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    Pezzi di storia

Santa Margherita Ligure nel 1887 (2)
di Angelo Filippo Rainusso

Guida-Dizionario Ligure (ed. A.F. Rainusso) – 1887/88

(precedente)

Verso il finir del secolo XII la Rep. di Genova richiamò sotto di sé Recco, Camogli, Uscio e Rapallo, dichiarando formare esse una terra di Liberi o Arimannia1.
Sugli scogli dei Cappuccini v'ha un castello antichissimo (anteriore certo all'invenzione della polvere, XIV) di forma quadrata con torre rotonda, già in difesa pubblicità dalla parte del mare, che divide due seni marini, due rade deliziose, Corte e Ghiaia.
«La Comunità deliberava cinque salvi Generali dell'Artiglieria del Pubblico Castello, come antichissimo baluardo, e ciò stabiliva e confermava ancora nel 1632-62» (Arch. Com.)
Sulla strada carreggiabile per Portofino, prima di Paraggi il forte (1556) già Monastero S. Gerolamo della Cervara (1364) che alloggiò il Pontefice Gregorio XI (1376), lasciando in dono due turiboli e gli indumenti pontificali; e Francesco I, re di Francia vi fu tratto prigione da Carlo V (1525) tuttora esistendovi la sua prigione: già in istato di deperimento venne ristaurato dal Cav. Prof. Vairo Albino Ch. R. S.2 dal 1872 e ridotto a deliziosa villeggiatura; a sinistra entrando nella nuova gotica chiesa sono incastrate nel muro una rimpetto l'altra le effigie marmoree sepolcrali di Guido Scetten (1367) e del fondatore Lanfranco di Ottone (1379); un sarcofago in marmo romano che già serviva di vasca nell'attiguo giardino fu esportato in Ruta presso la famiglia Avignone ove lo vedemmo in un pianterreno: è lungo 2 m per 60 cm tutto sculto nella parte anteriore di scanalature ondeggianti dall'alto in basso nel cui mezzo in busto l'effigie d'un uomo sopra due cornocopii intrecciati, e alle due estremità dell'urna due putti con fiaccola accesa e un vaso per ogni mano ora quasi irriconoscibili.
S. Margherita fu barbaramente saccheggiata con S. Giacomo di Corte e Zoagli dai Veneziani con 22 galee (1432).
I marinai hanno conflitti tremendi coi pirati e lotte tremende nelle quali lo spirito di parte commise orribili crudeltà (1527).
Nel 1528 la peste distrusse pressoché interamente le popolazioni più prossime al mare e S. Margherita rimase maggiormente danneggiata, per cui le fu annessa la parrocchia di S. Siro, ove i superstiti furono in maggior numero.
La Repubblica ascrisse dopo il 1430 Portofino alla Podesteria di Rapallo, includendolo nello antichissimo quartiere del Pessino poi Pescino che eleggeva i Sei3 e Consiglieri prima del 1577 (decr. 22 Febbraio e confermato 1588) e comprendeva nel 1642 S. Margherita, Corte (ove si accenna a un palazzo di Giustizia, ora proprietà Giudice, già Pino, in via Corte), S. Siro, Nozarego, Portofino e fino al 1797 anche il territorio di S. Fruttuoso formando un Magistrato composto di otto ufficiali, cioè due per Parrocchia, o Agenti oltre un Agente maggiore, dopo che vi fu tolto Portofino (1771) avente sede in Carroggio Borgonuovo ora via Cairoli.
Un decreto del 18 Agosto 1589 regola la rassegna per la milizia «di uomini scelti come approvata in tempi addietro presente il Capitano valoroso di Rapallo, acciò si confaccia se questi uomini sono ben armati senza però averle alcuna superiorità… facendole intendere che prendino un giorno di festa meno in loro scomodo possibile… e notificarci se veramente sono provvisti d'arme come si conviene… Ha ordinato et espressamente comandato a tutti li scelti e militie… il dover ubbidire ad ogni e qualsivoglia ordine… sotto queste pene arbitrarie sino alla Galera inclusivamente… ed anche proibitione il potersi partire dalle loro case et andare fuori della giurisdizione senza licenza… sotto le medesime pene et acciocché quanto sopra pervenga a notizia di tutti se ne fa la presente grida pubblica ecc.» (3 Ott. 1684).
Vengono pur nominati i Mestrali4, gli Ufficiali di Sanità ed i Padri del Comune partitamente, attendenti al Castello, all'Orologio, alla Torretta ecc., un Capitano e 16 Caporali per Banditi (XVIII) come da manoscritti più antichi in Archivio Comunale, che solo dobbiamo alla ben nota e rara squisitezza dell'attuale Archivista e Vice Segretario l'egregio amico nostro Perazzo Enrico Varesino.
Nel 1635 la Comunità deliberava fondare un Ufficio d'Abbondanza e nel 1658 partiva da Rapallo una barca con mine 1230 grano da ripartirsi tra S. Margherita, S. Giacomo, S. Siro, Nozarego, Portofino.
Vendonsi i cannoni del Castello per ispacciamento delle foci, accomodamento delle strade, del Castello, della Torretta e del Castello di Paraggi, «avendo detti forti massime il Castello vetusto bisogno di restauro, e per costruire un ponte presso S. Siro, poco distante da quello che gli anni passati fu travolto dal torrente Serrona che da qui per la strada detta romana conduce a S. Lorenzo e Genova.» (1718)
Diluvio con grandine (4 Maggio 1752) e spaventosissima innondazione della foce (17 Agosto 1765) che si ripete nel 1767-69-93, nonché vento terribile (1784).
Occupata dai francesi installatisi in S. Agostino: elezione municipale provvisoria con Portofino e protesta di quest'ultimo per essere escluso, come avviene di fatto (26 Luglio 1797) e costituzione definitiva nell'Oratorio della Morte formando la prima sezione (29 Luglio) con innalzo dell'Albero della Libertà, distrutto dal popolo di S. Michele d'Olivastro (5 Settembre). Festa patriottica pel rinnalzo dall'Albero (8 Ottobre) e concessione a S. Giacomo di Corte per lo stesso rialzamento sul piazzale della Chiesa, con festa patriottica e da Ballo nel palazzo Durazzo ora Centurione (21 Dicembre).
Fanatismo per le elezioni: lagnanze e reclami di S. Giacomo per essere separato (21 Marzo 1798) come avviene di fatto. S. Lorenzo della Costa è aggregato a S. Margherita (1799) dopoché Portofino e S. Margherita tosto eretta Comunità anche S. Giacomo di Corte fanno causa alla stessa per abolizione di questo Cantone, 30 ottobre 1798, dal cui Processo Verbale trascriviamo la seguente effemeride: «S. Giacomo di Corte è stato eretto in Comune dai francesi dal 1798 al 1812 inaugurando le sue sedute il 16 Luglio nell'Oratorio S. Erasmo sotto la Presidenza provvisoria: Andrea Raggio. Nella Contrada Fratellanza (prima Magistrato e ora Mazzini) vi si aggiunge la notte 17 Luglio da malviventi:» Cantone di Carogne ossia Put. (a tutte lettere). Vien fissata la municipale residenza nella casa Durazzo prossima all'Oratorio inscrivendo al di fuori: Municipale residenza del comune di S. Giacomo di Corte Cantone di d.o Comune di Nozarego e Portofino e Residenza del Giudice di Pace dello stesso Cantone; cangiando il nome a tutte le strade fra cui a quella Zuncheto che intitolano: Vico della Moderazione, ma ne viene subito ordinata la cancellazione dal Commissario di Rapallo per lettera 4 Agosto del Ministro della Polizia di Genova. La Municipalità di S.ta Margherita fa arrestare un cittadino di Corte in propria casa (11 Agosto) e prende 9 tonni alla tonnara pel rifiuto del padrone di pagare il 5 %. Portofino è aggregato a S. Giacomo, il quale fa contravvenzione di vino a certa Costa ma il Commissario di Rapallo redarguisce severamente la Comunità (15 set.).
1800, 26 Agosto: Inaugura la prima sezione il Presidente Gioachino Pino, eleggendo i Censori e due Esattori (uno di Corte e l'altro di Nozarego). Viene alzato clandestinamente l'Albero della Libertà sul Magistrato, e relativo processo, Settembre5, - 19 Ottobre: Pres. Gius. De Bernardi. L'ufficiale francese a S. Margherita arresta un cittadino di Corte (6 9.bre) ma avendo questi preso un equinozio (così dice sempre il verbale) è messo in libertà. Per ordine del Ministro di Polizia Generale inalberasi l'Albero nel Magistrato (17 9.bre)6. Partono i francesi (20 9.bre)7.
1801, 21 Maggio: Pres. Francesco Palmieri…
1804: eleggonsi 14 consiglieri, di cui 8 a Corte e 6 a Nozarego (6 Ottobre).
1805, 21 Brumaire8: Impero Francese, Divisione Militare, Dipartimento degli Apennini, Maire di S. Giacomo di Corte: Francesco Palmieri, Gerolamo Costa presidente…
1808, 10 Maggio: In virtù del Decreto Imperiale 14 Febbr. 1806 il Maire ordina il riattamento delle strade per Nozarego e Cervara-Paraggi; propone di formare il Porto, il consiglio approvando con 7 voti favorevoli e 3 contrari, 31 Agosto. Determinasi rimettere il Ponte o Moletto da sbarco nel primitivo luogo conservandone la lunghezza di 24 palmi sopra 8 in larghezza, 2 sopra il livello del mare e 6 sino al fondo (nell'attuale piccolo scalo ai piedi del Porto di fronte a salita Montebello e sul confine di via Garibaldi).
1812, 25 Novembre: Pino Majre agiunto.

Per decreto 22 Dicembre 1812 di Napoleone I e 22 Gennaio 1813 del Prefetto Duval, i due Comuni di S. Margherita e S. Giacomo (ai quali non era più aggregato Portofino dal 1799, per ulteriori documenti) sono ancora riuniti sotto l'unico nome di Porto Napoleone, nominando Maire9 provvisorio Costaguta Gerolamo, e aggiunti: Pino Gerolamo e Garrani Franc. (23 Gennaio 1813, Sottoprefetto Potenziani). Caduto l'Imperatore, 1814, riprende il nome di S. Margherita, 30 Novembre 1815, e con Decreto Vittorio Emanuele II, Torino 31 Dicembre 1863, aggiunto Ligure, giusta deliberazione Cons. Com. 26 Novembre.
Gran tempesta di mare 31 Ottobre 1821 e 26 Dicembre 1859, in cui andarono a picco tutti i bastimenti, salvati gli equipaggi per la perizia di abili e coraggiosi marinai locali, a cui il Governo accordò medaglia d'oro a Costa Carmagnola Nicola e d'argento a Rainusso Angelo fu Angelo, Fontana Lorenzo fu Domenico, Peirano Nicola fu Nicodemo, quest'ultimo fregiato già di menzione onorevole per altro salvataggio, 1854, ed il Rainusso successivamente brevettato dalla Marina Imperiale di Bastia, 12 Dicembre 1868, per aver salvato Sebast. Giovanetti all'isola Rossa, Corsica.
Lo stemma comunale rappresenta il mare, su cui nuota un pesce, nel fondo delle acque una pianta di corallo, in alto tre stelle, sormontato dalla corona turrita.
Illustrazioni - «Le antiche ragguardevolissime case dei Dabbene, Pilei, Quacquari, Soffia, Roisechi, Pini, case tutte benemerite che l'origine trassero dal borgo di S. Margherita e con pubbliche ambascerie, con militari spedizioni e con cent'altri politici interessanti ministeri a lodevole fine condotti in ogni età, in ogni tempo, lustro accrebbero e decoro alle Patrizie nobilissime Famiglie Cibo, Fornara, Pinella, Vivalda, De Franchi ecc.». (M. S. Parrocch. 1778)
Un Vivaldo Pino combatté contro i Pisani nella fratricida battaglia della Meloria (1284); vuolsi che un Quaquaro di qui sia andato in America con Cristoforo Colombo, 1492, e questo Municipio dovrebbe accertare il fatto onde farlo constare nella storia. Fu patria altresì al famoso giurista Giovanni Pino (XIV), agli avi di Raffaele Schiattini nato a Schio, arcivescovo di Nasso e Paro nell'Arcipelago, 1644; a Nicolò Schiattini, prof. di Medicina e letterato, ad altro Nicolò Schiattini, duca di Vidino, morto 1650; ad Ant. Maria Maraggiano o Maragliano, 1667, celebre scultore in legno, qui nato, ove si accenna sua abitazione nell'attuale via Maragliano a Corte e sepolto in Genova, 1741, in S. M. della Pace: basterebbe questo solo uomo per rendere rinomata la terra che gli diede i natali, delle cui opere pregiatissime son tutte adorne le chiese della Liguria (nonché di Spagna e America) tranne del suo paese, forse in omaggio all'antico e sempre vero aforismo: nemo propheta in patria, narrandosi di un S. Giacomo nella colleggiata di Corte a cui non lasciò che il capo certo per far intendere un giorno il genio suo incompreso. «Ci fu detto più volte da un venerando vegliardo che il nome e cognome del nostro artista era inscritto nel libro dei battezzati in S. Giacomo di Corte e che per gelosia ed invidia fu cancellato e con esso la qualifica di scultore apportatavi dappoi. Per ora la prudenza non ci permette dire altro» (F. B.. Luxardo). Appurato il fatto nulla trovammo di verosimile senonché risulta solo da quei registri parrocchiali da noi investigati minutamente un G. B. Maragliano ivi spirato repentinamente a 70 anni il 23 Luglio 1626 lasciando L. 600 a detta parrocchia di S. Gia-como, ove fu sepolto nella capella Crocifisso, con Benedicta Maregiano moglie del fu G. B. e figlia del fu Vincenzo ivi morta a 78 anni il 7 X.bre 1645 pur lasciando altro censo di L. 100, mentre nei libri di nascita pur minutamente rovistati havvi solo ed unico un Simone Gio. Maragliano di Antonio e Brigidina battezzato in San Giacomo, 1692, che può essere un suo figlio, rinvenendosi in S. Margherita l'atto di matrimonio appunto di Antonium Maragliano q. Simonis e Brigida Maria di Benedetto Novella, 1689, come pure quello di battesimo il 5 Maggio 1667 di Ant. Maria Marignano di Simone e di Maria. Se Genova con Savona ce ne contendono la paternità voglionsi documenti siffatti avvalorati pur da una costante e universale tradizione. Diede pure i natali al rinomato Tommaso Roccatagliata, 1725, fabbricante d'organi; a Gio. Vinc. Pini, 1742; a G. B. Pino, greve magistrato e giudicioso economista, XVIII; al teologo e scrittore Gerolamo Benedetto Costa, arciprete di S. Margherita, XVIII; al can. Larco Gerol., morto 1877, noto per gli ingegnosi e sapienti lavori di piccole conchiglie; e finalmente ai viventi poeta e professore Rev. Luxardo Fedele, Ingegnere Bertollo Cav. Dom. Deputato dal 1886 e Tassara G. B. nato a S. Siro, 1859, esimio artista e vantato scultore in marmo a Firenze.

(continua)


1 arimanno è un nome di derivazione germanica, dal longobardo hariman (heer, esercito e mann, uomo), che indicava guerrieri in possesso di terre inalienabili concesse dal re, dal quale dipendevano direttamente: arimannia era quanto essi dovevano al sovrano in segno di sudditanza
2 Reverendo Padre della Congregazione dei Somaschi
3 così era chiamato il capo della Comunità Sammargaritese, Agente Maggiore (equivalente dell'odierno Sindaco). Sull'origine del nome scrivono Rollino e Scarsella ne L'Archivio Municipale «Non si può dirlo con certezza; ma la relazione lasciataci dal Caffaro che la città di Genova fosse prima divisa in sei frazioni, dette perciò sestieri, e che ciascuna di queste avesse un capo, rende probabilissimo che di là siaci venuto. Qual cosa infatti più naturale che il capo d'un sestiere dal volgo si chiamasse Sei, e che quel nome passasse da lui a' capi delle frazioni, ch'erano ne' luoghi di provincia?»
4 Censori della Comunità
5 26 settembre 1800 (Annali)
6 7 ottobre 1800 (Annali)
7 20 novembre 1800 (Annali)
8 12 novembre 1805
9 Sindaco

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