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    Pezzi di storia

I Primi Omaggi di Chiavari e Rapallo a Casa Savoia 4/4
di Arturo Ferretto

Il Mare – 16 gennaio 1915

(precedente)

I Desiderata dei Rapallesi furono affidati a tre suppliche, scritte elegantemente in carta finissima, filettata d'oro.
La commissione dei cinque, composta di Francesco Maria Molfini, Capo Anziano, notaio Gio: Andrea Agrifoglio, Odoardo della Torre, notaio Michele Norero, Regno segretario comunale, e avv. Francesco Lencisa, fu ben accolta da S.M. Vittorio Emanuele I, cui fece prima pervenire le tre seguenti petizioni, datate il 17 febbraio 1815:

«I.
Alla R. Delegazione di S. Maestà Sarda.
Eccellenza,
La Città di Rapallo è Capo d'un Golfo dello stesso nome, uno dei punti più commercianti del Genovesato, i di cui comodi seni sono di asilo ad altrettante industriose popolazioni, tutte dedicate al commercio di ogni genere di produzione, ma specialmente dei merletti, dei coralli, dei velluti e dell'olio, produzione di quel suolo. L'olio si smercia nella massima parte negli addietro Feudi Imperiali e Lombardia, dove passano pure pizzi e velluti, egualmente che nel resto della Libia, Spagna e Portogallo. I coralli, che quelli marinai industriosi vanno a pescare sulle Coste di Francia, di Sardegna e di Barberia, manifatturati che siano, passano non solo nelle più remoti parti dell'Europa, ma ancora dell'Asia.
Quel Golfo ancora al presente, malgrado le passate vicende tanto luttuose per il commercio, conta più centinaia di bastimenti.
Ma per facilitare questo commercio, Eccellenza, sono necessarie delle strade, per le quali le merci possono liberamente transitare e diffondersi nelle vicine nazioni, e siccome esisteva una strada mulatiera, che dalla città di Rapallo passando per la Fontanabuona metteva appunto nella Lombardia, la quale per incuria dei Popoli e per effetto delle passate vicende è ormai resa impraticabile, ed anche usurpata in parte dai confinanti, quindi i Deputati della Città di Rapallo, dopo aver fatto cenno a Sua Maestà del bisogno di riapprire la detta strada, pregano Vostra Eccellenza a prendere in considerazione questo oggetto e la supplicano ad ottenere dalla prefata Sua Maestà che la ristorazione di detta strada sia primieramente dichiarata opera pubblica all'effetto che non trovino ostacolo i lavori che saranno da farsi e che sia quindi spedita persona a formare lo stato dei lavori da eseguirsi ed ai quali le Popolazioni, comprese quelle della Fontanabuona, sono pronte a conoscere anche colla prestazione di migliaia di giornate di lavoro. La Comune di Rapallo spera che cogli Uffici di V. Eccellenza avrà il bene di ricevere da Sua Maestà questa prima prova di protezione e di benevalenza speciale, e i di lei Deputati hanno intanto l'onore di rassegnare all'E.V. gli attestati della loro particolare stima e rispetto.
II.
Eccellenza
I Deputati della Comune di Rapallo non possono dispensare dal rappresentare a V.E. qualmente la ripienezza del letto di un fiume detto Boato, che passa vicino a quella Città facendolo debordare ad ogni poca caduta di pioggia, ne ha da più anni rotto gli argini, inondato una gran parte di quelle pianure, con danno gravissimo dell'agricoltura e dei confinanti, formato uno stagno con notabil pregiudizio di quegli abitanti e distrutta totalmente la strada che comunicava colla parte occidentale del golfo, le di cui popolazioni sono costrette a stare alcune volte più giorni senza poter venire al Capoluogo, residenza del Giudice, col più notabil danno dei loro commerci ed interessi.
Delle provvisorie riparazioni hanno risarcito di mano in mano a questo inconveniente che ormai è giunto a tale punto che più non può rimediarsi senza un definitivo lavoro, eseguito nella prossima primavera ed estate.
La Comune da sé sola non basta a tanta spesa, egli è necessario che i confinanti che risentiranno un immediato vantaggio nelle loro proprietà dall'incanallazione di detto Torrente, non che le vicine Comuni concorrano alla spesa a proporzione dell'interesse e dei vantaggi che ne risentono; questa misura era vicina a compiersi ma la cessazione del passato Governo ha lasciato che dovesse eseguirsi sotto li fausti auspici del nuovo nostro Sovrano.
I Deputati suddetti pregano pertanto V.E. a passare gli ordini convenienti, affinché la persona che sarà incaricata di riconoscere e progettare i lavori da farsi alla strada mulatiera, il cui riaprimento forma l'oggetto di altra memoria, sia pure incaricata di riconoscere i lavori da farsi al detto torrente Boato, a fissare la spesa e la ripartizione a chi di ragione che si compiaccia di agevolare i mezzi per effettuare questo lavoro, la di cui urgenza i Deputati non possono abbastanza raccomandare a V.E. etc.
III.
Eccellenza
All'epoca della Rivoluzione di Genova si formò un Cadastro generale di tutti i Beni dello Stato ed attese le circostanze dei tempi furono i possidenti gravati per tal modo che il cessato governo francese ordinò che questo Cadastro si rinnovasse. Si sentirono i benefici influssi di questa operazione sino ai Circondarii limitrofi alla Città di Rapallo non si procedette ulteriormente attesa la cessazione di quel Governo.
Intanto la Popolazione di Rapallo risente un peso maggiore di tante altre le quali provano i vantaggiosi effetti del nuovo Cadastro.
I Deputati della Comune di Rapallo supplicano umilmente l'E.V. della possente di lei protezione affinché una tale misura venga perfezionata.
Eguagliando così la ripartizione della Tassa fondiaria in tutto il Ducato di Genova potrà quella popolazione serbare eterna gratitudine a quei sentimenti di giustizia e di clemenza che animano il nuovo nostro Sovrano.
Piaccia a V.E. di gradire i sentimenti del più profondo rispetto etc.».

Le tre suppliche, che illustrano non poco le condizioni economiche di Rapallo, non hanno bisogno di commenti.
La Gazzetta stessa ci disse che ad esse S.M. «si è degnata di fare le più consolanti risposte».
Seguitò ancora per lungo tempo la presentazione degli omaggi, tra i quali (nella Gazzetta del 22 febbraio) si accennano a quelli della Deputazione di Chiavari.
La stessa Gazzetta (del 25 febbraio) usciva festante, annunziando che il Re «volendo aderire ai voti delle popolazioni dei suoi nuovi Stati espressi a S.M. dalle rispettive Deputazioni farà nella prossima settimana un viaggio nella Riviera di Levante, recandosi intanto fino alla Spezia a visitare quel bellissimo Golfo».
La notizia era ufficiale, giacché G. Giustiniani, segretario del Governatore del Levante, scriveva il 23 febbraio da Chiavari al Figari, Segretario di Stato per gli Affari Interni, di aver ricevuto il dispaccio del 22 corrente, e che oggi avea già spedito una Circolare «ai Signori Capi Anziani delle Comuni, il cui territorio è tagliato dalla strada corriera, prevenendoli dell'imminente passaggio di Sua Maestà, ed ordinando loro di far procedere senza ritardi alle necessarie riparazioni della detta strada su tutti i punti del rispettivo Circondario che potessero abbisognarne».
Nella Circolare faceva appello allo zelo dei funzionarii ed allo spirito buono delle popolazioni.
Chiavari e Rapallo si agghindavano a festa per ricevere degnamente il monarca sabaudo.
Una nuova divisione dello Stato di Genova, mutò in questo turno di tempo il titolo del Governatore di Chiavari.
S.M. con decreto del 27 febbraio 1815, emanato in Genova, creò tre Intendenze, quella di Genova, chiamata Generale, quella del Ponente con sede a Savona, e quella del Levante con sede alla Spezia.
Chiavari e Rapallo venivano comprese nella giurisdizione dell'Intendente del Levante.
La visita del Re fu rimandata, e, forse per i timori che incutesse la fuga di Napoleone dall'Elba, dovette il 17 marzo partire da Genova per Torino.

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