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    Pezzi di storia

Salta in cielo

Il Mare – 15 gennaio 1921

Miglior denominazione non si sarebbe potuta trovare per designare il nuovo esercizio di Tea-Room, Caffè e Latteria che l'attività dei fratelli Capponcelli ha aperto in questi giorni sulla strada provinciale verso Ruta e più precisamente sulla Rimessa come comunemente viene indicata questa località. pubblicità su Il Mare del 12 febbraio 1921
Salta in cielo potrà così essere meta di deliziose e piacevoli passeggiate sia da Rapallo che da S. Margherita Lig. e la superba incantevole vista, dal poggio ove esso siede, che domina completamente l'ampio ed incantevole panorama del golfo Tigullio farà sì che certo questo nuovo locale si affermerà fra i migliori ed i più attraenti per posizione e bellezze naturali.
E così un'altra piccola lacuna colmata nella nostra città e di ciò ne va merito agli egregi ed attivi fratelli Capponcelli che nulla hanno lasciato di questo locale per poterlo rendere nominato e frequentato.


Negli anni '60 l'"Hostaria Saltincielo" era indicata come "uno dei locali più suggestivi d'Europa, su un poggio dal quale lo sguardo abbraccia tutta la baia. Vi panorama sostano l'ex imperatrice Soraya, ha destato l'ammirazione del celebre architetto Le Corbusier": in quegli anni il locale era animato da Gigi Figoli, campione di sci nautico e fondatore della mitica Scuola del Grand Hotel Miramare, e da sua moglie Lale Casciano, che ne avevano fatto il ritrovo notturno della mondanità tigullina e milanese dell'epoca. Il quotidiano "Stampa Sera" del 25 agosto 1977 scrive, a firma Guglielmina Costi e col titolo "Un locale per bebè mondani":

Quinta curva dell'Aurelia prima di Rapallo arrivando da Genova: una grande insegna luminosa verde, il «Saltincielo». Un locale da ballo tra gli ulivi da dove si domina tutto il Tigullio. Ideatrice, proprietaria, costruttrice e direttrice è la signora Lale Casciano, milanese, ex ballerina di danza classica, innamorata di questo posto al punto da non lasciarlo più.
Per anni (quelli dorati, tanto per intenderci) ha fatto di questo locale un distintivo per il golfo del Tigullio. Non c'è personaggio della jet society che non sia passato da lei. Soraya era di casa ai tempi del suo fidanzamento con Hugh O' Brien e famosa per le sue abbuffate. Arrivava principalmente in combriccola, noncurante della linea, si buttava sulla frittata di cipolle che era la sua passione. Perché anni fa il «Saltincielo» era un'«hostaria» e del tutto particolare. Donna Casciano di «trovate» ne ha avute tante. Una, il «pollo alla bruta». In uno spiazzo circondato da amache e sgabelli esiste tuttora un camino a legna. La gente vi si sedeva intorno come in un banchetto d'indiani e così cominciava l'arrembaggio. Altra nota particolare: era severamente vietato l'uso delle posate, peraltro inesistenti. Si mangiava con le mani e si buttavano le ossa al bull-dog di Lale. Tanto per proseguire nello stesso stile, veniva servito un fiascone di vino bianco sciolto e si beveva a garganella, senza bicchieri. vintage
«La clientela era molto varia - ci dice la signora Lale, appassionata di sci nautico - dai teen-agers alle persone mature che preferivano mangiare spiedoni di gamberi e scampi che un marinaio cuoceva su una gratella di brace. Un'altra "trovata" fu il "pozzo dei desideri". Buttandovi una moneta, la fortuna, il successo o l'amore, qualunque desiderio sarebbe stato esaudito. E il sistema funzionava… la speranza è l'ultima a morire. Nessuno usciva dall'hostaria senza aver gettato l'obolo di rigore. Ormai erano arrivati gl'impianti stereo ed io, giudicata pazza, continuavo a far ballare con il juke-box. Eppure come ci si divertiva!».
Oggi non si mangia più, è rimasta una discoteca con un magnifico pappagallo che ricorda a tutti i clienti i tempi d'oro. «Mi sono dedicata ai bambini adesso - prosegue Lale - nessuno pensa mai a loro. Così riesco a far passare serate mondane ai piccoli e a far divertire le mamme che altrimenti sarebbero costrette ad andare a letto presto. Ultimamente ho organizzato una festa mascherata, tipo Rio de Janeiro. Prima della fine della stagione organizzerò gare da ballo. Ormai qui in Riviera è finita l'epoca delle stranezze, la bella gente non si vede più. Bisognerà cercare quindi di far crescere nel miglior modo possibile i bambini, tutti miei futuri clienti».

Il Saltincielo animò le notti tigulline fino alla metà degli anni settanta, poi Gigi Figoli preferì dedicarsi ai motoscafi del suo amico Carlo Riva, diventò assessore al turismo di Santa Margherita e chiuse il locale.

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