Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Per S. Bernardo
di Attilio Scarsella

Il Mare – 25 agosto 1928

L’oratorio di S. Bernardo è in festa. Tutti gli anni, il 20 d’agosto è in festa; ma quest’anno la festa è più solenne del solito, perché si scoprono nuovi dipinti che adornano le volte della chiesa. San Bernardo
Diciam quindi anche noi qualche cosa sull’argomento.
Bernardo, il titolare della chiesa, visse dal 1091 al 11581; e in quel secolo, ricco di uomini grandi fu tra i più grandi.
Nacque di nobile casato, a Fontaines2 della Borgogna. Studiò alla Scuola di Abelardo3 famosissimo filosofo di quel tempo, e, a 23 anni entrò nell’ordine dei Cistercensi ramo della grande famiglia dei Benedettini, lo riformò, e, eletto capo della colonia che fondò la badia di Claiveaux4 (Chiaravalle) fu di questa il primo abate, e ne prese il nome.
Col suo sapere universale, con la sua eloquenza infiammata, col suo zelo instancabile, acquistò suprema autorità sui principi e popoli del suo tempo. Fu arbitro nelle contese fra Innocenzo II5, Anacleo6 e Vittore7 che pretendevano al papato, e fece riconoscere per legittimo il primo.
Combatté i filosofi delle scuole avverse, e in prima il suo maestro Abelardo. Predicò la crociata del 11458 ma rifiutò il comando che gliene venne offerto. Fondò fino a 63 monasteri del suo ordine, da cui uscivano un papa, Eugenio III9, sei cardinali e più di 30 vescovi. Scrisse un numero grandissimo di opere, tanto da imporsi all’ammirazione dello stesso Lutero.
Di questa formidabile operosità, di questo fervore irruenti, si direbbe che il ricordo sia passato nell’anima della Confraternita che si vanta di essere la più antica fra tutte quelle di S. Margherita. E con ragione.
I primi documenti che ne parlano sono del 1495 e del 1503; ma poiché essi parlano di diritti di sepoltura e di donazioni è evidente che la Confraternita esisteva già prima. E subito da allora, e poi sempre fino ai giorni nostri, lo spirito di irrequietudine, o diciam pure di turbolenza, contraddistinse i bravi confratelli che si raccoglievano sotto il suo gonfalone, questa benedetta precedenza era la loro ossessione. E la volevano in tutto: nelle processioni e nelle udienze, nei ricevimenti e nei funerali. A tal segno che una volta durante un accompagnamento funebre si venne alle mani, sul Piano, tra quelli di S. Bernardo e quelli del Rosario. Il feretro rotolò per terra, i parenti se la diedero a gambe, il sacerdote rimase ferito dai colpi di ceri.
A confermare questo carattere, venne prima nel 1654 un interdetto in piena regola: più tardi una canzonetta che, riferendosi alla statua in cui il Santo è raffigurato col diavolo sotto i piedi, cominciava:

quelli da San Benarda
u diau ghe l’han adossu

Ma, come sempre succede, che chi ha la febbre dell’azione è capace tanto di fare il male quanto il bene in misura fuori dell’ordinario, così la Confraternita di S. Bernardo, se fu quella che diede più grattacapi alle Autorità ecclesiastiche e civili, fu altresì quella che si rese più benemerita del paese, nel corso della sua storia.
Se ben sovente risuonano nell’oratorio le preci dei fedeli, non di rado vi echeggiavano le canzoni non troppo caste delle soldatesche della Repubblica, la quale ve le teneva alloggiate in attesa di imbarcarle per la guerra in Corsica.
E fu la Confraternita di S. Bernardo che istituì, con decreto del Vice-Provveditore di Rapallo nel 1804 la prima ed unica fiera di S. Margherita. Fu essa la sede se non della più illustre certo della più coraggiosa Compagnia drammatica che abbia mai eccitato il riso e le lacrime dei margheritesi; dico la più coraggiosa perché, prima dell’Oratorio di S. Bernardo, e poi nella Chiesa degli Agostiniani (odierno Ospedale10) continuò impavida a recitare per tutto l’anno 1800 mentre sulle alture di S. Lorenzo crepitava la fucileria dei francesi assediati in Genova, e degli austriaci che li assediavano.
Ora gli spiriti turbolenti si sono calmati: ma l’energia fattiva continua, più illuminata più benefica di prima. Lo dice la «Campana dei Caduti» gloriosamente innalzata sul modesto campanile: lo dicono i bei dipinti che nell’ampio soffitto apriranno d’ora in avanti ai credenti una dolce visone di cielo.
Ai promotori, di queste nobili imprese e della festa che le corona sia cagione di sincero compiacimento il consenso della cittadinanza.


1 Altre fonti riportano 1090-1153
2 Altre fonti riportano Digione
3 Pietro Abelardo
4 Clairvaux, 70 km a sud-ovest di Troyes
5 Gregorio Papareschi
6 Anacleto II, antipapa Pietro de’ Pierleoni
7 Vittore IV, antipapa Gregorio de Ceccano Conti
8 Seconda crociata
9 Pietro Bernardo dei Paganelli
10 Edificio dismesso di via Roma

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