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    Pezzi di storia

Il Diavolo, un bandito ligure del 1800

"La Gazzetta di Santa" si era occupata in passato di un bandito del 1500, Vincenzo Zenoglio detto il Crovo: pur in un contesto storico completamente diverso, ecco le vicende di un altro bandito

Siamo alla fine del 1700 e Napoleone porta la Rivoluzione nella Repubblica di Genova: le misere condizioni economiche e lo squilibrio sociale e politico, soprattutto nelle vallate, alimentano il fenomeno del brigantaggio1. Alcuni personaggi assumono atteggiamenti violenti nei confronti delle persone e delle proprietà: formano bande di malfattori e si pongono sotto l'autorità di un capo. E' ciò che accade anche in Val Bisagno, dove un giovane contadino originario della Val Fontanabuona guida una banda che rapina e uccide con brutalità, seminando il terrore: quel contadino si chiama Giuseppe Musso, soprannominato per il suo comportamento il Diavolo2, o Diao.

incisione Giuseppe Musso detto il gran Diavolo – Capo di Ladri, condotto al supplizio in Genova (Incisione originale all'acquaforte stampata e pubblicata a Vienna dalla casa editrice Artaria & Comp. nei primi anni dell'Ottocento)

Pare che il covo principale fosse a Genova in Corte Lambruschini3, ma avesse un altro ritrovo in un'osteria di Ruta; durante l'assedio di Genova del 1800 parteggiò per gli austriaci e depredò i convogli francesi.
Crudele, cinico e sfrontato, incuteva terrore su ricchi e poveri della vallata: si dice che rapinò e uccise gestori e clienti di un'osteria di Molassana, la stessa località dove, in occasione delle feste per la Madonna del Carmine, partecipò alla processione armato e con un cero in mano.
Si dice che una certa Felicita Laccio, di Genova, avvelenò il marito e uccise due figli per diventarne l'amante e trasferirsi con lui nell'odierno Largo San Giuseppe, quartiere di Portoria, che da allora fu ribattezzato "crosa del Diavolo".
Arrivò anche a minacciare un famoso avvocato della Val Trebbia, Bartolomeo Mangini: se non avesse difeso il marito della propria sorella, suo luogotenente, catturato e in pericolo di essere giustiziato, gli avrebbe fatto fare la stessa fine. Non si sa come il cognato del Diavolo fu scarcerato e Mangini ebbe salva la vita.

La "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 1 agosto 1801 offre una taglia a «Chiunque indistintamente arresterà, in qualunque maniera, Giuseppe Musso, detto il Diavolo; Niccolò Musso, di lui fratello, Gio. Batta Nattino, ed Emm. Baghino, figlio del Lando, condannati per i molti delitti da essi commessi nella pena di fucilazione dal Tribunale del Bisagno, avrà in ricompensa per il primo lire 4000, e lire 1000 per ciascheduno degli altri tre. Avrà pure lire 600 per qualunque altro assassino e grassatore.»
Due mesi dopo, il 24 ottobre, la stessa "Gazzetta" riporta «Il celebre Diavolo, il Diavoletto suo fratello, il Lando, e il Burlando, intesa la notizia della Pace4, e disperando di poter continuare impunemente a vivere di scelleragini, e di rapine, hanno abbandonato, e speriamo per sempre, il territorio della Repubblica. Essi si sono imbarcati ne' scorsi giorni di notte tempo a Boccadasino5, sopra un bastimento che faceva vela per Napoli. Mala soluta navis exit alite6 [Una nave si allontana, salpata con cattivo augurioQuasi certamente Musso aveva raggiunto un veliero inglese utilizzando un gozzo, dopodiché si sarebbe messo a servizio degli inglesi, compiendo scorrerie sui mari.
Dal 1799 al 1803 il responsabile governativo della polizia a Genova fu Antonio Maghella, nato nel 1766 a Varese Ligure e "chiacchierato" per lucri illeciti.
Trascorrono poco più di due anni e viene segnalato7 che «Gius. Musso, denominato il Diavolo, e Nicolò suo fratello, arrivati a Trieste sopra bastimento inglese proveniente da Gibilterra, sono stati arrestati e trovansi attualmente detenuti in quelle carceri ad istanza del Commissario commerciale della Repubblica. Il nostro Ministro plenipotenziario a Vienna è incaricato di domandare la consegna di questi due insigni scellerati.»
Il 10 marzo8 «E' partito oggi, per via di terra, un forte picchetto di giandarmi, munito de' necessari passaporti, alla volta di Trieste, per ricevere la consegna e tradurre in queste carceri il famoso brigante il Diavolo
Un mese dopo il trasferimento non è ancora avvenuto9: «Da riscontri che si hanno risulta che S.M. Imperiale ha preso il più vivo interessamento per la consegna del noto brigante il Diavolo, e sono stati dati gli ordini in conseguenza al Governatore di Trieste per la consegna, e al Generale Bellegarde in Padova per proteggere negli stati austriaci il distaccamento ligure, a cui il Diavolo deve a quest'ora essere stato rimesso.»
E' il 21 aprile10 quando «Il famoso assassino Giuseppe Musso, detto il Diavolo, consegnato a un picchetto di truppa ligure spedito in Trieste, è arrivato in Genova questa mattina, ed è stato immediatamente tradotto nelle carceri della Torre11.
La moltiplicità e l'enormità de' suoi delitti lo aveano reso talmente celebre che durante il lungo suo tragitto da Trieste a Genova una numerosa torma di popolo è corsa dalle Città e dai villaggi che ha dovuto attraversare, e si è portata in folla sulle pubbliche strade, spinta dalla curiosità di vederlo. Da Novi a Genova egli è stato scortato da un distaccamento di truppa Gallo-Ligure.»
Il 26 aprile12 «Il Diavolo è stato portato avant'jeri rimesso dalla Polizia al Tribunale criminale. Sentesi che sia stato riconosciuto, e perciò lettagli la sentenza contumaciale, da cui viene condannato di fucilazione, da eseguirsi sul prato del Bisagno. Pare da ciò che subirà presto la pena dovuta a suoi misfatti, dopoche però avrà sperimentati i ricorsi in via di giustizia e di grazia, che le leggi accordano ai delinquenti.»
Inizia un lungo percorso giudiziario, anche perché pare avesse forti protezioni.
La "Gazzetta" del 12 maggio riferisce che «Il Tribunale supremo nella sessione d'jeri ha dichiarato non ammissibile il ricorso per la ristorazione della contumacia presentato a nome di Giuseppe Musso (il Diavolo). Resta ora che il Tribunale Criminale pronunzi che si eseguisca la sentenza, e quindi, si farà luogo all'ultimo tentativo in via di giustizia, il ricorso in cassazione, se sarà ammesso.»
Una settimana dopo, la "Gazzetta" del 19 maggio scrive che «Il tribunale ha pronunziato doversi eseguire la sentenza di fucilazione contro il noto Diavolo. Ma i difensori de' carcerati hanno presentato il ricorso in cassazione, il quale ha commissionato il citt. Agostino Queirolo ad esaminarlo.»
Trascorrono sei mesi13 e «Giuseppe Musso, denominato il Diavolo, è stato giovedì sera [8 novembre] condannato di morte. Questa mattina [10 novembre] è stato presentato il suo ricorso di grazia al Senato, che non essendo stato ammesso passerà questa sera in cappelletta per essere esecutato lunedì prossimo, a tenore della sentenza sul piano del Bisagno, nel luogo detto le Olivette
La storia si conclude il 12 novembre14 «Lunedì verso le undeci della mattina il famoso brigante Giuseppe Musso detto il Diavolo, ha terminato la sua funesta carriera. La sua mal augurata celebrità ha eccitato a tal segno la curiosità di vederlo che fin dall'alba la strada che dalle Carceri conduce alle Olivette15, luogo dell'esecuzione, era coperta di popolo. Egli è morto rassegnato, ma non avvilito; e se la sua gioventù (non aveva che 26 anni) e la sua non mediocre figura lo hanno fatto compiangere da taluni, la memoria delle sue azioni lo ha fatto detestare da chiunque ama la giustizia e l'ordine pubblico.»
Nonostante i suoi misfatti morì con i sacramenti e "con cristiana rassegnazione".


1 Il termine brigante deriva dal francese antico brigue nel significato di intrigo, molestia, prepotenza, rissa, rottura
2 Non va confuso con il celebre bandito chiamato fra' Diavolo (al secolo Michele Arcangelo Pezza), che operò nel Regno di Napoli e nello Stato Pontificio e fu impiccato a Napoli l'11 novembre 1806
3 In prossimità dell'odierna stazione ferroviaria di Brignole
4 Il riferimento è al riavvicinamento, peraltro di breve durata, tra Francia e Russia dell'ottobre 1801, e ai preliminari di Londra del 1 ottobre della pace di Amiens che sarà conclusa il 25 marzo 1802 tra la Francia, l'Inghilterra, la Spagna e la Repubblica Batava (gli attuali Paesi Bassi), che liberò risorse per i problemi interni.
5 Buccadase (oggi Boccadasse) significa in genovese "Bocca d'asino" e richiama la forma della piccola baia.
6 Orazio Epodi X
7 "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 4 febbraio 1804
8 "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 10 marzo 1804
9 "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 7 aprile 1804
10 "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 21 aprile 1804
11 Si tratta della Torre Grimaldina del Palazzo Ducale di Genova, adibita a carcere
12 "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 28 aprile 1804
13 "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 10 novembre 1804
14 "Gazzetta Nazionale della Liguria" del 17 novembre 1804
15 Presso la chiesa di S. Agata: oggi nei pressi c'è Passo Olivette; il percorso si svolse per via Giulia (l'odierna via XX Settembre) e S. Vincenzo

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