Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Cose di Cultura
di Giuseppe Luxardo

Il Mare – 18 settembre 1926

Chissà se un'Amministrazione che nel suo "Programma di mandato" asserisce «Noi abbiamo il desiderio e la volontà di realizzare una città che recuperi le sue radici storiche e il suo patrimonio culturale» e per questo ha creato il "Museo del Mare", avrà la capacità di riprendere il percorso lasciato novant'anni fa da Attilio Regolo Scarsella!

L'altro giorno incontrai l'amico prof. Scarsella e mi parve che mi guardasse come chi ha qualche cosa di nuovo e di buono da dire. vignetta
«Tentiamo – dissi tra me: materia per questa settimana ce n'è poca: una buona intervista non cadrebbe male».
L'abbordai; e, dopo i saluti consueti, mossi all'assalto:

  • Ella ha qualche novità: e di quelle buone.
  • Io?
  • Lei! non mi dica di no. Le si legge in viso.
  • Ebbene, sì: ce l'ho; ma le son cose che non interessano il pubblico. Peccato! perché non son prive di importanza.
  • E allora mi dica almeno di che cosa si tratta.
  • Si tratta… si tratta del 3° volume degli annali di S. Margherita.
  • Ah! vede se avevo ragione! Non è forse questa una novità di quelle buone? E che cosa può dirmi in proposito?
  • Caro mio, qui si scivola nell'intervista e io di interviste non voglio saperne.
  • Come crede. Però si ricordi che Ella è anche collaboratore del Mare; e che da molti mesi non si fa vivo, sulle sue colonne.
  • Ma chi vuole che si occupi di codesta roba a S. Margherita, il paese degli sposi, dei comforts, dei dancings, delle scampagnate e degli alberghi?
  • Eh! via, non calunni i suoi concittadini, che, dopo tutto, le vogliono bene; e io so che Lei li ricambia di pari affetto.

Una specie di sordo mugolio uscì gorgogliando dalla strozza dell'amico. Stette un poco in silenzio, poi ricominciò:

  • Infatti, la è una bella prova di fiducia e d'amore che mi danno i miei concittadini: quelli d'America, intendo.
  • E sarebbe?
  • Senta; gliela dico; ma poi non mi rompa più le scatole, e non mi domandi altro.
  • D'accordo; parola di giornalista.
  • Mi è arrivato questa mattina da Buenos-Ayres uno chèque di L.6500 per la pubblicazione del 3° volume degli annali. Ho detto.

E fece l'atto di andarsene. Lo trattenni per un braccio e attaccai di nuovo:

  • E le pare ben fatto dar così la notizia, senza far sapere almeno i nomi dei generosi oblatori?
  • Forse… ha ragione. Aspetti un momento: e, tirando fuori di tasca una lettera, mi lesse i nomi: Gio: Battista Vinelli L.1000, Giovanni Magnasco 1000, Gio: Alberto Roccatagliata 1000, Gio: Battista Barbagelata 1000, Lorenzo A. Gardella 500, Giuseppe Roccatagliata 500, Raffaele N. Roccatagliata 500, Gio: Battista Bertucci 1000.
    Francamente, è una cosa che mi ha commosso. E pensare che noi qui in Italia, nella terra delle arti, delle scienze, della storia, c'immaginiamo quella brava gente laggiù sempre immersa negli affari, e solo occupata nell'ammucchiar ricchezze. In questo caso bisogna pur dire che essi sanno egregiamente far servire i beni materiali alle gioie dello spirito. Certo quegli otto margheritesi sono degni che i loro nomi figurino in testa al 3° volume.
  • Ben detto: e a proposito; questo 3° volume come sarà?
  • Mi pare d'aver già parlato abbastanza: qui, intervista ci cova.
  • Macché! Facevo tanto per dare qualche informazione ai lettori del Mare. E certo, coll'aggiunta del contributo immancabile del Municipio, il volume riuscirà una cosa magnifica.

L'amico fa bocca da ridere; si accarezza il mento; e poi ricomincia:

  • Non fo per dire: ma veramente l'idea primitiva era magnifica; e ora, con simili appoggi, sento di poterla riprendere.
  • E cioè?
  • Ascolti: e poi mi dica se non ho ragione. Si tratta di un volume che comprenderà oltre gli indici generali (senza dei quali a poco servono i due primi volumi), gli usi e i costumi, i monumenti e i documenti, le tradizioni e le leggende, i proverbi e le canzoni popolari, i mutamenti topografici, pittoreschi, economici, insomma tutta quanta la vita passata della nostra città, compresa la storia degli ultimi cinquant'anni, dal 1863 (dove finiscono attualmente gli annali) fino alla dichiarazione della grande guerra. Ma quello che formerà la grande attrattiva del volume sarà una serie di illustrazioni e fotografie che ne faranno un'opera d'arte.
  • Magnifica! Idea veramente magnifica! e tale che, una volta attuata, poche città d'Italia potranno vantarsi di altrettanto. Ma perché non condurre la storia addirittura sino a guerra finita?
  • Ehi Ehi, non son mica così matto! A dir vero, anche per questo i materiali sono raccolti e ordinati e pronti: ma quanto a pubblicarli, sarà bene aspettare due generazioni. La storia è figlia e maestra della verità: e la verità è come il vino, che per poterlo bere bisogna lasciargli depositare tutti i fondacci; e se sapesse quanti fondacci ha il vino della guerra! Fra sessant'anni, se ci sarà un malinconico come me, disposto a perdere il tempo e la fatica in queste bubbole, troverà la storia bell'e fatta e potrà pubblicarla senza correr rischio di essere lapidato.
  • Ora sono soddisfatto; ho ottenuto quanto desideravo. Grazie e arriv…
  • O senta: volevo ancora dirLe…
  • Questa volta però è Lei che vuol parlare.
  • Già; sento anch'io che faccio la figura dell'orbo di Milano, che per farlo cantare ci vogliono due soldi e per farlo finire ce ne vogliono quattro; ma la colpa (o il merito: perché dica la verità, Lei ci gode che l'articolo s'allunghi) è dell'argomento. Volevo dunque pregarLa di far noto, con l'aiuto del Mare, che se qualcuno dei miei buoni e cari concittadini…
  • Scusi: un momento fa non mi pare che fossero po' poi così buoni e cari.
  • Lasci correre! Sfoghi di malumore! Cose che si dicono così per dire ma non si pensano. Se, dicevo, qualcuno dei miei buoni e cari concittadini avesse per la casa, come spesse volte succede, qualche documento storico, o sia stampa o sia antica veduta del paese, o medaglia di reduci dalle guerre, o pubblicazione o anche arnesi di uso pubblico o casalingo ormai andati in disuso, e volesse darmene comunicazione, io ne farò fare la riproduzione in fototipia e l'inserirò nel volume col nome del proprietario. E ora ho finito davvero, Ella pubblichi pure aggiungendo, tagliando, modificando come le pare; ma di una cosa caldamente La prego: e cioè di una parola che esprima tutta la mia riconoscenza, e credo di non esagerare dicendo anche tutta la riconoscenza della nostra città, per quei munifici margheritesi di Buenos-Ayres, ai quali è guida e conforto nell'aspro cammino della vita il ricordo e la gloria della Patria.

Promisi ma non potevo soddisfare meglio al desiderio del mio amico che riportando le sue stesse parole.

© La Gazzetta di Santa