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    Pezzi di storia

Gli abusi dei vip a Portofino
di Fabio Pozzo

La Stampa – 15 febbraio 1991

Un processo che pare inarrestabile e a senso unico, che non riguarda più i soli vip ma è diventato strumento di arricchimento e/o consenso elettorale.

Centocinquanta nomi che corrispondono ad altrettanti abusi edilizi compiuti in una delle riserve naturali più belle e prestigiose della Liguria. L'elenco, che si riferisce a quei proprietari d'immobili che hanno presentato domanda di condono edilizio per il periodo sino al 1983 e che il gruppo regionale dei Verdi ha reso noto nei giorni scorsi, dopo che le relative pratiche sono giunte sui tavoli dell'Ente Monte Portofino, è l'argomento principe ai tavolini dei bar che si affacciano sulla celebre «piazzetta».

Falck Villa Falck

Se n'è parlato e se ne sta parlando ancora in salotti e controsalotti delle stesse case in «odore» d'abusivismo, ma anche sui sofà di appartamenti genovesi e soprattutto lombardi. In esso compaiono nomi noti: di industriali, commercianti, ex-sindaci e fior di professionisti. Addirittura c'è chi dice di avervi individuato quello di un conosciuto ambientalista.
E immancabilmente si sta assistendo ad una sorta di «caccia al Vip». Per chi è pratico di Portofino, per esempio, non costa molta fatica individuare il nome di Elisabetta Hobson in quello della moglie di Roberto D'Alessandro, sindaco uscente di Portofino e già manager di aziende pubbliche. La richiesta di condono? Pare per il rustico che la famiglia D'Alesandro possiede sul Monte. Oppure è facile leggere dietro Maria Pia Tavazzani, il cognome da «signorina» di Vecchi e quello di seconde nozze di Fanfani: si tratta insomma di Maria Pia Fanfani, moglie di Amintore, che si è autodenunciata sembra per una veranda in più del piccolo ma lussuoso appartamento con balcone in ferro battuto che si affaccia direttamente sul borgo.
Nessun problema di identificazione per Giorgio Falck, acciaio, che assieme alla moglie Rosanna possiede all'inizio della salita San Sebastiano villa «La Primula».

Garrone Villa Garrone

E nemmeno per Riccardo Garrone, petrolio, nell'elenco presente anche come Garrone Spa: la villa è quella che rimane sotto la strada che porta alla «piazzetta», fronte mare, già villa Mondadori (l'aveva costruita Leopoldo Mondadori) e già villa Cristina per volere del finanziere d'assalto Franco Ambrosio.
Più difficile, invece, se si tratta di sigle di società. Per esempio l'immobiliare «DMC Srl», località villa Altachiara: fa capo alla contessa Francesca Augusta, elicotteri. La villa rimane sopra il ristorante Pitosforo, prima del castello Piaggio. Oppure quella della assicurazione «Italia Spa», viale Baretta 13: come non ricordare Beppe Croce, il presidente della Federvela internazionale, scomparso da alcuni anni? Già proprietario dell'albergo Splendido e della villa Croce, che guarda al mare e al porticciolo.
Meno difficile il nome di Leopoldo Pirelli, pneumatici: la sua villa rimane dopo l'istmo, verso il faro, dietro castello Brown. Vicino le ville di Franco Carraro, sindaco di Roma e di Nordio, già presidente dell'Alitalia. C'è poi Franco Corbetta, industriale milanese: la sua proprietà è sulla strada, prima di entrare a Portofino. Poi, ancora una società: è la «Pudel Spa», del defunto Klaus Pudel, industriale d'origine tedesca: la villa, dove oggi si recano le figlie Monica e Barbara, domina il borgo, a poca distanza da villa Recchi.
E ancora, Federico Borromeo, conte: la villa è sul Monte, immersa nel verde. Altri nomi? Santino Repetto, che aprì il caffè Excelsior, deceduto. Luigi Velo, ex-proprietario del ristorante «Il Delfino», sulla piazzetta, e fratello dell'ex sindaco di Portofino Prospero Velo. Giorgio Mussini, approdi e assistenza imbarcazioni, in «calata».

Altachiara Villa Altachiara

E anche Mauro Vinelli, ex-titolare del ristorante «Pitosforo», con appartamento sopra il locale. C'è anche il nome di Giorgio Isenburg, papà di Chicco, velista già dell'«Azzurra». E quello di Venanzio Maconi, scomparso di recente, padre del titolare del ristorante «Concordia». Poi ancora, Federica Denaro, comproprietaria del ristorante «Da Mario».
L'elenco riporta altri nominativi: quelli di portofinesi da generazioni oppure di residenti acquisiti, accomunati dalla proprietà di un appartamento, di una villa o di un bilocale che, appunto, vuoi per una veranda o per una «rimesserie» in più, è in parte abusiva. E quando la «caccia al Vip» si ferma per mancanza di informazioni, in «piazzetta» ci si affida al gioco delle «assonanze»: e si sottolinea sull'elenco nomi come Stoppani (sorella di Plinio, titolare della fabbrica di Cogoleto), Archinto, Zegna. Con la possibilità di incorrere nel rischio di omonimie.

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