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    Pezzi di storia

Cesare Esposito, pittore

foto 1 Aveva 24 anni quando, nel 1908, esponeva alla Società Promotrice di Belle Arti, prestigiosa istituzione napoletana, e vendeva due tele a Sua Altezza Reale il Duca d'Aosta e al Comune di Napoli.
Cesare Esposito era nato a Napoli nel 1886 e fin da giovanissimo si era dedicato all'arte frequentando la scuola di un'eccellenza come Vincenzo Gemito (1852-1929), di Gaetano Esposito (1858-1911) e di Edoardo Dalbono (1841-1915).
Dopo la parentesi della Prima Guerra Mondiale, intorno al 1920 venne a Genova per esporre ad una mostra e visitò il suocero, che a Santa Margherita aveva un'attività commerciale: attratto dalla bellezza dell'ambiente e forse dalle opportunità di affari, decise di trasferirsi.
La Riviera Ligure diventa il fulcro della sua attività e i suoi dipinti, come disse un suo estimatore, ritraggono "Marine deliziose, dense e giuste di toni, tagliate con gusto, sostenute con efficaci contrapposti di luci e di ombre; paesaggi liguri di modi larghi, compendiosi, d'osservazione esatta". quadro 1
La figura e il ritratto lo interessano meno, ma il livello è sempre magistrale.

foto 2 Nel 1921 a Rapallo, in Corso Italia, il rag. Ernesto Romagnoli inaugura una Mostra Permanente d'Arte ed Esposito costituisce l'attrazione principale. In tale occasione scrivono di lui "Con facilità unica passa dal grande tratto alla linea piccolissima; dalla pittura ad olio, all'acquarello, al guazzo1, al pastello, ed in quest'ultimo dimostra tutta la sicurezza nei contrasti dei colori e negli effetti di luce ottenuti con mezzi semplicissimi. Con la stessa facilità con cui tratta delle varie pitture, egli lavora i più vari soggetti. Le marine, i paesaggi, il ritratto, le nature morte, quadro 2 tutto è per lui oggetto di studio e di lavoro…".
Sperimenta anche tecniche nuove, come la sovrapposizione di numerosi strati di vario colore, raschiati più o meno profondamente per dare un risultato simile al pennello.
A Santa Margherita ha uno studio modesto in via Milite Ignoto, dove ogni tanto organizza mostre personali.
Nel 1926 è a Milano, dove la Galleria Borgonuovo espone 150 suoi quadri "metà dei quali sono pastelli ritraenti quasi tutti i lembi del Golfo Tigullio… anche la produzione a olio fa onore all'artista, e lo porta ad altezze che molti pittori strombazzati a tutti i venti non si sono mai sognati di raggiungere… colori vividi e caldi del meriggio, languidezze serotine, vapori fuggenti nell'alba, angoli di serafica tranquillità… Da essi traspare evidente l'humus poetico di un'anima meridionale.".
Alla ricerca di novità e attratto dall'ambiente marittimo, lasciò per brevi periodi Santa per dipingere l'Adriatico veneziano e chioggiotto ed il Tirreno livornese. quadro 3
Le necessità quotidiane della famiglia e le difficoltà a "sfondare" in un ambiente difficile lo costrinsero spesso al baratto con beni di prima necessità: molte case di Santa Margherita hanno alle pareti le sue tele ad olio e i pastelli. Tra i suoi amici contava il fotografo Giuseppe Tronelli, un marchigiano che svolgeva il proprio lavoro da vero artista, realizzando composizioni creative.

Col tempo la sua costituzione fisica, la sua mente e le vicende di coloro che erano stati i suoi maestri lo portarono alla malattia. Nel 1911 il pittore salernitano Gaetano Esposito, colpito da esaurimento nervoso, si era impiccato. Nel 1929 era mancato Vincenzo Gemito, che intorno al 1886 aveva trascorso una grave parentesi di quadro 4 follia.

Lo scultore e disegnatore Vincenzo Gemito nacque il 16 luglio 1852 e il giorno successivo fu posto nella "ruota", il meccanismo istituito dalla Pia Casa dell'Annunziata di Napoli per accogliere i neonati abbandonati. Gli fu attribuito il cognome Genito (poi trascritto come Gemito): l'altro cognome tipico dei trovatelli era Esposito.

Cesare Esposito si ammalò nel 1936 e morì nel 1943, dopo essere stato ricoverato a Quarto. quadro 5 quadro 6 quadro 7 quadro 8


1 pittura a tempera nella quale la gomma sostituisce la colla animale

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