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    Pezzi di storia

Santa: scompare un altro angolo prezioso

foto 2010 Anno 2010

Un edificio che molti conoscono come la vecchia sede dell'AVIS, in via Gorizia: un complesso nato nel 1900 per iniziativa dell'allora Associazione fra gli Esercenti, Industriali, Commercianti e Professionisti.
Dopo anni di "maturazione" (la Gazzetta aveva pubblicato l'articolo "Un paese di minatori" il 26 agosto 2010), ora siamo di fronte al "fatto compiuto": ancora una volta viene sacrificata la grazia della Santa del novecento.
L'edificio presentava in facciata dei bellissimi affreschi liberty opera di un pittore, Giovanni Grifo, molto apprezzato: lo stesso che ha impreziosito con i suoi splendidi affreschi anche la cupola del "Piccolo Chiostro della Musica" di Rapallo, inaugurato il 3 novembre 1929.
Non solo, suo è "Le quattro stagioni di Rapallo cosmopolita" sulla facciata dell'Hotel Savoia; suoi sono numerosi affreschi della sala d'aspetto della stazione Brignole a Genova.

foto attuale Lavori in corso

Evidentemente l'edificio AVIS non era classificato tra i beni architettonici posti sotto la tutela della Soprintendenza: contribuiva però significativamente a fare di Santa "la perla del Tigullio" e per questo avrebbe meritato un'attenzione particolare.
Pubblichiamo di seguito l'articolo che il settimanale "Il Mare" pubblicava il 18 maggio 1935 in occasione della morte di Giovanni Grifo.


E' spirato sabato [11 maggio 1935], in Genova, il pittore prof. Giovanni Grifo.
La triste notizia ha destato vivo dolore non soltanto nel mondo degli artisti, poiché egli contava numerosissime amicizie e larghe simpatie per la bontà, il signorile riserbo, la bravura di pittore, la fine sensibilità di artista. Generoso, schietto, simpaticissimo esemplare di bohemien aristocratico, riservato, elegante, era Giovanni Grifo e la sua bella figura di moschettiere era assai nota e altrettanto cara a Genova e Riviera e dovunque il degno artista aveva profuso le particolare 1 brillanti prove del suo ingegno, della sua mano felicissima e di rara prontezza, la sua cultura.
Moltissime restano di lui le opere di soggetto sacro e profano: ritratti, tele, tempere, disegni. Ma le qualità dell'arte sua rifulsero di maggior luce nell'affresco, che egli trattò con ricchezza di mezzi, culturali e pittorici, non comuni, affermandosi per bellezza d'ampie e perfette composizioni, per varietà stilistica adeguata al soggetto, per abile e fervida rievocazione di uomini e di eventi, per mirabile armonia, equilibrio e potenza di colore.

Giovanni Grifo lavorò a Genova nell'ambito della scenografia: il suo primo lavoro, a 17 anni, fu il sipario del Teatro di Chiavari (Dante che passa l'Entella), cui seguirono quelli per i teatri di Albenga, di Alessandria e di Gibilterra.
Nel 1892 eseguì le lunette dell'entrata dell'Esposizione Colombiana per le quali fu premiato con la medaglia d'oro.
Nel 1888 fu uno dei fondatori del giornale umoristico Sigaretta dove si sbizzarrì in disegni caricaturali. Fondò anche il Successo e approdò infine al quotidiano Epoca, battagliero e spregiudicato.

Non è possibile di un'opera tanto varia e disseminata in tanti templi, di Liguria e d'oltre, istituti, palazzi pubblici e di privati, citar nomi ed esempi. Ricorderemo, così come ci vengono alla memoria, i suoi superbi pannelli, rievocazione della storia di Genova, eseguiti per incarico del Comune e da questo inviati all'Esposizione di Roma nel 1911 e che sono conservati nelle sale dell'ex Università Popolare, ora sede dell'Istituto Fascista di Cultura, in Via Dante; quelli eseguiti nella Chiesa di San Saturnino a Moneglia; il chiosco musicale, il Kusaal, il Palazzo Comunale, l'Hotel Savoia, di Rapallo. Un particolare ricordo meritano – fra i tanti – gli affreschi suoi nella Chiesa parrocchiale di Isoverde, dipinti come quelli di Castiglione Chiavarese da lui giovanissimo e che, a distanza di particolare 2 quasi cinquant'anni, sono ammirevoli per grazia e intatta freschezza.
Lavorò fino all'ultimo giorno, Giovanni Grifo. Fra le sue più recenti opere vanno segnalate il pannello storico all'Istituto Ingegneri, «Marcantonio Colonna ricevuto dal Pontefice dopo la vittoria di Lepanto»; i restauri degli affreschi di Nicolò Barabino nel Palazzo Celesia della Italo-Americana, in Genova, Via Assarotti; una Madonna, commessagli dal Comune di Genova, da collocarsi alla restaurata Porta Soprana. Erano poi in corso la preparazione dei restauri agli affreschi dell'Albergo dei Poveri, agli affreschi del Barabino nel Santuario di Montallegro a Rapallo. Appunto a Montallegro il Grifo, benché non in perfetto stato di salute, si era recato domenica scorsa per gli opportuni preliminari.
Giovanni Grifo era nato il 2 gennaio 1870 ad Alba [in provincia di Cuneo], ma venuto giovanissimo a Genova, si considerò genovese autentico, partecipando alle vicende cittadine, esaltandone e illustrandone la bellezza, le glorie, il lavoro.
Rapallo, che lo considerò suo cittadino elettivo, eleva alla memoria dell'uomo, dell'artista, il suo pensiero grato e perenne.

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