giustizia in mezzo a noi.
Durò la Podesteria sino al 1608, giacché il Senato mutò il nome di Podestà in quello più nobile di Capitano, e la Podesteria di Rapallo assunse il predicato di Capitaneato, che portò sino al 1797.
Le aspirazioni però dei Rapallesi datavano dall'anno antecedente 1607, ma non raggiunsero lo scopo desiderato.
Gli Agenti, o per meglio dire i Consiglieri della Comunità di Rapallo, il 22 febbraio del 1608, supplicarono di bel nuovo il Senato che «in cambio del Podestà che si suole mandare, si elegga un Capitano nel modo che si eleggono i Capitani di Recco e di Chiavari, che sia cittadino nobile della Repubblica e abbia di salario lire 1500 annue».
Altra supplica inoltrarono il Priore, il Sottopriore ed i quattro Consiglieri della Comunità di Rapallo, il 7 marzo 1608, così concepita:
«Li predecessori dell'anno passato supplicarono a VV. Ser.me avere un Capitano per questa Podesteria di Rapallo per rimediare alli disordini, inconvenienti e delitti gravissimi e grandissimi che in quella seguivano e però con nostro grandissimo gusto ce l'hanno concesso, e desiderando noi grandissimamente che sia bene ordinata e regolata tutta detta podesteria e che molto bene siano castigati li delinquenti siccome molto fa di bisogno, supplichiamo perciò umilmente V.V. S.S. Ser.me che si degnino di non permettere che l'uomini di Santa Margarita abbino un Podestà che forse desiderosi di non essere regolati come l'altri che quel che si dice instano gli sia concesso, e benché crediamo gli debba esser data ripulsa sotto però lor correzione si perché se non fosse stata Santa Margarita in detta Podestaria, non si saria supplicato detto Capitano, mediante la concessione del quale bisognandosi far maggiori spese, più tosto doverebbe essere accresciuta che sminuita, si ancora per molte altre ragioni che se li potriano addurre quando che trattandosi di detta caosa gli piacesse farci citare».
I Sammargheritesi, che desideravano essere autonomi, non vennero esauditi, e dovettero rimanere sotto la giurisdizione di Rapallo.
Il Senato avea accolto benignamente i voti dei Rapallesi, scegliendo per primo Capitano Gio: Antonio Fieschi, delle più cospicue e nobili famiglie genovesi.
Egli, il 3 maggio 1608, scriveva da Rapallo al Senato:
«Giunsi qui il primo di maggio, e presi il possesso di questo Capitaneato il quale ho ritrovato sprovvisto di barzello e famegli, non essendone salvo doi, mi è parso bene notificarlo a V.V. S.S. Ser.me, acciò le possano provvedere et insieme di dichiarare il stipendio de famegli, che si hanno risalvato di fare».
Che il nuovo Capitano fosse persona ben accetta, e dotata di virtù non comuni, emerge da una lettera che il 20 maggio del 1608 la Comunità di Rapallo scrisse al Senato nel modo seguente:
«Gli agenti e borghesi di Rapallo ringraziano le S.S. V.V. Ser.me che conforme alla richiesta loro gli abbino concesso un Capitano persona di prudenza e integrità, del quale si spera un ottimo governo con autorità di potere opprimere l'insolenza di tutti quelli che non vogliono vivere secondo Iddio e la giustizia, e perché l'autorità senza la forza saria più presto accrescere ardire e presunzione a tristi acciocché questo nostro giusto desiderio abbi il suo desiderato fine, supplicano essi Agenti umilmente le S.S. V.V. Ser.me per mezzo di Nicola Chichizola, sindico loro, che questi vogliano essere servite mandare a esso Capitano dieci o dodici corsi, o più o meno, come meglio a V.V. S.S. Ser.me piaccia, e aggiungere a esso Capitaneato la podesteria di Roccatagliata, essendo quella unita incatenata con la valle di Fontanabuona, giurisdizione di Rapallo, non avendo quello Podestà forza di opprimere i tristi nemici di Dio e ministri di Satanasso, resteria essa Podesteria ricettacolo o nido di tutti con rovina di quelli popoli e a guisa di peste infetteranno tutti i luoghi circonvicini».
Il Senato, che non avea ascoltato le suppliche dei Sammargheritesi, che volevano staccarsi da Rapallo, respinsero ora le suppliche dei Rapallesi, che volevano incorporare al nuovo Capitaneato la podesteria di Neirone e Roccatagliata, che rimase autonoma.
Il nuovo Capitano stette poco più di due mesi al Governo di Rapallo, morendovi la notte antecedente al 2 luglio.
Ed in tale circostanza luttuosa Vincenzo Chichizola, priore, Agostino Barlaio, sottopriore, Carlo Lencisa, Bartolomeo Merello e Gregorio Pescia, consiglieri, ed il notaio Agostino Bianco, cancelliere della Comunità di Rapallo, comunicarono al Senato la seguente:
«Con nostro universale dolore facciamo sapere a V.V. S.S. Ser.me essere questa notte morto il signor Giovanni Antonio Fieschi qui mandato a governare per Capitano. Il governo del quale è stato con tanta viginanza e prudenza che ne ringraziavano tutti il cielo che n'avesse posto tanto bene. Il fatto della morte è seguito d'una tosse che per molto tempo adietro pativa, la quale ha fatto e dalla testa e petto svenare il sangue e l'ha soffocato».
«E per un'altra nostra abbiamo dato avviso a V.V. S.S. Ser.me della subitanea morte del signor Antonio Fieschi Capitano di questo loco di Rapallo da loro mandato, e perché ha detto sig. Capitano molto ben governato e con grandissima quiete e satisfazione del popolo e grandissimi suoi travagli et affari, e qui si trova la Signora sua consorte e famiglia alli quali per detto buon governo tutto questo Capitaneato resta obligato et affezionato in maniera tale che trovandosi qui ancora il signor Gaspare Gentile cognato di detto fu Sig. Gio: Antonio desideriamo fosse da V.V. S.S. Ser.me conferto la cura et ufficio di detto Capitaneato in detto Sig. Gasparo mediante il quale detta famiglia verrebbe per il restante tempo che durava detto officio del padre a conseguirne tutti quelli emolumenti che potrà apportare dopo averne avuto molti travagli il detto lor padre, che in quello ha ancora patita la morte con essersi deportato benissimo et onoratissimo».
Giacomo Vitale, capitano di Chiavari, con rapporto del 3 luglio, informava il Senato di avere inviato il suo vicario Gio: Battista Calissano a reggere il vacante Capitaneato di Rapallo, conforme l'ordine ricevuto, ma ben tosto fu eletto il nuovo successore nella persona del patrizio Paride Fieschi, il quale, il 16 luglio, trovasi già in sede.

© La Gazzetta di Santa