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Gioco del Seminario

Gazzetta Nazionale della Liguria – 17 marzo 1798

Chi volesse approfondire l'argomento può leggere due precedenti articoli pubblicati dalla Gazzetta: "Il gioco del lotto" del 5 settembre 2006 e "Il Giuoco del 'Seminario'" del 30 marzo 2018.

Il gioco più lesivo, più rovinoso, più ingiusto di tutti i giochi conosciuti, è il Lotto di Genova, che si chiama Seminario.
Non è possibile di giustificarlo come gioco; e perciò si giustifica come Gabella. La povera gente angustiata ha bisogno di sperare, e paga una gabella al frontespizio Pubblico di circa mille lire al giorno, perché le sia permesso di avere delle speranze.
Per conoscere quanto sia svantaggioso questo gioco, bisogna supporre di avere giocata tutta la Lista; vale a dire tutti i 90 numeri, e vedere quanto si spende, e quanto si vince.
Se la vincita è eguale alla spesa, il gioco è eguale; e quanto la spesa è maggiore della vincita, il gioco è tanto più svantaggioso per il giocatore.
Se voi giocate de' numeri soli, per vincere L.100 ad ogni estratto, voi spendete lire 7,12 per ogni numero, e se giocate tutti i 90 numeri, dovete spendere lire 684. I numeri che si estraggono sono cinque, e non potete vincere che cinque estratti, ossia lire 500. Vale a dire, che in questo gioco uno de' giocatori, che è il prenditore, guadagna lire 684, e ne paga 500; e l'altro giocatore guadagna lire 500 e ne paga 684.
E in ogni biglietto di numeri soli vi è il medesimo svantaggio, in questa proporzione.
Se giocate per ambo, e per terno, lo svantaggio è molto maggiore. Nel caso degli ambi, voi spendete soldi 8,8 per vincere lire 100. Se giocate tutta la lista, vi sono in 90 numeri 4005 ambi, e dovete spendere lire 1735,10. Si estraggono cinque numeri, che contengono ambi dieci, e voi avete vinto dieci ambi, ossia lire 1000, e avete pagato lire 1735,10.
Nel caso de' terni, voi spendete soldi 7 per ogni terno di lire 1000. Se giocate tutti i 90 numeri, che contengono 117.480 terni, voi spendete lire 41.118. E la vostra vincita ne' cinque numeri che si estraggono, e contengono dieci terni, si riduce a L.10.000, e il vostro gioco de' terni è sempre in questa proporzione.
Ora, siccome le maniere diverse di giocare al Seminario si riducono alle tre riferite, in ambi, o terni, o numeri soli; così non v'ha dubbio, che sempre si verificano, in tutti i casi di gioco, gli svantaggi, che abbiamo indicati in pregiudizio de' giocatori, che prendendosi in complesso, e a calcolo medio, danno per risultato, più o meno, che si gioca il doppio di quello che si può vincere.
Se vedessimo giocare a dadi, o alla bassetta due giocatori, e che uno di essi prendesse quaranta lire quando indovina il suo numero, o la sua carta; e quando indovina l'altro, ne prendesse solamente venti, saressimo maravigliati di tanta sproporzione, e chiamaressimo ingiusto o leonino un gioco così ineguale… tale è il gioco del Seminario.
E' vero come ho detto, che i profitti esorbitanti di questo gioco lesivo vanno in vantaggio del Pubblico, e constituiscono una Gabella volontaria; ma è vero altresì, che questa Gabella si paga principalmente dalla povera gente, e che i ricchi non giocano, o non giocano mai a proporzione delle loro ricchezze.
Non è possibile di levare al Popolo le sue illusioni, i suoi sogni, i suoi trattenimenti, i suoi vizietti di poca spesa; ma bisogna convenire, che il gioco del Seminario, nella sua origine, è una speculazione immorale, che si è fatta sopra l'ignoranza, e la miseria; i miserabili hanno bisogno di sperare, e gl'ignoranti sono facili a sperare.
Voi avete calcolato tutto questo, e trovato il modo di abbaccinare i poveri semplici, e vendere illusioni ed estorquer loro il denaro di un pane, e di un'amola di vino.

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