Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Un trittico fiammingo
nella Chiesa di S. Lorenzo della Costa
di Arturo Ferretto

Il Mare – 18 marzo 1911

La visita, che S.M. la Regina dei Belgi fece alla chiesa di San Lorenzo della Costa, ci induce a parlare di un'opera df'arte, uscita da un genio belga, o per meglio trittico dire fiammingo.
L'Augusta Sovrana col pensiero nostalgico delle belle città, che ingemmano la sua corona, ha visto un lembo paradisiaco delle sue terre, trapiantato in una chiesa nostra, che sorge maestosa a cavaliere d'un colle lussureggiante, da cui lo sguardo s'inebria in uno sconfinato bacio ed abbraccio di mare e di cielo.
All'altare di Sant'Andrea, esistente nella detta chiesa di San Lorenzo, sta un trittico, che rappresenta il martirio di Sant'Andrea, le nozze di Cana, e la risurrezione di Lazzaro.
L'encomia il P. Spotorno e lo dice degno di essere considerato, altri il vorrebbe il miglior quadro del mondo (!).
Si sa di certo che fu ordinato nel 1499 da Andrea Costa.
Il Comm. Santo Varni così ne parla nel Giornale Ligustico d'Archeologia del 1879:
«I quadri di stile fiammingo, onde si adornano tuttora alcune chiese della nostra riviera, riescono mirabili per vivacità, bellezza e diligenza. Di che ci è testimone un trittico che vedesi locato in S. Lorenzo della Costa tra Ruta e Rapallo… Commise l'opera Andrea Costa in Bruges, l'anno 1499, come leggesi a tergo della tavola e due figure che ginocchione si atteggiano al martire sono i ritratti di lui e di sua moglie Agnese Adorno. La gentil pitturina fece ai nostri tempi copiare il signor Edmondo de la Costa discendente da quella famiglia trapiantata nel Belgio. Ma quanto all'indagare il dipintore del trittico l'Alizieri s'attiene a coloro che il vogliono di Giovanni Hemmelinch, il cui nome rimane vivo nella tradizione di detta famiglia.»

Andrea Costa, figlio della poetica pendice di San Lorenzo, sposò la vedova Agnese Adorno, figlia di Arnaldo, signore di Ronsele e Vive, e l'Adorno era figlio di Anselmo, borgomastro di Bruges, consigliere di Giacomo II, Re di Scozia, che viaggiò nella Siria e nell'Africa. La famiglia Adorno erasi trapiantata in Fiandra, e a Gand, nel 1307, moriva Obizzo Adorno. E gli Adorno genovesi a metà del secolo XV fondarono in Bruges la chiesa di Gerusalemme.
Il 7 maggio 1500 la Curia Arcivescovile di Genova concedette il giuspatronato dell'altare di Sant'Andrea esretto nella chiesa di San Lorenzo al predetto Andrea Costa del fu Gabriele e ad altri della sua famiglia, i quali aveano pure ingrandito la chiesa, avendone ottenuta licenza dal parroco Reverendo Federico Verdura.

Il trittico antico avea fatto gola a un discendente del Costa, a Francesco Costa, il quale si mise d'accordo col parroco Rev. Gio. Battista Rizzo, in occasione chiesa dell'ingrandimento della chiesa. Per meglio indorare la pillola, al posto sdella vecchia opera d'arte, dovea sorgere una nuova ancona, per benedire la quale il parroco di San Lorenzo si premunì, il 20 ottobre 1654, di una licenza irrisoria della Curia Arcivescovile di Genova.
Il 25 ottobre del 1654 un anonimo rapallese, che si firma semplicemente scemo denunciava a S.E. il Card. Stefano Durazzo, Arcivescovo di Genova «l'alienazione di una bellissima ancona di pittore fiammingo che si conserva nella chiesa di S. Lorenzo in una antica capella della casa Costa per opera di Francesco Costa e due suoi figli, che si conservava tra questo popolo come preziosa gioia». L'anonimo… scemo, che dà prova di furberia, faceva pure il nome di un certo Angelo Maria Schiattino, un sammargheritese purosangue, il quale avea tenuto il sacco.
Il Cardinale Arcivescovo denunciò il furto al Senato, e il Doge ed i Senatori chiesero informazioni all'illustre Nicolò Zoagli, capitano di Rapallo.
Questi, con lettera del 31 ottobre 1654, rispondeva al Senato che «a due ore di notte fu portata via l'ancona da San Lorenzo, il che ha caosato commozione nel popolo di detta villa massime per essere detta ancona in tavola di antico ed eccellente pittore sempre stata da tutti tenuta in grandissima stima e valore posta circa 200 anni.» Aggiungeva di aver fatto cercare due figli di Francesco Costa, e che l'ancona fu portata via da Gio. Battista Viale, che va in abito da prete, fratello del Not. Giuseppe Viale, cancelliere di Sanità, e trasferita a Santa Margherita in casa di Angelo Maria Schiattino. Una buona parte di colpa l'aveva il parroco, il quale avea rappresentato alla Curia che il quadro era vecchio.

Pochi giorni prima dell'articolo l'Imperial Palace Hotel aveva ospitato Alberto I (Albert Léopold Clément Marie Meinrad), re dei Belgi, la moglie Elisabetta (Elisabetta di Wittelsbach duchessa di Baviera) e la figlia di 5 anni Marie José Carlotta Sofia Amelia Enrichetta Gabriella di Sassonia Coburgo-Gotha, che sarebbe diventata moglie di Umberto II e ultima regina d'Italia.

Il Capitano di Rapallo istruì il processo, ed il 3 dicembre dava contezza al Senato che il quadro era stato messo a posto.

La commozione, suscitata nel popolo di San Lorenzo per il trafugamento del suo quadro è degna di encomio, perché rivela il gusto artistico di quella popolazione montana, per l'eccellente pittura, che teneva in grandissima stima, e che uno scemo del nostro golfo… dei nesci chiamava bellissima e che si conservava come preziosa gioia.
La gioia preziosa, l'eccellente e bellissima pittura non sarà sfuggita all'ammirazione dell'Augusta Regina dei Belgi in mezzo ai pensieri nostalgici delle belle città, che ingemmano la sua corona.

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