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La sagra dell'"Assistenza"

Il Mare – 31 agosto 1929

La premiazione di militi e l'inaugurazione di un'Autoambulanza della "Croce Verde"

Noi liguri, anzi indistintamente gl'Italiani, conserviamo con cura gelosa quel sentimento che si estrinseca negli aiuti verso il prossimo, quando questi ha bisogno di esser soccorso, confortato, guarito. Quel sentimento è fortemente radicato nel nostro cuore ed ha, attraverso le epoche, dato prove luminose che hanno spinto ad azioni ove il coraggio, l'abnegazione, il sacrifizio e l'amore hanno dimostrato ancora una volta che l'Italiano a nessuno è secondo nelle opere del Bene.
I più minuscoli paesi bramano di aver la loro «Pubblica Assistenza» - ché ad averla s'acquista un nuovo titolo di nobiltà - i giovani (ed anche gli adulti ed i vecchi) ambiscono poter correre e sollevare il prossimo dove esso è caduto così sul lavoro come nella disgrazia, desiderano insomma esser militi di quell'esercito benefico della carità e dell'assistenza umana.
E tutti i paesi, le piccole e grandi città si stringono con devozione attorno a queste società e le incoraggiano e le sovvenzionano. E' una gara fra cittadini a chi più contribuisce a chi più dà.
I sodalizi sono fiorenti, con pazienza certosina riuniscono i mille rivoli in cui si manifesta la carità pubblica, e provvedono alla dotazione di nuovi mezzi, costituendo motivo d'orgoglio per una associazione averne in gran copia.

autoambulanza (foto della raccolta Renato Dirodi)

Nella vita moderna a volte colma delle solite miserie umane, delle ipocrisie, dei compromessi con la coscienza, delle invidiuzze, fa bene al cuore ed all'animo sapere che esistono e si prodigano nostri simili in soccorso del prossimo: solidarietà umana in atto!

Domenica scorsa [25 agosto 1929] la P.A. Croce Verde di S. Margherita celebrava la sagra dell'«Assistenza». Due erano le distinte cerimonie: la premiazione dei militi meritevoli e l'inaugurazione di una nuova, fiammante autoambulanza.
Dinnanzi alla sede sita in Piazza Costa [odierna Piazza G. Mazzini] si radunavano ben presto un folto gruppo di autorità, di cittadini, di sodalizi civili, militari, sportivi che incolonnati in corteo, aperto da un plotone di ciclisti della Croce Verde di Chiavari, attraverso le principali vie della città, al suono di briose marcie eseguite dalla Banda Cittadina, si recava e sostava in muto raccoglimento, dopo aver deposto una corona d'alloro, davanti al Monumento ai Caduti.
Fra le rappresentanze con bandiera rileviamo: Croce Verde Genovese, Croce Verde Savona, Croce Verde Sestri Ponente, Croce Verde Chiavari, Croce Bianca Genovese, Croce Verde Lavagna, Volontari Soccorso Voltri, Croce Verde Sestri Levante, Croce Bianca Rapallo, Croce d'Oro Chiavari, Croce Bianca Riva Trigoso, Volontari Soccorso Genova, Croce Verde Cernobbio (Como), Pubblica Assistenza Nervi, P.A. Antonio Burlando Genova, Croce Azzurra Borzoli, Croce Verde Recco, Croce Verde Uscio, Croce Verde Zoagli e Croce Verde S. Margherita Ligure.
Parteciparono pure: il Fascio, le Giovani Italiane, i Balilla, gli Avanguardisti, un Manipolo Marinaro, gli Orfani della Casa O. Marina Mercantile, la Società Filarmonica, i Reduci di Guerra e Militari in congedo, l'A.N. Mutilati ed Invalidi di Guerra, l'A.N. Combattenti, il Collegio «Lux», il Circolo Sanmargheritese, la S.S. Tigullio, la S.C. «Argus», la Società Lavoranti Panettieri.
Dopo la semplice ed austera cerimonia dinnanzi al Monumento ai Caduti, il corteo si raccoglieva tutt'attorno al Chiosco «C. Luxardo» in Piazza Vittorio Emanuele II. Fra le autorità presenti notammo: il Podestà cav. Isola, il Segretario Politico del Fascio avv. A.R. Scarsella, il cav. A. Calzolari Capo Stazione Titolare, il direttore della R. Dogana Giuseppe Longo, il Maresciallo della R. Guardia di Finanza A. Lamieri, il Presidente del Comitato Comunale dell'O.N. Balilla Eugenio Verzura, il Maresciallo dei R.R. C.C. Giulio Verdolini, il dott. Queirolo di Rapallo, il direttore della Casa Orfani M.M. cav. Enrico Mosconi, il direttore sanitario della P.A. dott. Antonio Cuneo.
Dinnanzi al chiosco si trovava la bellissima autoambulanza, una elegante «Fiat 507», guidata dal socio Andrea Figallo. La madrina contessina Elisabetta Sottocasa s'avvicinava all'automobile scoprendo l'artistico gagliardetto che dentro era racchiuso, donato dall'esimia direttrice del Conservatorio Gimelli Suor Maria Luppi e dalle Suore del Divin Pastore di Piacenza, lavorato con cura amorosa da suor Maria Luisa Mazzoni. Il curato dell'Arcipresbiteriale rev. prof. Lorenzo Solimano compiva con solennità i riti della benedizione. La contessina Sottocasa pronunciava quindi applauditissime parole, improntate a nobiltà di sentimenti.
Poscia, dopo aver offerto un bel mazzo di fiori alla madrina, era il Presidente cav. Gregorio Brizzolese che raccoglieva unanimi applausi, nel rifare concisamente la storia dell'associazione dall'anno della fondazione nel 1908, i cui soci promotori furono 22 cittadini. Parlava delle difficoltà incontrate e superate con tenacia di propositi quando ancora i mezzi erano inadeguati e lenti, per esaltare poscia il moderno mezzo di comunicazione agile, veloce, pronto, sicuro; ricordava i fatti più salienti di aiuto e soccorso a cui il sodalizio aveva preso parte; per il terremoto di Messina, per il terribile scoppio del forte di Falconara, per il deviamento disastroso di un treno lusso. Segnalava l'opera preziosa del direttore sanitario dott. Antonio Cuneo e del sig. Iacopo Sostena, ringraziando in così dire tutti coloro che avevano voluto partecipare alla solenne cerimonia.
Fra l'attenzione ed il silenzio generale il sig. Niccolò Cuneo, oratore ufficiale, avvinceva l'uditorio con la sua parola or suadente, or incisiva riscuotendo alla fine un lungo insistente applauso.
Non era ancora del tutto spento l'eco rumorosa delle ovazioni che avevano sottolineato la chiusa della brillante orazione del sig. Niccolò Cuneo, che il rag. Zangani Luigi procedeva alla lettura dei nomi dei militi premiati.

Il corteo si riordinava per sciogliersi in Largo Magenta [odierno Largo G. Amendola], ove le bandiere sociali procedevano al caratteristico scambio del saluto. Le solenni ed austere cerimonie avevano così felice termine.


(estratto dai verbali del Consiglio, per cortesia del sig. Renato Dirodi)

Finalmente arriva nel febbraio 1929 l'acquisto dell'autoambulanza quando, raccolti finalmente i soldi necessari, si ordina presso la ditta Carrozzeria E. Garavini & iscrizione C. con sede in Torino N° 1 Chassis Fiat 507 e una carrozzeria autoambulanza di gran lusso come da disegno con parabrise, due porte anteriori oltre a quelle previste, cristalli non smerigliati con tendine scorrevoli. Iscrizioni: Pubblica Assistenza Croce Verde S. Margherita Ligure con stemma Croce verde al centro.
Il tutto per il prezzo complessivo stabilito in L. 42.000 franco stabilimento in Torino.
Il 14 maggio la Ditta Garavini comunica che l'autoambulanza è quasi ultimata. Il Presidente e il vice si recheranno a Torino per prenderla in consegna. L'auto dovrà poi rimanere, come da contratto, esposta per 20 giorni nei locali della Ditta Garavini in Genova via XX Settembre per motivi pubblicitari.
Il 25 Agosto 1929 venne inaugurata la tanto agognata ambulanza e nella gloriosa giornata tutto ha funzionato alla perfezione e con la massima disciplina da parte di tutti i militi. Madrina dell'autoambulanza è la Contessa Elisabetta Sottocasa e oratore ufficiale il Dott. Nicolò Cuneo di Antonio che ha tenuto nel chiosco della musica un applauditissimo discorso dinanzi ad un numerosissimo pubblico.
Successivamente il mezzo venne assicurato presso la società la Preservatrice e naturalmente la Croce Verde si dotò di un regolamento dei servizi da effettuarsi con l'autoambulanza:

  • I servizi possono essere effettuati con l'ambulanza solo se la località dove è avvenuto l'infortunio disti più di 3 chilometri dalla sede e comunque ne è vietato l'uso nel centro del paese delimitato dall'Hotel Gugliemina, dall'Hotel Regina Elena e dalla località Pagana.
  • Al servizio non potranno partecipare più di 5 militi oltre il conduttore, al direttore dei servizi e al direttore sanitario e potrà poi essere ammesso un membro della famiglia dell'infermo.
  • I militi dovranno indossare la cappa e l'ambulanza non potrà muoversi se i militi non saranno nella possibilità di esplicare il loro mandato.

L'assemblea demanda al Consiglio di stabilire una tariffa per i servizi con autoambulanza, si decide inoltre di dotarla di una sirena, un contachilometri e un orologio.
Risulta evidente anche dal regolamento che la partecipazione a un servizio, specie se svolto con l'ambulanza, è un privilegio non da poco. D'altronde occorre dire che fin dalla nascita della Croce Verde vi fosse una marcata sproporzione tra il numero dei militi e i soccorsi prestati che difficilmente superavano i 200 all'anno.

Renato Dirodi, che ha approfondito la storia della Croce Verde di Santa Margherita, completa le vicende dell'autoambulanza.
La Croce Verde, presente in molte città, contrastava con l'avversione del fascismo verso le strutture che non fossero strettamente controllate dallo Stato: per questo il 12 febbraio 1930 venne promulgato il Regio Decreto Legge n.84 che conteneva "provvedimenti necessari per assicurare il funzionamento della Croce Rossa Italiana".
Tra questi "può istituire così servizi ordinari di pronto soccorso nei Comuni nei quali non vi sia sufficientemente provveduto dagli ospedali esistenti, come posti di prima assistenza dove se ne manifesti la necessità. Con decreto Reale, su proposta del Ministro per l'interno, possono essere sciolte le associazioni di assistenza non ancora erette in ente morale, e possono essere destinate le relative attività patrimoniali alla Croce Rossa, che si sostituirà nei compiti delle associazioni disciolte."
E' inoltre concesso alla Croce Rossa "di attendere all'istruzione e preparazione tecnico-professionale di idoneo personale di assistenza", "di svolgere opera nel campo della profilassi delle malattie infettive e in quelli dell'assistenza sanitaria e della educazione igienica a favore delle popolazioni più bisognose", "di recar soccorso in caso di pubblica calamità, in conformità delle disposizioni per i servizi di pronto soccorso in caso di disastri tellurici o di altra natura".
Le associazioni "non ancora erette in ente morale", tra le quali la Croce Verde di Santa Margherita, sono sciolte e la bella autoambulanza, inaugurata solo qualche mese prima, costata l'organizzazione di numerose lotterie, balli mascherati e corsi floreali per finanziarne l'acquisto, deve essere ceduta alla Croce Rossa.
Nel 1945, quando le pubbliche assistenze saranno nuovamente abilitate a svolgere la loro funzione, la nostra Croce Verde ingaggiò una vera e propria battaglia legale per poter rientrare in possesso della propria autoambulanza, che però era oramai usurata e pressoché inutilizzabile.

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