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    Pezzi di storia

Un Calmiere Municipale a Santa Margherita Ligure
di Arturo Ferretto

Il Mare – 24 dicembre 1915

1664, 15 maggio

Col nome di Maestrali, Censori o Padri del Comune, indicavansi gli attuali Assessori all'Igiene con attribuzioni più vaste.
I loro proclami chiamavansi gride, da cui ebbe origine il verbo gridare (proclamare) e gridario la raccolta dei proclami. commerciante
Il saggio, che ora presento, tolto dagli atti del notaro Gio: Domenico Quaquaro, riguarda la Comunità di Santa Margherita, e può far conoscere a qual grado di cultura legislativa arrivavano le teste dei nostri vecchi, in pieno secolo XVII.
Ed eccolo nella sua integrità:

GRIDA DEI MESTRALI.
1664 - 15 Maggio. - Per parte e comandamento delli Magnifici Lorenzo Roccatagliata, Stefano Gotusso, Simone Cassanello e Pantalino Rainuzzo, maestrali del presento luogo di Santa Margherita e sua giurisdizione, in virtù della presente loro grida da pubblicarsi nei luoghi soliti e consueti, si ordina et espressamente comanda ad ogni e qualunque persona di che grado, stato o condiziono si sia, che debba senza contraddizione alcuna osservare le mete e proibizioni infrascritte sotto le pene in essa rispettivamente dichiarate et ogni altra a loro arbitraria.
E prima che nessuno sì maschio come femmina debba vendere né per lui né per altri in detto luogo e territorio pane, vivande né vettovaglie, vino, carne, pesci et altra qualsivoglia cosa soggetta a metà senza licenza e metà loro sotto ogni grave pena a loro Signori arbitraria, e che i macellari debbano dar la giunta che sogliono dare che sia della medesima carne che venderanno sotto pena come sopra.
Parimente che alcuna persona non possa vendere né comprare all'ingrosso latte di vacca, e particolarmente i pastori per rivenderlo, né per mischiarlo con quello di pecora, sotto pena a loro arbitraria come sopra.
E perché alla giornata sono portati delli rinfreschi dalli forestieri nel presente luogo, come sarebbero ortaglie, cipolle, cavoli, articiocche, zucche et altre cose, quali sono subito compre in grosso, perciò si ordina che nessuna persona possa vendere in grosso né alcuno comprare l'ortaglie e rinfreschi sudetti per rivenderli a minuto che prima non sii passata la metà del giorno se saranno state portate alla mattina, e se saranno state portate dall'Avemaria del mezzogiorno in apresso sino al giorno seguente e ciò sotto ogni pena come sopra.
Parimente che li tavernari non possino tenere nelle loro taverne pane di Cicagna, sotto pena della perdita di esso pane e di lire 25, e di ogni altra pena a loro arbitraria e che quelli tavernari che hanno licenza dalla Magnifica Camera de Molto Ill.mi Censori di Genova di poterne vendere e tenere in casa che non sia lecito loro tenerne né venderne che sia di minor peso di libre tre per ogni resta di sei pani sia di peso eguale, buono come sopra, né venderlo più di … per uno, sotto pena della perdita di esso et ogni altra pena arbitraria.
Parimente che alle volte vi sono delli molinari, i quali non si contentano del dovere, ma pigliano per loro mercede o moltura più assai di quello che le spetta, e volendo oviare e proibire simili mancamenti, perciò si ordina e comanda a qualsivoglia molinaro che nel restituire la farina del grano, che le sarà dato a macinare tanto dalli bottegari quanto da qualsivoglia persona, non debbano pigliare niente più di libre tre per ogni due quarte e di più siano tenuti portargli la mondaglia e frazzo, che sarà stato nel detto grano, il quale dovrà essere pesato con detta farina et in modo alcuno non possino detti pigliar più di quello che sopra si è detto. Ma perché nel detto frazzo ossia mondaglia gli stessi molinari ponno accrescere più mondaglia di quello che non era nel grano macinato, che di ciò ne averanno a far la prova li sudetti Maestrali dell'istessa qualità di grano, dai quali in caso di contrafazione e mancamento saranno castigati ogni volta che tanto li detti bottegari quanto qualsivoglia altra persona si lamentassero in arbitrio tutto di detti Signori Maestrali.
Di più che li detti molinari non possino tenere in loro case né molini alcuna sorte di misure, ma solamente vi tenghino il copello e mezzo copello, avvertendo tenervi cantari né cantaretti, né bilanci, perché ne saranno castigati.
Parimente che li Panatieri et altri che fabbrichino pane nelle proprie case né in forni d'altri, ma solamente da' pubblici fornari sotto pena della perdita di esso pane et ogni altro a loro arbitrario. Parimente che tutti quelli, che di licenza di detti Signori Mestrali venderanno debbano vendere in tutto come in appresso.
E prima vendere il pane fabricato di farina di buon grano maremmano di buona condizione e che non abbia loglio, in onze 31 caldo, e 30 freddo a cavallotto per ogni resta, che sii di pani quattro per ogni resta di peso uguale, buono, ben cotto e ben condizionato con la marca sopra ognuno di essi cioè col nome di ognuno di essi bottegari e panetieri e che lo tenghino alla mostra sopra i banchi fuori delle loro botteghe e non nascosto et ogni altra pena arbitraria, e che sopra esso pane, mentre sarà caldo, non vi possano tenere tovaglia, né altre cose, e li fornari siano tenuti cuocere bene detto pane sotto pena a detti Signori Mestrali arbitraria.
Li fide, maccaroni, tagliarini et altre paste fine, soldi tre la libbra; li fide grossi ossia inferiori di pasta ordinaria denari venti la libbra; la farina di grano buona burattata, denari venti la libbra; la farina di grano lombardo, denari 18 la libbra; il formaggio salato, soldi 4 la libbra; il riso soldi 1 e denari 10 la libbra; l'olio nostrale buono e senza difetti, soldi 5 e denari 4 lo quarterone; la farina di ceci, denari 18 la libbra; la farina di castagna, denari 15 la libbra; le formaggette di vacca soldi 4 la libbra; sapone nostrale, soldi 4 e denari 6 la libbra.
Si proibisce ancora che nessuno possa comprare olive sotto pena ad essi Signori Mestrali arbitraria. Parimente ordinano detti Signori Mestrali che tutti quelli che vendono debbano avere li loro pesi e misure giuste e marcate sotto quella pena parimente loro arbitraria.
Le carni così fresche come salate che alla giornata si vorranno vendere alle mete, che le saranno date secondo la bontà e qualità loro, et affinché nessuno possa pretendere ignoranza debba ognuno in sua bottega, taverna o banco tenere in mostra copia autentica di detti ordini et osservare le dette mete, sotto pena di L. 25 da pagarsi a loro stessi dalli inosservanti applicate, come anco ogn'altra pena da loro ingiunta a contrafacenti, pena per la terza parte alla Camera dei Censori di Genova, un'altra terza parte alli poveri di detta Comunità e l'altra terza parte a loro medesimi, riservandosi però facoltà di crescere e sminuire le sudette mete, secondo le occorrenze de' tempi e prezzi delle vettovaglie.
Ognuno dunque osservi quanto sopra si comandò perché altrimenti saranno condannati li trasgressori.

Le mete, ossia tariffe, prescritte dai Magnifici Maestrali di Santa Margherita ci offrono pure il saggio d'un Calmiere Municipale d'allora, interessantissimo per la storia della nostra economia domestica, massime in questi tempi, in cui tanto si parla di detta materia.

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