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    Pezzi di storia

Malito Costa, nuotatore

1919 Malito Costa alla Traversata di Parigi del 1919

Il 25 agosto 1919 il quotidiano La Stampa di Torino dà conto della traversata a nuoto di Parigi che ha avuto luogo il giorno precedente: "La triplice clamorosa vittoria italiana nella traversata a nuoto di Parigi".

«Oggi ebbe luogo la traversata a nuoto di Parigi, alla quale parteciparono 23 nuotatori e 7 nuotatrici. Il percorso era il seguente: Ponte d'Austerlitz, … Ponte Mirabeau, arrivo km 12 circa.
… Alla traversata hanno preso parte 4 nuotatori italiani: Bacigalupo, Costa, Toscani e Sachner. La gara è riuscita una splendida affermazione per la nostra valorosa équipe che occupò all'arrivo il 1°, il 2°, il 3° ed il 9° posto. Un pubblico enorme assisteva dalle rive a questa classica gara internazionale. La triplice vittoria italiana fu molto commentata e per molti francesi, che non conoscevano il valore dei nostri nuotatori, fu una sorpresa.
La colonia italiana che lungo il percorso aveva sempre applaudito ed incoraggiato i connazionali, numerosissima all'arrivo, improvvisò ai vincitori una calorosa dimostrazione.
Ecco l'ordine di arrivo: 1° Costa Malito (italiano [Santa Margherita]), in ore 2,13'57"; 2° Bacigalupo Luigi (italiano [Rapallo]), in 2,47'46"; 3° Sachner Antonio (italiano [Sampierdarena]), in 2,50'15"; …; 9° Toscani (italiano).»

Un risultato che non poteva certamente sfuggire al settimanale locale "Il Mare", che il 30 agosto scriveva:

«Alla grande gara di domenica scorsa, che ogni anno l'Auto organizza, non potevano certo mancare i nostri baldi e forti nuotatori. Il percorso, 12 km circa, ben s'addiceva a campioni quali Bacigalupo, Costa, Sachner: che compatti vi parteciparono vincendo brillantemente.
Numerosi, ed i migliori, furono i competitori esteri contrapposti ai nostri, ma nulla valse; gli italiani si sono imposti riaffermando di essere imbattibili. Bacigalupo ebbe ancora modo di esplicare le sue meravigliose qualità che già ne avevano fatto l'emulo e rivale di Ross, e le esplicò in modo sorprendente.
Costa, per noi semplicemente Malito, ha però voluto superare ogni aspettativa assegnandosi questo contrastato ed ambito primato. Egli ha meravigliato tutti per la magnifica sua fama e l'eccezionale sua qualità di resistenza.
Anche Sachner, vincendo nettamente sugli altri, si dimostrò all'altezza del suo compito, come pure Toscani non lasciò insoddisfatta la folla parigina accorsa a prodigare ai nostri vincitori applausi meritati.
E noi ci sentiamo in dovere di congratularci con questi nostri italiani campioni; e col concittadino Bacigalupo che così tenacemente combatté in questa gara unitamente al vincitore, al buon Malito della vicina S. Margherita Ligure, che volle dimostrare di non essere meno di quei pregi che lo hanno additato quale nuotatore di rare doti.
Ed auguriamo loro nuovi trionfi e nuove battaglie su quelle acque, su quel mare, che già ne conobbero il loro valore e la loro temibile combattività.»


La traversata di Parigi si era svolta per la prima volta dopo la guerra un mese prima, il 21 luglio, e Malito Costa si era piazzato quarto alle spalle di Norman Ross (americano, vincitore di tre medaglie d'oro alle Olimpiadi del 1920), Luigi Bacigalupo e Morris (australiano).

L'attività sportiva di Malito era iniziata nel 1914, quando vinse tre gare consecutive a Santa Margherita, Portofino e Sori: arrivò secondo a Camogli, alla traversata di Torino e a quella di Voltri, dopo il campione Davide Baiardo di Voltri. Al Campionato Italiano del miglio (1852 metri) giunse primo, battendo campioni già affermati tra i quali lo stesso Baiardo: al suo rientro a Santa Margherita

«tutta la cittadinanza era alla stazione ad attenderlo, col Cav. Uff. Domizio Lastreto e la Banda cittadina che al suo apparire intonò la marcia Reale. L'amico G.B. Dapelo, con elevate ed acconce parole, porse il saluto della gioventù Sammargheritese dopo di che si formava il corteo colla musica in testa che percorse le vie principali della Città, mentre il baldo campione veniva trasportato in trionfo tra le acclamazioni della folla. Tra le Società intervenute notammo, Foot-ball Club, Ardita e Sport Club, la Canottieri Argus, la Lega Navale e la Tigullio. Venne quindi offerto un vermuth d'onore al simpatico Malito durante il quale il Sindaco Cav. Uff. Lastreto ne disse l'elogio, incitando lui a perseverare e la gioventù ad imitarlo.» (così Il Mare del 26 settembre 1914).


Nel 1920 vince la traversata del Golfo Tigullio organizzata dalla Stella Sportiva di Zoagli, con partenza da Santa Margherita: percorre i circa 5 chilometri in 1h,14',30".
Il successo del 1914 si ripete e La Stampa del 18 luglio 1921 scrive:

«Sachner, Costa e Bacigalupo trionfano nella Traversata di Parigi – I tritoni italiani hanno dominato completamente nella Traversata di Parigi i nuotatori di tutte le nazioni… I giornali sportivi francesi segnalavano che i tre italiani – Costa, Sachner e Bacigalupo – erano semplicemente formidabili e che i concorrenti tutti avrebbero avuto non poco da fare per non lasciarsi rapire la preziosa challenge che doveva spettare alla squadra nazionale i cui tre primi classificati avessero realizzata la minore somma di punti. I nostri rappresentanti hanno vinto da signori, staccando tutti. Evviva l'Italia!
La traversata si è effettuata sul tratto dal ponte Nazionale al ponte Alessandro, lungo circa 7 km. Una folla immensa assiepava le banchine, i parapetti ed i ponti, attratta oltre che dall'interesse sempre emozionante della gara, anche dallo spettacolo insolito che presentava il fiume poiché una vera flottiglia di yachts, di vedette, di canotti seguiva i concorrenti. La nota gentile non è mancata. In due yachts imbandierati avevano preso posto convitate da un grande giornale parigino, le regine di Parigi e le regine delle provincie francesi, alle quali si era aggiunta Agnese Souret, che è risultata la più bella donna di Francia nel concorso Journal.
La partenza venne data alle 15.30 del pomeriggio da Moebs, il creatore della prova. Il tempo era soffocante. La Senna, data la persistente siccità, aveva un livello bassissimo, come rare volte è stato dato di vedere. I nuotatori, dopo essersi spalmati il collo, le braccia e le gambe di un grasso colore d'oro, al segnale dello starter si sono tuffati nella Senna ed hanno raggiunto ognuno il battello recante il rispettivo numero che doveva scortarlo durante la traversata. Non mancava nessuno dei 34 concorrenti iscritti, nemmeno le quattro gentili sirene, la signora Gourand Morris, le due Gardelle e la sig.na Weygand.
Fin dal principio la superiorità dei nuotatori italiani si affermò. Sachner al ponte di Bercy, cioè a 1700 metri dalla partenza, aveva distanziato il lotto dei competitori, incalzato da vicino da Bacigalupo e da Costa Malito. Un po' più distante era il tenente Duvanel. Questa superiorità i campioni italiani la mantennero fino all'arrivo dove una folla immensa ha accolto i vincitori con grande entusiasmo.
Ecco l'ordine di arrivo: 1° Sachner, in ore 2,4'5"; 2° Costa Malito, in 2,12',40"; 3° Bacigalupo, in 2,15',34"; …»

Naviglio Grande Il Naviglio Grande di Milano

L'anno successivo il successo si ripete e La Stampa del 29 agosto 1921 scrive: «La magnifica vittoria degli italiani nella 14.a traversata di Parigi». Il percorso è dal Ponte Nazionale al Viadotto di Auteuil, per 11,7 km: primo Bacigalupo, secondo Costa, mentre Sachner si ritira.
Nel luglio 1922 Malito partecipa alla Coppa Brioschi, prima gara nazionale di fondo che si svolge sul Naviglio Grande, partendo dalla frazione Bonirola del comune di Gaggiano e, attraversando Trezzano, Corsico e la frazione Ronchetto giunge a Milano dopo un percorso di 7500 metri: arriva primo con i colori della Fratellanza Ginnastica Savonese.
Non c'è gara che non lo veda emergere per vigore e agilità: è così quando, alla fine di luglio del 1922, disputa la Coppa Lord Byron sul Canal Grande a Venezia. Dopo una lotta avvincente con Sachner, arriva secondo dopo Calisto Panero a causa di una "inopportuna deviazione".

1923 Malito Costa alla Traversata di Parigi del 1923

Nell'agosto del 1923 la Traversata di Parigi vede fronteggiarsi Malito Costa e l'inglese David Billington, una star nel mondo del nuoto. La Stampa del 20 agosto 1923 scrive:

«… la gara meritava l'entusiasmo caloroso dei parigini. Il più famoso nuotatore del mondo, l'inglese David Billington, il professionista imbattuto ed imbattibile fino all'anno scorso, avrebbe gareggiato nelle stesse acque in cui fu sconfitto per la prima volta dall'italiano Sachner. Non avrebbe avuto di fronte il vincitore dell'anno scorso, ma avrebbe dato battaglia ai più forti dilettanti del continente: l'italiano Costa Malito, … Ma il pubblico ha sentito subito che la lotta era circoscritta a due giganti, i soli che avrebbero saputo drammatizzare la grande contesa. Ognuno di essi doveva difendere un passato luminoso: Billington, campione del mondo a diciassette anni, dominatore incontrastato di tutte le gare di fondo svoltesi nel secolo presente, battuto soltanto da Sachner; Costa Malito, che in una lontana Traversata di Parigi doveva cedere di fronte allo stesso avversario, e si classificava primo perché dilettante. Fino all'anno scorso l'inglese partecipò alla corsa "fuori gara". Quest'anno invece, facendo uno strappo al regolamento internazionale, era ammesso a difendere le sue chances a parità di condizioni contro tutti gli avversari. Ma, in fondo, l'avversario era un solo: Costa Malito che egli aveva avuto campo di apprezzare durante gli ultimi allenamenti compiuti insieme nei pressi di Joinville.
E lo svolgimento della corsa ha dato ragione a quanti ne limitavano l'interesse al duello serrato fra il professionista inglese e il dilettante italiano. …
Billington e Costa Malito, i numeri 11 e 16 che la folla ricerca avidamente, avanzano a larghe bracciate alla testa del manipolo dei concorrenti. Fino al ponte Tolbiac sono insieme. … Billington improvvisamente si stacca di scatto con la sua energica nuotata, senza che il ligure possa seguirlo immediatamente, sicché al ponte Reale è già in ritardo di quaranta metri, che al Ponte della Concordia (km 6.457) erano saliti a 100. L'italiano ha perduto la partita, ma può ancora raccogliere larga messe d'acclamazioni intensificando la resistenza. D'ora in poi Billington non riuscirà a guadagnare nemmeno un pollice, perché il suo vantaggio è sempre di 100 metri al Ponte Alessandro, e rimane immutato anche al Ponte dell'Alma, sotto il quale egli passa alle 16.20… Il duello tra i due nuotatori è splendido, ma il risultato è già segnato: Billington taglia per primo il traguardo alle 17.23, avendo coperto il percorso in 3 ore e 5 minuti; 2° è Costa Malito (1° dei dilettanti) a 100 metri, in 3 ore 6' e 30"…
Come nel 1919, il "leone nautico" ha preceduto Costa Malito, che ieri però è stato più brillante di quattro anni fa. E' riuscito perciò a rifarsi della sconfitta subita da Sachner, ma non vuole dormire sull'ultimo alloro. Pensa infatti di tentare nella prossima settimana la Traversata della Manica, che vuole compiere in 12 ore, ed un giornale parigino non esita a scrivere che "questo fenomeno è capace di tutto", e potrebbe anche realizzare il sogno, "perché è resistente quanto Tiraboschi [Enrico Tiraboschi, bergamasco, è stato il primo italiano che ha attraversato il canale della Manica, l'11 agosto 1923] e molto più veloce di lui".»

Pochi giorni dopo, in occasione dei festeggiamenti per la traversata della Manica di Tiraboschi, Malito dichiara (La Stampa del 24 agosto 1923)

«che era a corto di preparazione, perché, mentre Billington dispone di tutto il tempo che vuole, egli non poté prepararsi al cimento che allenandosi un'ora sola al giorno, dovendo attendere alle sue quotidiane e modeste occupazioni.»

Probabilmente fu proprio la necessità di lavoro a costringerlo a emigrare, come ci dice Il Mare del 26 gennaio 1924:

«Nei giorni scorsi a Genova, a Ponte dei Mille, fra l'anonima folla degli emigranti, ho incontrato un campione di chiarissimo nome: il buon Malito Costa, uno dei trionfatori di Parigi e di infinità di altre gare di nuoto ed anche ciclistiche, sport quest'ultimo nel quale il Costa amava dedicarsi prima che il Circolo Sportivo Ruentes nostro, dieci anni or sono, auspice Noce, lo lanciasse nell'arengo natatorio inviandolo alla Popolare genovese della "Gazzetta dello Sport" dal Costa superbamente vinta contro ben 720 concorrenti.
Malito emigra al Perù, precisamente a Barranco. Nel breve colloquio avuto con lui, il gioviale nuotatore mi diceva che parte crucciato da questa nostra Italia, ritenendo ingiusta la squalifica a vita inflittagli dalla F.I.R.N. [Federazione Italiana Rari Nantes, poi divenuta Federazione Italiana Nuoto] per la sua ultima gara parigina, e che nelle prossime assemblee federali dovrebbe trovarsi il mezzo di considerare equamente, con opportune modifiche allo Statuto, le esigenze finanziarie cui va incontro un concorrente, specialmente all'estero; in diverso modo dai casi di vero professionismo.»

… e Malito lasciò l'Italia a bordo del Bologna.

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