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    Pezzi di storia

Il cantiere "Spertini"

Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia – n.68 9 marzo 1871

panoramica da ponente (foto della raccolta Renato Dirodi)

(Leggesi nel Movimento del 6:)
Colla formazione di un molo, della lunghezza di 100 e più metri, che il comune di Santa Margarita Ligure con grandi sacrifizi pecuniari ha praticato nel bel seno della parrocchia di San Giacomo, ne è risultato dal lato settentrionale un vasto e comodo porto, atto a contenere 50 e più bastimenti di grossa portata.
Dalla parte orientale del molo si formò una spiaggia, che l'ingegnoso costruttore, cavaliere Rolla, ha immaginato potersi ridurre ad uso di cantiere navale. Coadiuvato dal comune, si mise all'opera sul finire del 1869, e colla sua instancabile attività ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie a tal uopo, e per mezzo dell'armatore, signor Ansaldo Fortunato, ha innalzato la prora, nel mese di gennaio 1870, ad un bastimento della portata di mille tonnellate, e coll'opera e collo zelo dei medesimi, nonché del capitano Fortunato Malatesta, che ne aveva il comando, questo elegante bastimento fu condotto a termine nell'ora scorso mese di febbraio, e ieri l'altro (1 marzo) fu eseguito il varamento in mare, tra gli applausi e gli evviva del popolo spettatore.

panoramica da levante (foto della raccolta Renato Dirodi)

Il felice varamento di questo bastimento, che per essere il primo varato da questo cantiere porterà il nome di Alfa, speriamo che sarà d'incoraggiamento ad altri armatori, per prediligere questo cantiere; e giova notare che un secondo bastimento della stessa portata è già in costruzione pel mezzo del signor armatore Schiappacasse e dello stesso costruttore signor cav. Rolla.
Come si legge in Storia del Comune di Santa Margherita Ligure di Fedele Luxardo «l'esser attiguo al porto, rende facile lo sbarco de' legnami da costruzione con qualsiasi tempo, come pure facilissimo il varamento, e per l'adatta profondità delle acque e perché i bastimenti possono essere varati, quantunque non sia ancora interamente compiuto il loro armamento, che si compie nel porto; dove possono esser condotti, quasi diremmo, dal solo moto da essi acquistato nel varamento.»


L'articolo parla della nascita del cantiere, oggi noto come ex Spertini, la cui attività è definitivamente cessata in modo tragico: il 24 settembre 2005, durante il varo di uno yacht, un cavo d'acciaio si sgancia da una carrucola e investe quattro operai e una donna. Un operaio muore e gli altri sono gravemente feriti.

cantiere 1 (foto della raccolta Renato Dirodi)

L'11 maggio 2010 il Cantiere Navale Diano (Società Costruzioni Navali S. Margherita S.r.l., ex concessionaria) cedeva l'area demaniale al Comune (1.700 metri quadri con spiaggia), ponendo fine al contenzioso iniziato con l'ordinanza di demolizione del 21 giugno 2000.
La località, chiamata La Valletta, era servita come cava per il materiale di costruzione del molo e fu concessa al cav. Francesco Rolla di Cornigliano per adibirla a cantiere navale. Quest'ultimo acquistò anche un'area dal principe Centurione e avviò l'attività, anche se, come afferma Scarsella nei suoi Annali «il Cav. Rolla seguiva nell'attuazione delle sue imprese il lodevole sistema di metterle in pratica prima, e chiederne il permesso poi alle competenti autorità; perché ancora quest'anno [1874], dopo che già sei grosse navi dalla spiaggia di Arze erano discese in mare, si stipula in Genova, il 16 maggio, tra il Sindaco Giovo e i Rappresentanti dell'Intendenza di Finanza e della Capitaneria del Porto, l'atto di concessione di un tratto di spiaggia per stabilirvi un cantiere di costruzioni navali, e il 3 dicembre il Consiglio ne concede al Sig. Rolla l'esercizio per anni 5.»
Due anni dopo, nel 1876, Rolla affitta il cantiere a Giovanni Ratti; pare che quest'ultimo, tuttavia, non sottoscriva nessun contratto e nel 1884, alla richiesta del sindaco, rinunci al cantiere e questo, come riporta Scarsella, «segnò anche la fine dell'età d'oro per il nostro cantiere, che non vide più sui suoi scali se non qualche piccolo veliero da cabotaggio.»
Nel 1903 si pensò di costruire in quell'area la caserma delle Guardie di Finanza: un'idea che fu abbandonata per le proteste degli abitanti limitrofi, che non la trovavano in armonia con le costruzioni vicine e che promossero per questo l'erezione del monumento a re Umberto.
Da allora l'area fu utilizzata per varo e alaggio legata al porto, e per piccole riparazioni.

cantiere 2 (foto della raccolta Renato Dirodi)

Per tutti, l'area del cantiere è ex Spertini, a ricordo di chi ha lasciato una traccia indelebile della sua attività.
Mario Spertini, nato a Santa Margherita nel 1924, fu il primo in Europa a produrre le barche "flying bridge1", fino ad allora presenti solo sul mercato americano: era il 1963.
Il suo primo lavoro, a 13 anni, fu nei cantieri Sangermani di Rapallo2: divenuto "maestro d'ascia", lavora a Camogli e, dopo la parentesi della guerra, acquista un cantiere con un socio. Poco tempo dopo acquisisce il cantiere dietro al porto di Santa Margherita, ed è proprio lì che la produzione delle fly gli porta importanti clienti internazionali, contribuendo anche all'incremento del turismo di alto livello che caratterizza quegli anni.
A metà degli anni '80 la proprietà cambia, fino a settembre 1996 quando il tribunale di Chiavari decreta il fallimento del cantiere navale, controllato dall'amministratore Giorgio de Strobel di Campocigno e da due fornitori: la crisi del settore nautico aveva colpito pesantemente il settore alto della produzione, tipico del cantiere margheritese. I dipendenti sono 34, impiegati, maestri d'ascia, carpentieri, elettricisti, disegnatori e meccanici: metà andranno in pensione anticipata, metà in cassa integrazione.
Nell'aprile del 1997 il cantiere viene affittato ai Diano di Riva Trigoso.
Mario Spertini morirà nel 2013, a 89 anni.


1 Comunemente chiamate fly, sono barche da diporto dotate di un ponte superiore, originariamente utilizzate per la pesca d'altura.
2 Nel 1934 i fratelli Sangermani avevano trasferito il cantiere da Mulinetti a Rapallo, prima di gestire il cantiere navale di Riva Trigoso. Lasceranno quest'ultimo nel 1946 per la sede odierna a Lavagna.

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