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    Pezzi di storia

I "posti di guardia" da Portofino a Zoagli nel 1691
di Arturo Ferretto

Il Mare – 1 novembre 1924

I posti di guardia come non mutarono nel secolo XV per le guardie di sanità, in occasione di peste, e nel secolo XVI per le guardie contro i turchi, si può dire che, messi a confronto, corrispondono a quelli che con decreto dell'8 dicembre 1803 furono istituiti col nome di «casette per le guardie di sanità», mappa segno evidente che c'è sempre un continuo anello, forgiato per la catena, che unisce l'una all'altra epoca storica.
Il 2 maggio del 1624 Agostino Chiavari, colonnello della milizia scelta di Rapallo, avvertiva i Serenissimi di Genova, che, cominciando dai Cavi di Lavagna sino a Portofino, vi sono sedici posti di guardia per i turchi.
Una relazione manoscritta, compilata nel 1691 da Gian Francesco Tavarone, che ha per titolo Le due Riviere, ci dà una particolare descrizione di tutto il litorale ligustico da Portofino sino a Chiavari, litorale diviso in due commissariati ed in tanti posti di guardia, per vegliare sui tratti della marina, in occasione della peste che mieteva vittime nella provincia di Bari.
In base a questa relazione, posta a confronto colla carta geografica del golfo, stampata nel 1688 dal dottor Agostino Molfino, si può ottenere un Portolano generale e interessante.
La relazione è del seguente tenore:
«Portofino. – Il commissariato di Portofino principia a ponente da San Fruttuoso a mezzanotte e s'estende a levante fino a S. Michele. Il tratto delle marine, che in sé contiene e guarda, calcolasi miglia sei circa, e ha gli infrascritti luoghi, Portofino, Paraggi e Santa Margherita. Il suddetto tratto di mare, che è parte di spiaggia con cale frammezzate da scogli e monti, viene guardato dai seguenti nove posti:

  1. Di San Fruttuoso, risiede in una capanna, è assistito da quattro sentinelle di notte e due di giorno; concorrono ad armarlo le seguenti ville, le quali con la villa di S. Michele formano il quartiere detto dell'Olivastro, e mandano il numero delle persone per detta assistenza e caporali, che le comandano come in appresso: S. Massimo, S. Martino, S. Lorenzo della Costa, caporali tre, uomini 216. Detti uomini, prima di ritornare di guardia, hanno di vacanza giorni 36;
  2. Di Portofino, risiede nello scalo di detto luogo con sua casetta, viene assistito nel tempo d'inverno da quattro sentinelle e da tre d'estate, e da due di giorno. Concorre ad armarlo il seguente luogo e sue ville, che mandano il numero delle persone e caporali, che le comandano come in appresso: Portofino e sue ville, caporali due, uomini duecento. Detti uomini, prima di ritornare di guardia vacano giorni 40 circa.;
  3. Di Paraggi;
  4. Dello Scalo dei Rev. Monaci della Cervara;
  5. Di Capo d'Assa;
  6. Della Spiaggia di Arze;
  7. Della Torretta;
  8. Del Molo di Santa Margherita. Detti sei posti risiedono, cioè il quarto ed il quinto in cabanne fatte nelle correnti contingenze a quest'effetto, e gl'altri nelle loro rispettivamente casette; viene ognuno di essi assistito da tre sentinelle di notte, e due di giorno, toltone di giorno il quinto per essere bastantemente guardato da gl'altri, e vengono indifferentemente armati dalle seguenti parrocchie del luogo di S. Margherita, che formano il quartiere di Pescino, col numero delle persone e caporali, che le comandano come in appresso: Santa Margherita, San Giacomo, San Siro, Santa Maria di Nozarego, caporali 4 e uomini 640. Detti uomini, prima di ritornare di guardia, hanno vacanza giorni 27;
  9. Degl'Elici, situato tra il detto posto di S. Margherita e quello di S. Michele, primo della giurisdizione del commissariato di Rapallo, risiede in una capanna fatta nelle correnti contingenze, e assistito da tre sentinelle di notte; solamente viene armato dalla seguente cappella della villa di S. Michele, che manda il numero delle persone e caporali, che la comandano come in appresso: cappella seconda di S. Michele, un caporale, uomini 108. Detti uomini, prima di ritornare di guardia, vacano giorni 36. Per guardare questo tratto di mare sono sufficienti detti posti anche in caso di maggior urgenza, e soprabondare però in caotele si potrebbero anche provvedere due posti, cioè uno detto della spiaggia di Nasca e l'altro della Torre di Paraggi, ed il secondo dalla quantità di scogli che lo circondano, se si dasse una notte più del solito oscura e di calma, sarebbe facile lo sbarco».

«Rapallo. – Il commissariato di Rapallo principia a ponente della Torre di S. Michele inclusivamente, e si estende a levante, fino al torrente della Piscia, termine di questo commissariato e giurisdizione con quello di Chiavari. Il tratto delle marine, che ne contiene e guarda, calcolasi miglia cinque ed ha l'infrascritti luoghi San Michele, Rapallo e Zoagli. Detto tratto di mare viene difeso dagli otto seguenti posti, che tutti guardano qualche spiaggetta e cala da sbarco:

  1. Della Torre di San Michele, risiede in Torre, della quale prende la denominazione, è assistita da tre sentinelle di notte, ed una di giorno dagli uomini delle seguenti cappelle del quartiere dell'Olivastro, che vi concorrono con li caporali, che li comandano nel numero come in appresso: cappella prima di S. Michele, cappella dei Santi Gervasio e Protasio, un caporale e uomini 80. Detti uomini prima di ritornare di guardia hanno di vacanza giorni 20 circa;
  2. Dal Molo di Langano, risiede in casetta di materia, viene assistito da tre sentinelle di notte, e di giorno, vi concorrono le seguenti cappelle di detto quartiere d'Olivastro col numero delle persone e caporali, che le comandano, come in appresso: cappella di S. Andrea di Foggia, cappella di S. Martino di Noceto, caporali due, uomini 83. Detti uomini prima di ritornare di guardia, hanno di vacanza 25 giorni circa;
  3. Di Rapallo, che guarda la spiaggia delle Saline, risiede sopra il molo di detto luogo in stanza a pigione, viene assistito da quattro sentinelle di notte, due delle quali di Rapallo e l'altre due delle cappelle dell'Amandolesi, e di giorno da due di Rapallo, mandano ad armarlo le seguenti luogo e cappelle, il numero delle persone e caporali, che le comandano come in appresso: Rapallo caporali 10, uomini 270; cappella prima di San Pietro di Novella, caporali 3, uomini 60; cappella seconda di S. Pietro, caporali 3, uomini 70; cappella di S. Quilico, caporali 2, uomini 32; cappella prima S. Maria del Campo, caporali 3, uomini 60; cappella seconda di detta, caporali 3, uomini 90; cappelle prima e seconda di Cerisola, caporali 4, uomini 100; caporali 4, uomini 60. Dette sentinelle prima di ritornare di fazione, hanno di vacanza, cioè quelle di Rapallo, 3 mesi, e quelle delle cappelle mesi 8, restando a questi tanta vacanza, per essere sottoposti all'occorrenza a guardare otto posti fra terra;
  4. Della Stella;
  5. Della Torre di Giov. di Vigo. Detti due posti risiedono, cioè il primo d'essi da due sentinelle di giorno solamente, e l'altro da quattro di notte e due di giorno, mandano ad assisterli le seguenti due cappelle del quartiere di Borzoli, che vi concorrono, col numero delle persone, caporali, che le comandano come in appresso: cappella di Monte, caporali 3, uomini 48; cappella di Borzoli, caporali 8, uomini 142. Detti uomini prima di ritornare di guardia vacano giorni 24 circa;
  6. Dal Pozzetto;
  7. Da Bardi. Detti due posti risiedono in capanne di paglia, vengono ognuno di essi assistiti da tre sentinelle di notte, e una di giorno, manda ad armarli la seguente cappella il numero delle persone e caporali, che le comandano, come in appresso: cappella di Sant'Ambrogio, caporali 8, uomini 132. Detti uomini prima di ritornare di guardia vacano giorni 20 circa;
  8. Di Zoagli, risiede nella torre di detto luogo, viene assistito da cinque sentinelle di notte e due di giorno, degli uomini delle seguenti cappelle, che ne mandano il numero e caporali, che le comandano come in appresso: Zoagli e Semorile, caporali 40, uomini 200. Detti uomini, prima di ritornare di guardia, vacano giorni 35 circa. Notisi che intanto il quartiere dell'Amandolesi concorre ad armare il posto di Rapallo, il quale come si è detto guarda la spiaggia delle Saline, perché prima in questa spiaggia vi era una torre, della quale ora vi sono le sole vestigie, per essere stata diroccata da una innondazione d'acqua seguita il giorno 11 novembre 1626, in cui gli uomini di detto quartiere facevano la sentinella per la sanità medesima restando di presente detta spiaggia guardata dal sudetto posto di Rapallo, per essere difficile allo sbarco e per il poco fondo, e tratto secco che ha. Dandosi il caso di maggior urgenza si potrebbe armare un altro posto situato mezzo miglio lontano da Zoagli nelli scogli della villa che prima si diceva di Figaro ed ora di Queiroloe dovrebbe concorrere ad armarlo la cappella di S. Pietro di Rovereto del quartiere di Borzoli, con 80 uomini e 4 caporali».

Il Tavarone chiude la sua relazione, che trovasi al R. Archivio di Stato, aggiungendo che oltre quattordici sopraintendenti visitano i posti di Portofino, venti quelli di S. Margherita e sedici quelli di Rapallo.

Emanuele Celesia nella sua monografia «Porti, Vie e Strate», così parla del nostro golfo:
«Il ridentissimo golfo Tigullio, detto or di Rapallo, fioriva anch'esso per molte stazioni; sussistono tuttavia quelle di Portofino (Delphini portus) sebben ristretto in angustissima cerchia, e di Paragi, che con ligure appellazione un dì nomavasi Niasca. I vaghi e sicuri bacini di Prello, Trivello, Pomà e Langano son oggi quasi interrati. Del tutto scomparso è il vasto ridotto, che dalle foci del Bogo o Boate girava e sfondavasi in Val di Cristo, stanza di un vetusto cenobio, nelle cui vecchie mura scorgonsi pendere a ganci grossi anelli di ferro, atti già a securare i navili della furia delle onde. La faccia del luogo e il covar che vi fanno l'acque paludose e morte, le quali forse diedero il nome a Rapallo (rea palus) confermano il nostro assunto».
Il Celesia confonde Paraggi e Niasca, due spiagge distinte. I bacini di Prelo, Trivelo e Pomà sono interrati ed hanno il ritorno in una cantilena popolare, che suona:

Traélo, Praélo, Pomà
Traé citaé in mezo aô mà.

Il porto di Langano rimaneva alla foce del torrente Bogo, di cui fu deviato il corso nel 1826, per dar luogo all'attuale strada carrozzabile, ed il torrente era navigabile sino all'antico ponte ad un sol arco, e non sino al monastero delle Cistercensi di Val di Cristo, fondato nel 1204, a meno che non si parli di tempi preistorici.

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