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    Pezzi di storia

L'uso dei cognomi a Rapallo (3/3)
di Arturo Ferretto

Il Mare – 27 marzo 1920

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La geografia, con tutte le sue diramazioni orografiche, coreografiche idrografiche, topografiche etc. fu pur messa a contributo per la formazione dei cognomi.
Ed il gruppo è forse uno dei più vasti e fruttuosi. Italia
L'alte vette dei monti sino al loro declivio ci danno i Cima, i Monti, i Montagna, i Monticelli e i Pedemonte, nati alla falda, o al piede montano.
E, perché il monte era bruno fece nascere i Montebruno, e perché bello, i Belmonte, e i Mombello e Montebello, famiglia quest'ultima rapallese, oriunda di una località omonima; e perché era alto fece nascere i numerosi e sparpagliati Montalto e Montaldo.
Quando i Cicagnini, a metà del secolo XII, offrirono il poggio chiamato de Veta, al Comune di Genova per porre un argine alle angherie dei marchesi Malaspina, edificarono un castello chiamato Monte-leone, ed il borgo ivi sorto diede origine alla famiglia Monleone.
Il giogo, o giogaia dei monti, ci dà la diffusa propagine dei de Iugo, mutata in Giovo, sparsasi a S. Michele di Pagana ed a Santa Margherita, ed ascritta al Libro d'Oro della Nobiltà.
Il bricco, col suo diminutivo presenta i Bricchetto.
Il luogo stretto, o serrato, sia in pianura o in montagna, ci offre il cognome Serra e Serreto, avvertendo che tanto l'uno, che l'altro, possono essere nomi di località, preesistenti alla formazione del cognome.
Infatti abbiamo la località di Serreto nel distretto di S. Martino d'Albaro, e non poche Serre nell'alta Polcevera.
In luogo eminente, diverso da collina, in quanto che questa abbraccia la catena di più poggi, chiamasi poggio, da cui pullulano tutti i Poggi, Poggio o de Podio.
In Rapallo ammiransi tuttora le rovine della Chiesa di San Tommaso de Podio, nella parocchia di Campo e la cappella di S. Rocco fu edificata nella località chiamata de Podio.
Il popolo, anziché poggio, ci fornisce la voce dialettale seggio o seglio, corrotto in soglio, ed ecco sorgere il Soglio, di Fontanabuona, situato sopra un ameno poggio.
Il colle, la colla e la piccola colla producono i De Colle, i Colla, i Colletta, e la villa i Villa, e i Pedevilla.
Una famiglia che per le grandi ramificazioni è destinata a non morire giammai è quella dei Costa.
In Rapallo, a metà del secolo XV, troviamo cinque grandi vivai, che alimentano i suoi ceppi. La costa di Foggia, S. Lorenzo della Costa, la costa di Nozarego, S. Ambrogio della Costa, la costa di S. Michele danno origine a cinque alveari, che nulla han di comune tra loro, sicché anche per un genealogista rapallese sarebbe difficile costituire l'esatta genealogia di esse.
La costa, se piana, o acuta, o grande, ci dà i Costapiana, i Costaguta, i Costamagna. La terra zerba, o priva di vegetazione ci dà i De Zerbi ed i Zerbino.
Una strada senza riuscita è un Ronco onde oltre il Ronco (che è pur nome di paese p.e. Ronco Scrivia) ci troviamo innanzi ai Roncaglioli, comuni nei nostri villaggi di Noceto e di Campo.
Se dal monte scendiamo al basso, e facciamo un'escursione nell'alta Fontanabuona; e precisamente al confine fra Tribogna e Gattorna, una frazione, con parecchie case raggruppate, vien da Ca dei Bassi, ed ecco i Basso antichi in mezzo a noi.
Il campo ci darà i Campi, e la pianura i Dellepiane, i Painello, i Piana etc. ed è bene ricordare che il villaggio nostro di Santa Maria del Campo, nei documenti del secolo XII è detto pure Santa Maria de Planis per la sua conformazione.
Il basso terreno compreso tra due monti, o due file di essi, ci dà la valle, dove hanno culla i numerosi Valle, di tutta Italia, essendo i nostri nati nella pianura di Campo, e nella bella valle (località di Canevale) nascono i Vallebella.
Il rivo, il fosso, il fossato, la strada, la via, il viale, la crosa ci danno i Del Rio, Del Rivo, i Fossa, i Fossati, gli Strata, i De Via (erano a Rapallo nel secolo XIII), i Viale, i Crosa.
La via cava, o la via alla cava, offre i Viacava di Paraggi.
Non mancano i diminutivi, onde a Santa Margherita trovo fiorenti i Vialino, o Valino, altrove i Pianavia, i Corsetto o Crosetto, e i Crosiglia o Corsilia, quest'ultima, frazione tra Neirone e Roccatagliata.
Il rivo o rio unito ad un aggettivo, ci dà il summus rius, che diventa Semorì (come il villaggio di summus vicus nella valle di Sturla si cambia in Semovigo) onde i Semorile di Zoagli.
Col nome di rius malus è indicato il villaggio di Romaggi in Fontanabuona, da cui discendono i Remaggi.
Nel distretto di Nozarego, come da pergamena di S. Fruttuoso del secolo XI, rintracciasi la località di rio seco, che dà origine ai Riosecco o Roisecco di Santa Margherita.
Il popolo corrompe a suo beneplacito a volte senza alcuna legge glottologica, le parole, tanto è vero che col nome di malaurus o malus rius il popolo chiamò il Malvaro torrentello di Favale e con quello di rumanza il Riomaggiore, una delle Cinque Terre.
La strada intersecata da un'altra forma l'intercisa o incisa, o una croce, donde numerose borgate che con tal nome son conosciute. I Croce riscontransi ovunque.
Ad Orero, villaggio montano della Fontanabuona, rintracciasi una frazioncella, che porta appunto il nome di Incisa.
I dell'Incisa valicarono i monti, e scesero a Rapallo nel secolo XIV, incorporarono l'articolo, assumendo il cognome di Lincisa e Lencisa, estinguendosi nel terzo decennio del secolo, che ci precorse.
Anche la parola cuneo vien applicata ad una località, incuneata tra i monti o strade, quindi alle falde tra Coreglia e Canevale troviamo il Piano del Cuneo, che alimenta non pochi vivai, e manda virgulti a Moconesi, a Rapallo ed altrove.
A Bastia di Corsica i Cuneo attualmente son diventati Cunèo, avendo accentata la vocale.
L'orto e il giardino fan nascere i Dall'Orto e i Giardino, o Giardina, e per conseguenza i Montegiardino, o Mongiardino, nome pure di villaggio nei Monti Liguri.
L'aia, il breve spazio di terra, ove si batte il grano, nel latino medioevale è aira.
Il piano di aira in Orero di Fontanabuona, è la culla di numerosi Arata, ivi rimasti, andati a Chiavari, a S. Pietro di Novella ed a Rapallo.
E la piccola Aira ci offre gli Airola, nostrani, e genovesi, ascritti alla nobiltà.
L'estrema parte della terra, che termina e soprasta all'acqua, confine della terra coll'acqua del mare, e di un fiume; oppure quel terreno che si alza a bella posta, e si pone a pendio lungo qualche muro esposto a mezzogiorno, accioché le piante vengano primaticcie, chiamasi riva.
Ed eccoci al grande manipolo dei Riva o Ripa, Riparola, e Rivarola, Rivanera, e Rivalta, secondo che la riva era piccola, nera ed alta.
Le nostre fascie, disposte a tavolieri le une sull'altre sorgenti, originarono i Fasce. Il luogo poi, disposto a fascie ci dà il fasceto, d'onde un'antica famiglia rapallese, oriunda delle pendici di S. Ambrogio, portava il nome di Faxeto.
Nel secolo XVI mutò l'e in a, diventando Fasciato.
L'accorciatura del capo preso come cima d'un monte, ci dà il co, che unito all'aggettivo albo, o bianco, riscontrasi negli Albocò o Arbicò. Infatti gli Albocò di Foggia nei documenti latini son chiamati de Albocapite.
In questo grande libro della natura, continuamente aperto a tutti scorgiamo in buon numero le fontane per dissetarci ed i ponti per passare quindi è giusto che salutiamo i Ponte ed i Fontana, e i Fontanini. Rechiamoci alla spiaggia del mare. In dialetto chiamasi gaêa e ciazza, e nel latino medioevale arena.
Abbiamo la famiglia Ghiara, che in vernacolo ha conservato la sua antica dicitura. Basterebbe a provarlo o sciò Gaêa.
Chissà quante vie pretendeva quel Signor Ghiara, che passò proverbiale.
Il fenomeno glottologico più strano riscontrasi a Zoagli, la cui spiaggia, a seconda del dialetto, o del latino alimenta due famiglie che riconoscono lo stesso stipite (come i Marchese e i Marconi di Portofino), cioè i de Plazia e i de Arena.
I primi sono i Piaggio e gli altri gli Arena, ascritti entrambi alla nobiltà genovese.
Dalla terra, che, nuova, bianca, e rossa, offre i Terranuova, i Terralba ed i Terrarossa (nomi pure di altrettante località), e dalla spiaggia andiamo al mare, che dà il gruppo dei De Mari, dei Marinetti e Mainetti, Marinesi e Maineri, dei Marino e dei Maino, e troviamo che la barca, la galea o galeazza, il bucio, o gozzo, formano le famiglie Barca, Galea, e Galetta, Galeazzi e Bucci. Il piccolo scafo della nave è Scafino, e con tal nomignolo, a metà del secolo XIII, chiamansi a Camogli, paese marinaresco per eccellenza, gli Scafino, tramutatesi in Schiaffino, diramatasi a Portofino, Santa Margherita e Rapallo.
A Chiavari fioriscono Raffo, ad Ogno i Raffetto, e raffio è uno strumento di ferro adunco, usato dai marinai: a Genova nel secolo XIII, fiorirono gli Artinzone, e artimone è una vela maggiore o minore.
E non mancano i Vela.

L'ultima puntata dell'articolo è pubblicata sul numero del 3 aprile 1920, che non abbiamo a disposizione. Sarà nostra cura completare questo articolo non appena possibile.

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