Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Mezzari e indiane, il fascino delle tele stampate a Genova
di Agnese Avena

La Casana - 2/2016

foto 1 Mezzaro dell'"Albero vecchio con arciere". Genova, manifattura Speich (?), sec. XIX. Cotone stampato. Particolare.

La collezione privata Basevi Gambarana, composta da mezzari genovesi e palampore indiani di notevole bellezza e interesse, è tornata recentemente alla ribalta grazie alla sensibilità dei proprietari, che hanno acconsentito a dare visibilità alla loro prestigiosa raccolta.

Mezzari e pezzotti genovesi, insieme ai palampore indiani – teli di cotone stampato a mano con matrici lignee – e agli scialli realizzati con la morbida lana proveniente dal Kashmir, hanno goduto di particolare fortuna a Genova fin da tempi antichi.
A tutti è capitato di imbattersi in alcuni di questi splendidi teli variopinti, oggetti rari e preziosi, esposti sotto vetro nelle sale di un museo oppure inseriti in più discreti ambienti all'interno di residenze private appesi a parete, disposti in bella vista a ricoprire tavoli o talvolta riconvertiti in tendaggi, a schermare la luce davanti a grandi finestre. La fragilità e la consunzione dei tessuti, talvolta parzialmente sdruciti e sbiaditi, lasciano dedurre si tratti di oggetti con una lunga storia alle spalle, deteriorati e stressati da un lungo utilizzo, ormai avulsi dalla loro originaria funzione.

foto 2 Scialle Kashmir quadrato. India, sec. XIX. Intero.
foto 3 Particolare del bordo con decori in lane Kashmir.

Non tutti sanno che i teli stampati provenienti dall'Oriente – particolarmente apprezzati per la loro bellezza, la varietà dei decori e la leggerezza che li contraddi- stinguono – hanno iniziato ad essere usati a Genova quale complemen- to dell'abbiglia- mento femminile nel XVIII secolo1.
La moda di indossare il mezzaro o il pezzotto – la cui derivazione dai Palampore2 indiani è evidente – si è sviluppata nel corso del Settecento e soprattutto nell'Ottocento quando – ormai impiantate stabilmente a Cornigliano e a Sampierdarena alcune fabbriche dedite a tali manifatture3 – le signore di censo elevato prima e le donne del popolo in seguito, hanno ambito presentarsi in pubblico avvolte nei variopinti teli stampati dai colori sgargianti, secondo una tendenza di gusto di origine orientale che ha caratterizzato il costume femminile locale.

foto 4 Palampore degli "Alberi di bambù". India,
sec. XIX. Cotone stampato. Intero.
foto 5 Particolare del bordo festonato.

I mezzari, accuratamente ripiegati a metà e trattenuti da spilloni in argento fissati tra i capelli, coprivano parzialmente il volto, ricadevano morbidamente sulle spalle, per scendere infine con un morbido drappeggio ad avvolgere la figura, occultandola.
Elementi qualificanti queste tele stampate sono pertanto i decori che ne ornano il campo centrale, unitamente alle bordure che li riquadrano.
La collezione Basevi Gambarana

foto 6 Palampore. India, sec. XIX.
Cotone stampato. Intero.

La raccolta Basevi Gambarana, comprendendo 14 esemplari, tre dei quali originali indiani, permette di riscoprire le tipologie decorative che hanno contraddistinto le diverse fabbriche attive sul nostro territorio nei secoli XVIII e XIX e di indagare sulla passione collezionistica per questi manufatti.
Dobbiamo all'ingegnere Alessandro Basevi (Venezia 1877 – Genova 1959)4 ed a sua moglie, Clementina Gambarana, il merito di aver incrementato ed arricchito la splendida raccolta di oggetti di alta qualità artistica, già patrimonio di famiglia – comprensiva di dipinti, sculture, argenti e tessili – con nuove acquisizioni.
Per costituire la sua collezione di teli stampati, Basevi ha cercato e scambiato manufatti, acquistando pezzi rari, animato da passione, conoscenza storica e desiderio di conservazione. Questo modo di operare giustifica la presenza, tra i pezzi in esame, di un interessante scialle5 quadrato in cotone bianco, riquadrato da una splendida bordura in lane Kashmir, concluso su due lati da frangia multicolore "arlecchinata". Il pezzo è stato certamente inserito nella collezione quale premessa al repertorio decorativo – ripensato su modelli indiani e persiani – che qualifica le bordure di alcuni mezzari genovesi (palmette, mirah, boteh e fiori stilizzati disposti tra motivi a nicchia e a voluta realizzati con un'accesa cromia).

foto 7 Particolare con inserto animalistico
(cervi-capra e tigre bianca del Bengala).

Analoga motivazione è senza dubbio alla base dell'acquisizione di due Palampore indiani di notevole valore, ascrivibili alla seconda metà del sec. XIX. Il primo, il Palampore degli alberi di bambù (cm 322 x 146), già in Collezione Bertollo Cappellini ed in seguito considerato disperso6, è caratterizzato da un fitto decoro del campo centrale dove si stagliano due "Alberi cosmici" o "Alberi della Vita" disposti specularmene sul telo, centrato da un rosone. I tronchi sinuosi delle due piante, da cui si dipartono rami a girale, originano da rocce a scaglie sulle quali s'inseriscono fiori reali ed immaginari, non tutti raffigurati nelle giuste proporzioni. L'alto bordo che incornicia il manufatto, propone invece ghirlande trattenute da fiocchetti racchiudenti piccole composizioni floreali nelle anse.

foto 8 Mezzaro a fiori. Genova, Manifattura Luigi Testori, sec. XIX. Cotone stampato.
foto 9 Particolari del decoro e del bordo con
il marchio di fabbrica.

Decori analoghi a quelli qui descritti caratterizzano alcuni mezzari della collezione Basevi Gamberana. Risulta subito evidente la derivazione da questo modello, ad esempio, per il Mezzaro dell'Albero vecchio con bordo a ghirlande festonate. Il pezzo è stato probabilmente realizzato presso la Manifattura Speich, alla quale è stata attribuita l'invenzione del disegno di questa bordura, evidentemente ripresa dal palampore menzionato.
Altamente significativo è anche il Mezzaro dell'Albero Vecchio con arciere, variante iconografica del precedente, il cui disegno, forse introdotto da Michele Speich, è così definito per l'inserzione della figura umana accovacciata a sinistra dell'albero. Altrettanto rari e preziosi sono il "Mezzaro delle scimmiette" e "Mezzaro delle Latanie". Tali denominazioni sono allusive agli elementi decorativi qualificanti due teli della Collezione in cui il disegno dell'Albero della Vita, con radici che affondano in una roccia popolata da coppie di animali entro riserve, è arricchito da ulteriori inserti animalistici (le scimmiette inserite tra i rami) o vegetali (le latanie, piante tropicali dalle larghe foglie)7.

foto 10 Pezzotto con decoro Jardiniere. Genova, sec. XIX. Cotone stampato. Particolare.

Il secondo palampore (cm 344 x 255) presenta invece un decoro tripartito disposto verticalmente, dove nicchie accostate disposte su due registri racchiudono alberelli fioriti (l'Albero della Vita). La decorazione è qui arricchita dall'inserimento animalistico: falchi affrontati, cervicapra e tigre bianca del Bengala, elementi tratti dal repertorio figurativo indiano e persiano, sono ripetuti ad evidenziarne il significato simbolico. Il telo riecheggia, nella composizione dei due registri inferiore e superiore, la struttura compositiva dei Saf, i tappeti da preghiera multipla, mentre il riquadro centrale, campito con piccoli fiori, rimanda ai decori di un mezzaro ramagiato della Collezione, realizzato da Luigi Testori a metà Ottocento8. Tra i primi decori impressi sui mezzari genovesi, i sinuosi ramages che investono il campo centrale – qui proposti su fondo puntinato (picotage), effetto decorativo ottenuto con particolari stampi muniti di chiodini – sono il motivo qualificante anche dei più semplici pezzotti, variante estiva del mezzaro, nella collezione in esame presenti con tre interessanti esemplari.
Analizzando i pezzi della raccolta si evince dunque il chiaro intento collezionistico di chi, nel corso degli anni, ha cercato ed acquisito con attenzione, dedizione e con un criterio ragionato oggetti che, pur singolarmente apprezzabili, costituiscono nel loro insieme una "storia" narrata che accomuna manufatti non soltanto pregevoli ma sequenziali l'uno all'altro nel narrarcela.


1 Mezzaro: il termine - usato a Genova probabilmente con il significato di "copertura" (compare in inventari del XIII secolo) - deriva dall'arabo mi'zar (velo). Pezzotto: il termine, dialettale ("pezza di tessuto") nel sec. XVIII indica un telo di cotone stampato più leggero del mezzaro ma con uguale funzione, da usarsi nella stagione estiva (cm 120 x 250 ca).
2 Palampore: termine derivante dall'hindi e persiano palangpush (coperta da letto). Caratteristica di questo telo in cotone stampato è il decoro raffigurante l'albero della vita affiancato da due uccelli che si fronteggiano ("uccelli guardiani"), decoro apprezzato dai committenti occidentali nei secoli XVII e XVIII per l'alto valore decorativo. I manufatti della collezione in esame, ottocenteschi, sono teli di cotone stampati a mano con matrici lignee. Utilizzati con funzione analoga ai tappeti da preghiera o disposti verticalmente, fissati a parete o a supporti mobili.
3 Tra i più noti produttori di tele stampate attivi nei secoli XVIII e XIX a Sampierdarena e a Cornigliano (un tempo località autonome, oggi delegazioni nel Ponente genovese) sono: Paolo David con fabbrica a Sampierdarena, documentata dal 1760 al 1785, quando subentra il figlio Giovanni; fabbrica ancora attiva nel 1810. Giovanni Speich (svizzero) con fabbrica a Cornigliano dal 1787; l'attività prosegue con figli e nipoti fino a metà Ottocento. Luigi Testori (nato a Tortona nel 1802) a Sampierdarena nella seconda metà del sec. XIX; l'attività termina nel 1866.
4 Alessando Basevi (Venezia 1877 - Genova 1959). Ingegnere. Progettista e realizzatore di impianti industriali. Fondatore della OMS Officine Meccaniche di Savona Servettaz & Basevi.
5 Lo scialle, ascrivibile a manifattura indiana del sec. XIX (1860 circa), reca la firma dell'autore, con tecnica a ricamo.
6 Il Palampore (cm 322 x 146) è citato, ma non riscontrato, in Bellezza Rosina M. e Castaldi Gallo M., 1993, p. 20. Si tratta di un prodotto realizzato per l'esportazione in Occidente, simile a manufatti analoghi realizzati per l'Esposizione di Parigi del 1855.
7 Sono state riscontrate 15 varianti del mezzaro con disegno dell'Albero vecchio: Albero vecchio con arciere, delle scimmiette, delle scimmie rosse, dell'albero di castagno, delle rose o dell'albero dei funghi, del tamarindo, del macaco, del minareto, della caccia, delle vacchette, dell'elefante bianco, del cane, della nave, delle litanie.
8 Il mezzaro presenta il timbro di fabbrica "F.a. LUIGI TESTORI SAMPIERDARENA PREMIATO NEL 1846" con riferimento al riconoscimento ottenuto in quell'anno a Genova all'Esposizione dei Prodotti e delle Manifatture Nazionali.

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