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    Pezzi di storia

I Maragliano e l'inizio dell'industria turistica

Nel 1868 è inaugurata la stazione ferroviaria di Santa Margherita: negli stessi anni si scoprono in tutta Europa le funzioni benefiche del sole e la spiaggia assume sempre più un ambiente di svago.
Il primo a cogliere l'importanza di questi cambiamenti è Niccolò Maragliano, che nel 1871 fa domanda al Comune per realizzare uno stabilimento balneare in località Ghiaia.

bagni I bagni dell'hotel Bellevue
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Niccolò aveva fatto parte del Consiglio comunale e della Guardia Nazionale, era persona piena di iniziativa e con una storia significativa alle spalle.
Fedele mazziniano, quando Giuseppe Mazzini si rifugiò in esilio a Marsiglia e nel 1831 fondò l'associazione della Giovine Italia, lui fece da staffetta di collegamento. Nel 1833 Niccolò, commerciante, faceva la spola tra Firenze e Marsiglia con un calesse trainato da un cavallo, Rogantino, per esportare trecce di paglia ed importare i cappelli fabbricati con quella: nascoste tra i cappelli impilati portava i bollettini della "Giovine Italia" che poi distribuiva lungo il percorso.
Lo stabilimento ebbe successo e fu presto imitato, ma lui aveva pronta un'altra iniziativa.
La moglie Marianna, Sciâ Marianin, stava ottenendo importanti riconoscimenti nell'industria dei pizzi che abbandonò per aprire il primo albergo di Santa Margherita: il Belle Vue, sempre in località Ghiaia, in un edificio di loro proprietà.

annuncio Gazzetta Piemontese
12 giugno 1892

Il loro figlio Giuseppe, erede dell'intraprendenza paterna, nel 1892 firmò un accordo con il principe Giulio Centurione e affittò il palazzo oggi noto come Villa Durazzo per farne un albergo particolarmente signorile, il Grand Hotel.
Afferma Attilio Regolo Scarsella nei suoi Annali che «la Giunta si mise d'accordo col Maragliano affinché nella principesca dimora fossero ospitati, a spese del Municipio» ospiti importanti.
Ospiti di Niccolò, al Grando Hotel e/o al Belle Vue, furono tra gli altri Gabriele D'Annunzio ed Eleonora Duse, il ministro Luigi Luzzatti, il generale tedesco Helmuth Johann Ludwig von Moltke e il principe Guglielmo di Wield, che sarà poi sovrano del principato di Albania da marzo a settembre 1914.
Il 12 maggio 1904 la regina madre Margherita di Savoia vi trascorrerà la vigilia della sua visita a Genova e Torino.
Nel 1910 cesserà il contratto di affitto e l'edificio ritornerà nella disponibilità della famiglia Centurione.

Villa Durazzo Grand Hotel
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Scrive ancora Scarsella sul settimanale Il Mare del 19 ottobre 1935: «[Giuseppe Maragliano] Eletto consigliere comunale in quelle elezioni del 1899 che, instaurando l'amministrazione capeggiata dal cav. Enrico Larco, segnarono per S. Margherita il principio d'una nuova vita, ebbe subito l'ufficio di assessore per la Pubblica Istruzione, e come tale riordinò le scuole elementari e contribuì potentemente alla fondazione della Scuola Commerciale Pratica.
Quando, tre anni dopo, si fecero le nuove elezioni, il programma che fu segnacolo nella battaglia fu impostato dal Maragliano sul modo di risolvere le due più urgenti questioni del momento: la strada di S. Lorenzo e l'acquedotto civico. E la vittoria fu sua.
Lasciato l'assessorato, continuò a far parte del Consiglio, e, tra l'altro, sostenne validamente le ragioni di S. Margherita nella minacciosa pratica del doppio binario [della ferrovia tra Genova e Chiavari, nel 1906].
Allo scoppiar della guerra uscì dalla pubblica amministrazione, né più vi rientrò, pur continuando ad occuparsi con amore della Società Esercenti, e della Lega Navale, due istituzioni delle quali era stato uno dei fondatori, e alle quali era in modo particolare affezionato.»
Nel 1901 aveva costruì, sempre di fronte alla spiaggia di Ghiaia, un imponente edificio liberty: l'albergo Lido.
Ritiratosi a vita privata, morì nell'ottobre del 1935 all'età di 74 anni, lasciando ai figli la conduzione dell'attività alberghiera.

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