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    Pezzi di storia

Le finestre dipinte: non solo un'opera d'arte

Via 3 novembre, la scalinata che porta alla chiesa di San Giacomo: una ragazza si affaccia alla finestra. Se ne sta immobile a guardare i passanti… sono anni e foto 1 non invecchia mai.
Certo, si tratta di un dipinto, la finestra in realtà non esiste. A Santa Margherita sono molti i muri decorati con immagini che raffigurano architetture illusorie, tipo trompe l'œil.
Un termine mutuato dal francese che significa inganno l'occhio per indicare una tecnica pittorica che, creando giochi di luce, prospettiva, ombre, immagini particolari, creano l'illusione di qualcosa che non c'è.
Una tecnica utilizzata in particolare per le finestre, che appaiono chiuse, socchiuse o spalancate lasciando intravvedere interni immaginari, fiori e animali foto 2 sporgenti, oggetti lasciati alla fantasia del pittore, finestre che si confondono con altre realmente esistenti.
Viene da chiedersi la ragione di una consuetudine che appare specialmente concentrata in Liguria. Ebbene, occorre risalire a oltre due secoli fa, quando il 15 giugno 1805 il primo numero della "Gazzetta di Genova" che sostituisce la "Gazzetta Nazionale della Liguria" informa della «riunione degli stati della Liguria all'Impero francese, in seguito del voto emesso dal Senato e sanzionato dalla volontà nazionale».
Passano pochi mesi, l'amministrazione è alla ricerca di soldi e il 16 ottobre il numero 21 della stessa Gazzetta scrive:

E' già qualche giorni che girano i commissarj o verificatori delle imposizioni a prender nota delle porte e finestre di ciascheduna abitazione: ecco la legge che fissa il quantitativo di questa contribuzione:
Vi sarà una contribuzione regolata nella maniera seguente:
Questa contribuzione è stabilita sulle porte e finestre che danno sulle strade, corti, o giardini delle fabbriche, e delle officine su tutto il territorio della Repubblica [o meglio ex Repubblica]. foto 3
Non sono sottoposte alla contribuzione stabilita dalla presente legge, le porte e finestre che servono a dar luce o aria ai solari, ovili, stalle, granari, cantine ed altri luoghi non destinati all'abitazione degli uomini, come pure tutte le aperture del comignolo, o tettoje delle case abitate.
Non sono egualmente soggette alla detta contribuzione le porte e finestre delle fabbriche impiegate in servizio pubblico, civile, militare, o d'instruzione, o degli ospizj. Nulladimeno se le dette fabbriche sono occupate in parte da Cittadini ai quali la Repubblica non deve alloggio secondo le leggi esistenti, li detti Cittadini saranno sottoposti alla detta contribuzione, a concorrenza delle parti delle dette fabbriche, che occuperanno.
Le Municipalità saran tenute nei dieci giorni dal ricevimento della presente legge di fare o far fare dai commissarj lo stato delle porte e finestre sottoposte all'imposizione. foto 4
La riunione degli stati suddetti, vista dal Controleur delle contribuzioni dirette, formerà il ruolo di ciascun circondario di comune, e sarà reso esecutorio dal Prefetto.
La contribuzione delle porte e finestre sarà esigibile contro i proprietarj, o usufruttuarj, appaltatori e locatarj principali delle case, fabbriche, ed officine, salvo il loro ricorso contro i locatarj particolari pel rimborso della somma in ragione dei locali da essi occupati.
Quando la medesima fabbrica sarà occupata dal proprietario, ed uno o più locatarj, o da più locatarj soltanto, la contribuzione delle porte e finestre di un uso comune sarà pagata dal proprietario, o usufruttuario.
I proprietarj delle manifatture non saranno tassati che per le finestre della loro abitazione personale e quella dei loro custodi o commessi. In caso di difficoltà su ciò che deve considerarsi come manifattura, vi sarà su di ciò decretato dal consiglio di prefettura. foto 5
Oltre al principale della contribuzione delle porte e finestre saran percepiti dieci centimi addizionali per franco.
Questi centimi saranno destinati alle spese della fattura dei ruoli, ed alle spese di degradazione e di non-valore.
Il contingente di ciascun dipartimento sarà ripartito dal Prefetto fra i circondarj.
Il contingente di ciascun circondario sarà ripartito fra le comuni dal sotto-prefetto.
La matrice del ruolo della contribuzione delle porte e finestre sarà fatta secondo la tariffa presente conforme alle leggi anteriori:

1. Porte da carrozza nelle città, al dissotto
Di 5000 abitanti	1. fr.	50 cent.
Da 5 a 10000		3. 	50
Da 10 a 25000		7.	40
Da 25 a 50000		11.	20
Da 50 a 100000		15.
Al dissopra di 100000	18.	80
2. Porte ordinarie, e finestre altre che del 3°. 4° 5° 
						piano:
Al dissotto di 5000		60
Da 5 a 10000			75
Da 10 a 25000			90
Da 25 a 50000			l. 20
Da 50 a 100000 			l. 50
Al dissopra di 100000		l. 80
3. Finestre del terzo piano, e al dissopra nelle città,
Al dissotto di 5000		60
Al dissopra di 5000		75
4. Case non aventi che una porta ed una finestra nelle comuni.
Abitanti.			Porte.			Finestre.
Al dissotto di 5000	o	fr. 40 c.	o	fr. 20 c.
Da 5 a 10000		o	50		o	25
Da 10 a 15000		o	60		o	30
Da 15 a 30000		o	80		o	40
Da 30 a 100000		l				50
Al dissopra di 100000	l	20			60

foto 6

Dopo tre giorni, il 19 ottobre, c'è una revisione:

Contribuzione sulle porte e finestre.
Oltre la legge riportata nel foglio precedente è Stato pubblicato un decreto di S. A. S. in cui a termini della legge de' 13 fiorile anno 10, invece di fissare il quantitativo da pagarsi per ogni porta e finestra, è stabilita la somma totale della contribuzione da ripartirsi sopra le medesime in data proporzione.
In seguito delle disposizioni di tale decreto il contingente generale del Dipart. di Genova è stato fissato in fr. 94115 e il contingente particolare della Città in fr. 55000. Risulta da ciò che essendo il numero delle finestre assai considerabile in Genova la predetta contribuzione invece di essere di un franco e mezzo non oltrepasserà probabilmente 50 centimi (12 soldi di Genova). Ma ciò non può sapersi positivamente, finché non sia terminata l'enumerazione generale delle porte e finestre intorno a cui si lavora.
La contribuzione sulle porte e finestre è fissata pei dipartimenti di Montenotte fr. 40840; degli Appennini [al quale apparteneva Santa Margherita] 23830.

La tassa sulle finestre non era una novità per la Francia napoleonica, che l'aveva già applicata dal 24 novembre 1798, copiando l'idea della window tax che gli inglesi imponevano sin dal 1695.
Con l'annessione all'Impero francese la stessa sorte toccò alla Liguria, con l'intento di colpire chi possedeva dimore lussuose, con numerose finestre. E' così foto 7 che molti proprietari decidono di murare alcune finestre, sostituendole con quelle finte che oggi ammiriamo.
Ottenendo il vantaggio di rendere disponibili più pareti interne sulle quali disporre i mobili, ma pagando il prezzo di una casa meno luminosa e, qualcuno dice, dell'aria viziata.
Qualche buontempone arriva a ipotizzare che il termine imposta nel senso di tassa derivi dal sinonimo utilizzato nell'edilizia: nulla di più falso, perché il tributo deriva dal latino imposita, participio passato femminile di imponere, imporre "porre sopra".

Non spargiamo troppo la voce, con i tempi che corrono potremmo far venire qualche cattiva idea ai nostri governanti!

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