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    Pezzi di storia

La Villa Spinola a Pagana (5)
di Arturo Ferretto

Il Mare – 11 marzo 1916

(precedente)

Pier Francesco Cattaneo, Signore della Villa
Il ramo dei Cattaneo, che trapiantossi in Rapallo, da cui fu tolto il virgulto, che ombreggiò e signoreggiò la Villa di Pagana è nobile sotto ogni rapporto, ed i fatti di casa Cattaneo, sia che essa porti pure il cognome dei Mallone o dei della Volta, sono illustrati da parecchi genealogisti genovesi.
Per il mio scopo accenno soltanto al testamento di Isnardo Cattaneo del fu Giacomo del fu Isnardo del fu Goffredo, redatto il 23 marzo 1638, ove nomina testatore la moglie Camilla del fu Tommaso Gentile ed un figlio per nome Giò: Carlo.
A Rapallo era già nota l'azienda del patrizio Paolo Spinola, il quale possedeva l'ameno poggio, limitato dai torrenti Tuia e Carchêa, colla scogliera che dal ponte di Venaggi, subiva una interruzione dalla spiaggia dell'interrato Porticciolo, col terreno ove sorse il Palazzo del compianto Avv. Canessa, sino alla spiaggia da Vigo, in faccia alla quale lo Spinola fece sorgere l'attuale Palazzo patronale, detto della Fabbrica.
Gio. Carlo Cattaneo, battezzato il 15 maggio del 1621 in Genova, in S. Torpete, parrocchia gentilizia dei Cattaneo, s'invaghì perdutamente di Teodora, figlia del Paolo Spinola, cui era avvinto in quarto grado di consanguineità, ed il matrimonio loro fu celebrato il 19 giugno del 1652 in Genova, nell'oratorio di S. Siro.
Il Cattaneo, che fu ascritto alla nobiltà il 5 dicembre del 1652, avendo fatto parte del Maggiore e Minor Consiglio della Serenissima, ebbe in dono dalla suocera Elianetta Spinola lire ventimila, dal suocero 2945 scudi d'oro, 137 ducati sulla zecca di Venezia, un Palazzo a Quarto e dai signori Gio: Maria, Andrea, Gio: Stefano, Ignazio e Giuseppe Spinola, fratelli della sposa, l. 16000.
Gio: Carlo Cattaneo, che dal maggio 1660 all'aprile 1661, trovo Capitano di Novi, fece testamento il 24 aprile del 1673.
Volle essere sepolto nella Chiesa di S. Domenico, nella cappella di S. Andrea, nella tomba, che egli si era preparata. Diede facoltà alla moglie Teodora di dotare le due loro figliuole Camilla e Maria Elianetta, lasciando erede usufruttuaria la moglie, tutrice dei figli Isnardo, Paolo Maria e Pier Francesco.
Morì il 27 aprile dello stesso anno.
L'Isnardo, che fece testamento il 20 marzo 1682, scompare dalla scena della vita, onde l'asse patrimoniale, aumentato a dismisura, poté dalla madre Teodora essere diviso nelle sue disposizioni testamentarie del 27 settembre 1682 in modo che le due figlie Camilla ed Elianetta ebbero 100000 lire di dote e i due maschi tutti i beni paterni e materni.

Colle ricchezze di due case patrizie Cattaneo-Spinola, il cui doppio stemma riscontrasi tuttora in una vecchia saponeria di Rapallo quasi di fronte all'Oratorio dei Neri, Pier Francesco Cattaneo, battezzato in S. Torpete il 18 maggio del 1667, ed .ascritto alla nobiltà il 18 dicembre del 1690.
Nei Registri dei Donativi del Santuario di N. S. di Mont'Allegro, sotto la data del primo luglio del 1693 trovo: «avuto un pallio dall'Ill.mo Pietro Francesco Cattaneo».
Il 7 settembre del 1699 alcuni testimoni si esaminano:

«Quella stradetta che comincia dal portale della villa dell'Ill.mo Sig. Pietro Francesco Cattaneo posta nella Capella di S. Michele detto Pagana, e continua sino alla Marina fra la villa sudetta del detto Sig. Pietro Francesco e della signora Camilla Antonia Orero non è strada publica, ma bensì comune solamente a dette due ville, che prima erano d'un solo padrone, e per comodità del Castello, e mi ricordo benissimo che sul principio di detta stradetta dove si dice dal Crocifisso vi era un portone che si chiudeva, in segno di che vi sono anche oggi de li doglioni che la regevano e detto stradetto è sempre stato comunemente tenuto per tale».
Il 7 agosto del 1705 i Conservatori di Sanità con apposito decreto ordinarono che fosse tolto il Posto di Guardia dalla fortezza di Pagana, recante servitù di passaggio alla villa del magnifico Pier Francesco Cattaneo, e fosse ristabilito come prima nella Torre di S. Michele, posto meno guardato e più pericoloso.
Il 28 settembre del 1705 in detta Villa di Pagana, convennero parecchi patroni di liuti di Santa Margherita e di Camogli, i quali, ad istanza di Ambrogio Spinola, monaco della Certosa di Pisa, si esaminarono circa «la consuetudine di contribuire tutti quelli che vanno a pescare all'isola di Gorgona un spione [spigone, rete er la pesca delle acciughe] d'acciughe ogni mattina al castellano di detta isola e due barili d'acciughe salate in tutta la pesca per la comodità del tendale che stendono nelle cale».

Il 24 maggio del 1710 il Rev. Gio: Lorenzo Azeno parroco di S. Michele dichiara alla Curia Arcivescovile «di aver trovato l'oratorio nuovamente fabbricato dal magnifico Sig. Pietro Francesco Cattaneo nella sua casa di Pagana molto nobilmente fabbricato e abellito in tutto il materiale del vaso disparato da tutti gli usi domestici mobiliato decorosamente e provveduto di tutti i sacri utensili necessarii per la celebrazione della S. Messa, non solo a sufficienza, ma in abbondanza attesa la provvigione già fatta por altro oratorio pure privato alla stessa casa contigua il quale in oggi è levato».
Ed a sua volta, il 2 giugno del 1710 il Rev. Gio: Maria Gnecco attestava pure che «undici in dodici anni circa d'ordine di Mons. Abbate Guerra Vicario Generale, visitai un oratorio privato posto nella casa rurale dell'Ill.mo Sig. Pietro Francesco Cattaneo del fu Gio: Carlo, nella villa di S. Michele d'Olivastro, luogo detto Pagana, e lo trovai decentemente ornato, lo benedissi e celebrai più volte la messa in detta Capella e prima di benedirla vidi e riconobbi il breve autentico di Roma, in virtù di cui il sommo pontefice concesse al detto Cattaneo la facoltà di detta Capella».
In base a queste veridiche attestazioni, la Curia Arcivescovile, con decreto del 18 agosto 1710, permetteva la celebrazione dei sacri riti nella cappella del Cattaneo, posta nel Palazzo di Pagana.
Il Cattaneo, il 31 ottobre del 1713, essendo a Prêli, alla marina, in una delle sue case, costituiva un procuratore nelle quattro fiere, che la nazione genovese celebrava allora a Santa Margherita, ed il 9 luglio del 1717 dichiarava di ricevere dal Governo di Genova, una somma per essere stato Commissario nella fortezza di Savona.
Egli morì il 21 gennaio del 1728, e il 24 gennaio fu sepolto nella Chiesa di S. Domenico in Genova, nella tomba di famiglia.
L'erede suo fu, il fratello Paolo Maria; onde la Villa di Pagana, con tutti i suoi annessi e connessi, passa in suo dominio.

(continua)

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