Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Per la storia della pesca a Santa Margherita
di Arturo Ferretto

Il Mare – 5 febbraio 1916

Per porre un argine a certi inconvenienti, che si verificavano tra i pescatori sammargaritesi, furono emanate, di comune accordo, alcune leggi, che possono figurare vignetta nel corpo statutario della nostra ligure marineria.
Recano la data del 28 novembre 1659 e il loro abbozzo fu tracciato dal notaio Gio: Domenico Quaquaro, che conservasi nell'Archivio Notarile Distrettuale di Chiavari.
E sono del seguente tenore:

«Nel nome del Signore sempre sia. Essendo vero che per causa della pesca che si fa nel mare del presente luogo dalli pescatori di reti chiamate sciabeghe1, siino per il passato seguiti molti danni e disordini fra detti pescatori che hanno caosato et apportato non solo alle dette reti e liuti, sopra de' quali erano dette reti, ma ancora alli marinari istessi fra quali uno il più considerabile seguì li giorni passati, dove oltre la perdita di una di dette reti et un liuto sopra quale restava detta rete, restò ancora sommerso un marinaro, il che ha apportata molta confusione alli marinari e pescatori, che pescano alle dette reti, e questo viene caosato dalla ingordigia che regna fra detti pescatori, quali tutti vorrebbero essere i primi a calare lo dette reti nel mare alla mattina a buona ora;
Che perciò per avere il primo luogo alla detta pesca lasciano li loro liuti2 e reti alli posti dove si suole pescare, il che è caosa delli detti danni e pregiudicii, che ne ricevono, perché conturbandosi di notte tempo la marina, se non sono subito pronti a andare a levare detti liuti dalli detti posti, corrono risico di perderli come è seguito sopra;
Che perciò per levare da mezzo la detta ingordigia e per schivare li detti danni e pregiudicii, che continuamente possono seguire in detta pesca li Patroni delle dette reti, che sono Agostino Boglio fu Gio: Antonio, Antonio Pelo fu Battista, Giuseppe Quaquaro fu Domenico, Franceseo Pino di Bernardino, Battista Pelo fu Gio: Angelo, Bernardino Palmero fu Agostino e Nicola Quaquaro fu Domenico, sono venuti di loro comune consenso e volontà all'infrascritto aggiustamento ed accordo, cioè constituiti alla presenza di me Notaro e delli testimoni infrascritti spontaneamente e in ogni miglior modo;
Hanno ordinato ed ordinano che per l'avenire in perpetuo si osservi come in apresso, sotto le pene, che in apresso si diranno, cioè:
Che la mattina debba essere il primo calare quello al quale toccherà a sorte come in apresso la Cala delle Canne, che si chiama la Calagrande, quale debba essere e sii obbligato a calare all'ora solita, cioè al levare del sole e possa calare la sua rete con tutti quelli cavi, ossia funi, che a esso parranno, e poi sii tenuto e tocchi a calare quello al quale toccherà la Cala di Pietra di Capo, ossia Corzetto, che si chiama Cala seconda, il quale non possa calare prima di quello al quale toccherà la Calagrande, e non possa calare più di sei cavi ordinarii né più a cavo della vista di Belvedere per la Torre, sotto pena di uno scudo d'argento per ogni contraffatore.
Parimente ordinano e tra di loro si convengono che quello al quale toccherà a sorte la prima cala chiamata Calagrande, il giorno seguente debba essere il primo e li tocchi la prima Cala a Aze, e l'altro giorno in apresso la detta cala di Pietra di Cavo, ossia Corzetto, che si chiama cala seconda, e così si debba sempre per l'avvenire osservare in perpetuo sotto la pena d'un altro scudo d'argento per ogni contrafazione.
Parimente ordinano e si convengono fra di loro come in apresso, cioè che se qualcheduno volesse pescare di notte in alcuna delle dette tre cale, sii tenuto pescarvi prima che sia l'alba, perché venuta che sarà l'alba, non vogliono né intendono che alcuno vi possa pescare, né calare prima di quello al quale toccherà a sorte; e se qualcuno contrafarà, sia e s'intenda parimente incorso nella pena d'un altro scudo d'argento, e per provare detta contrafazione e per levare le liti e controversie fra di loro vogliono che si debba stare al semplice detto con giuramento di uno delli marinari, che saranno sopra del liuto di quel Patrone che si pretenderà che abbi fallito e disguidato, qual giuramento li debba essere dato da un Notaro publico da quale essi vorranno; e per sapere chi debba essere il primo al quale debba spettare detta Cala che si chiama Calagrande e per regolare detto aggiustamento e convenzione fra di loro, hanno ordinato e ordinano a me Notaro infrascritto che faccia sei biglietti uguali, in ognuno de' quali scriva uno delli nomi di loro sei, eccetto il detto Giuseppe Quaquaro, quale si è lasciato da parte per la caosa che si dirà in apresso, e che detti biglietti si pongano in un capello per fare l'estrazione e divisione delle dette Cale a sorte, il che fatto ed eseguito si sono estratti tutti sei dal detto capello per mano di un fanciullo, alla presenza loro, mia e delli testimoni infrascritti, cioè per il primo è restato estratto il nome del detto Bernardino Palmero, quale domani sarà il primo a calare alla detta Calagrande, martedì sarà il primo a calare la prima Cala d'Aze e mercoledì la Cala di Corzetto, ossia Pietra di Capo con quelli cavi e sotto quelli modi che si è detto.
Per martedì la detta Calagrande toccherà al detto P. Battista Pelo per essere restato estratto per il secondo, al quale spetterà e toccherà la prima di Aze per mercoledì mattina, e quella di Corzetto per giovedì mattina.
Parimenti resta estratto per terzo il detto P. Antonio Pelo per la detta prima Calagrande per mercoledì, e quella d'Aze per giovedì, e quella di Corzetto per venerdì.
Per giovedì la prima Calagrande è toccata a sorte al detto Agostino Boglio, al quale toccherà venerdì la prima di Aze, e sabato la prima di Corzetto, essendo restato a sorte estratto per quarto.
La detta prima Calagrande per venerdì sarà del detto P. Francesco Pino, quale è stato estratto per quinto, al quale sabbato è dovuta la prima Cala di Aze e lunedì dell'altra settimana quella del Corzetto.
Et essendo restato estratto per l'ultimo il detto Nicola Quaquaro perciò li spetta la prima Calagrande per sabbato, e la prima di Aze per lunedì dell'altra settimana e quella del Corsztto per il martedì che seguirà; e così si osserverà sempre in apresso, cominciando di nuovo dal primo».

Questo convegno fu stipulato nella solita residenza della Comunità sammargaritese, ed i pescatori, che venivano in tal modo a smussare tutte le angolosità, provenienti dalle gelosie del mestiere, aggiungevano per il benessere del patrio loro campanile che pescando in domenica e nelle altro feste, dovessero elargire due terze parti del guadagno alla Chiesa parrocchiale, che su splendido disegno si andava allora innalzando.


1 Sciabica è una rete a sacco trascinata in genere da due imbarcazioni appaiate
2 Leudo, imbarcazione con vela latina e fiocco di prua su una specie di bompresso, lunga asta amovibile all'ormeggio

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