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Santa Margherita Ligure nel 1887 (3)
di Angelo Filippo Rainusso

Guida-Dizionario Ligure (ed. A.F. Rainusso) – 1887/88

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Chiese e Monumenti - Ha cinque chiese parrocchiali, dip. diocesi di Genova. Merita special menzione l'Arcipretale Plebania e Collegiata S. Margherita V. e M. la maggiore delle due Riviere, molto anteriore al 1232 allora già collegiata alias tempio pagano per l'urna cineraria tanto decantata e chiesa antica assai grande pubblicità già larga 125 palmi di tre navi con 6 capelle oltre l'altar maggiore, con facciata e porta maggiore verso levante e 2 porte laterali sulla piazza; riedificata sui fondamenti e rovine del demolito tempio, 1658-1672, con magnifica facciata in istucco di puro stile romano a nord e sulla piazza spaziosissima, il cui selciato era adorno di bel disegno a variopinti sassolini; conservando due quadri presso il fonte, 1447, la statua e croce di argento di N. S. della Rosa, 1526, predata la prima dai francesi, 1800, unitamente all'altra statua pure d'argento di S. Margherita, magnifico dono comunale, che un Remaggi Agostino riuscì solo a poter riscattare per L. 800 salvaguardandola poi in sua casa via dell'Arco 6 p. 2; altre statue in marmo di S. Margherita, in coro, S. Pietro e Paolo ai laterali; un crocifisso in legno e un Angelo Custode, 1630, le preziose reliquie di S. Margherita, avute 1635, in urna cineraria d'argento maestosa chiuse in una nicchia tutta in marmo da una cancellata in ferro, alcuni gradini, due pezzi di colonne, un grosso capitello antichissimo nella nicchia suddetta, altri antichi e pregevoli cimeli, un secolo fa ancora il vecchio campanile a pietre levicate, quando fu eretto ad occidente il nuovo barocco, 1750, ecc. ecc.
Fu eretta Arcipretura dal cardinale Spinola, 1666, assoggettandole S. Giacomo, S. Martino di Portofino, S. M. di Nozarego, S. Lorenzo, San Michele, S. Siro, dismembrate da Rapallo, e consecrata dall'Arciv. Lercari, 1770, attuale Vicariato da cui dipend. le parrocchie di S. Michele di Pagana e S. Siro. Non solo è pregievolissima per antichità ma per la sua bellissima architet. a tre grandi navate con cupola, stile composito-barocco, tutta indorata ed arricchita di marmi finissimi e rari, con otto colossali colonne foderate di marmo bianco fregiato come tutta la chiesa, il nuovo pulpito superbo a mosaico dei fratelli Repetto, 1885, il prospetto dell'organo in legno intarsiato da Bacigalupo, 1886, e dipinti dei frat. Vacca, Cianfanelli, Grana, Barabino ecc. nonché tavole di V. Castello, 1648, Carloni, XVI, G. A. Deferrari, 1630.
La Parrocchiale e colleggiata S. Giacomo di Corte, succeduta ad una più in alto del 776, menzionata in una bolla di Alessandro III, 1161, S. Jacobi de Castelletto dal Syndacatus, 1311, e de Castello dalla tassa Urbano VI, 1387, più volte rimodernata e ristorata, fu eretta Prepositura, 1634, dopo di che «si seminò fra le due chiese di S. Margherita e S. Giacomo una discordia sì altamente radicata che originò tal dispendiosa lite causa la processione del Corpus Domini che se non terminava lo scorso secolo sarebbe durata sino al Giudicio Finale del mondo» (Arch. parroc.)
Fabbricato il coro dal Duca Schiattino del luogo (1650) la grande sacristia da un Pini (XVII) e la piccola dal Durazzo, dip. dal 1746 dal Vic. di Portofino e consecrata, 1767. E' pure pregevolissima per la sua situazione esposta a levante, sopra un'aprica e ridente collina, ai cui piedi il porto e da cui si domina fin sulla punta del Golfo di Spezia. E' a tre navate ben finita di marmi rari con affreschi ammirabili di Cianfanelli, Barabino, Pianello, tele di Girolamo Schiattino del luogo, Franc. Baratta e una testa di S. Giacomo voluta del Maraggiano.
La festa solenne di N. S. della Rosa (XII) incoronata 1776, patrona di S. Margherita, si celebra la quinta Domenica dopo Pasqua e quella di N. S. della Lettera, 1783, a S. Giacomo, l'ultima Domenica di Luglio, ambidue con grandi pompe.
La parrocch. Rett. S. Siro Vescovo di Genova, nom. dal Syndacatus, 1311, e dalla tassa Urbano VI, 1387, è in deliziosa pianura entro terra, a 10 m sul livello del mare, sul limite del corso Umberto e sul torrente Serrona, già volta ad occidente fino al 1854 ora a levante: è a tre navate e fu già unita a quella di S. Margherita dopo la peste del 1528 rimasta quasi deserta, dismembrate da M. Stefano Durazzo, 1646. Di rimarchevole ha il quadro S. Sebastiano di Val.us Cast.us, 1648, gli affreschi del Bottazzi Agostino da Vicenza, un buon organo di Marcello Ciurlo Sammargaritese morto 1855, ed il nuovo pulpito.
Queste tre parrocchie compongono un unico centro, costruendovisi un magnifico Cimitero comunale con spaziosissima via carrozzabile in località Castagna sotto Costasecca, onde eliminare i tre delle rispettive parrocchie centrali.
In poggi deliziosi le parroch. S. Lorenzo della Costa, e S. M. di Nozarego.
Sonvi 7 Confraternite con Oratori: S. Bernardo, XII, il più antico, e annesso cimitero, ingrandito 1865, sul corso Umberto; Buona Morte ed orazione, 1523, Ss. Rosario e Ss. Sacramento appartenenti a S. Margherita; nonché S. Erasmo, XII, sul mare, già soppresso dall'Arc. Durazzo, 1654; Dolori S. M. (XVIII) in via Giunchetto a S. Giacomo; e Ss. Rosario a S. Siro.
Il convento e chiesa S. Francesco, 1606-8, dei Minori cappuccini, ristabilito dopo la caduta di Napoleone I, 1814, ora di proprietà P. Centurione e cesso agli stessi frati, è sito in amenissimo poggio, tra S. Margherita e S. Giacomo, chiuso si può dire tra il castello e la villa Centurione, e conserva in nicchia all'esterno sulla pubblica via Manara un'antica rarità in marmo: Madonna della Seggiola, di stile bizantino, che meriterebbe maggiore considerazione. Cappella N. S. della Neve vulgo Buonincontro, ant. 1778 a N. O. di proprietà Giovo Luca, uffiziata ai 5 Agosto.
La celebre Abbazia S. Fruttuoso è costrutta nel bel mezzo di Capodimonte in quella parte di territorio già soggetto prima del 1797 a S. Margherita, ma ora dipende da Camogli, sul cui monte un Telegrafo semaforico, a m 610 sul livello del mare, da cui si gode tal sorprendente panorama che non ha immagine di più splendido e sublime la fantasia di poeta.
Rimpetto al Castello e sopra un'annessa collinetta, tra il Convento e la chiesa San Giacomo, il grandioso e stupendo palazzo con villa del P. Centurione, con architettura pregevolissima e un numero infinito di finestre uguali poco presso a quanti sono i giorni dell'anno: ha sale veramente magnifiche e degne della casa patrizia a cui appartiene, e passeggiando su quell'ameno poggio ov'è assisa quella vasta mole dominante, sembra di essere a bordo di una grossa nave ormeggiata in vasto golfo. Questo antico palazzo appartenente già alla patrizia casa Durazzo, 1679-1821, colla chiesa attigua di S. Giacomo di Corte, si ridusse dalla fortezza già proprietà di un Chiavari Nicolò e del Duca Schiattino (XVI).
Un monumento a Cristoforo Colombo del famoso Tabacchi verrà innalzato sulla piazza Magenta.
Il porto importantiss. e sicurissimo in cima di Corte 1808 ampliato 1852-59 già antico scalo, atto a ricoverarvi qualunque nave di qualsiasi portata, ha un discreto movimento di navigazione, e allungato di 100 m diverrebbe una darsena. Vi si può entrare con qualsiasi tempo e a dimostrare l'importanza sua si deve notare come sia l'unico fra Genova e Spezia che presenti ora un sicuro rifugio ai bastimenti da guerra come mercantili, e quando si trattò di fondare l'Arsenale marittimo della Spezia, questo porto aveva richiamato seriamente l'attenzione del Governo, il quale approvandolo ora di 1.a categ. sta studiando di renderlo degno della sua giusta importanza, trovandosi nelle condizioni prescritte dalla legge 20 Marzo 1865. Il suo molo di m 172 s'innoltra in mare per 70 e in direzione retta S. E. E verso la punta di Pagana taglia all'interno la linea delle acque del Porto, la cui superficie ha uno sviluppo di mq 55 e la bocca m 330 di apertura. Può contenere 10 bastimenti di grossa portata, 15 sotto le 100 tonnellate. Profondità media dalla punta del molo allo scoglio a nord m 8, a metà del porto m 5,40, verso la spiaggia di Corte m 4. Sarebbero a temersi i venti di greco, ma essendo riparato dai vicini monti e dalla punta di Pagana i soli vanti dannosi sarebbero scirocco e mezzogiorno scirocco.
L'ormeggio dev'essere colla prora a levante, con ancore di prora stese con 5 nodi di catena a destra e 4 a sinistra, con cavo e catena di poppa legata ai cannoni sulla spiaggia.
Ha alle spalle il cantiere navale (1874) ove sorgeva l'antica torretta già menzionata o piccolo forte a pietra levigata, stato atterrato, ed a tramontana, dopo lo scoglio del Castello, la Calata V. E. ristorata (1757-65) ampliata (1867-69) larga da 14 a 40 m e lunga 110, che verrà larga e quadra quanto lunga in forma di gran piazza e darà adito alla nuova strada in costruzione sul mare sotto il Castello di congiunzione coll'annesso S. Giacomo.
Rimpetto al già monastero della Cervara (anticam. Sylvaria dalle selve che la circondavano) havvi un ampio spazio sul mare, lungo m 600 in una spiaggia di 3 a 4, ove possono ancorare bastimenti di qualunque portata, tra la punta del Pedale ed un piccolo scalo a mezzodì con vetusta opera in muratura.
L'intero sviluppo della linea a mare è di km 3,8 di cui 1,2 dal rivo Bagnaresso (confine con S. Michele) alla punta del Molo e km 2,6 da qui al rivo Paraggi (confine con Portofino).
Stazione ferr. importante a 16 m sul livello del mare, verso levante e sul limite di via Roma, da cui si gode una delle viste più meravigliose. Quel lago marino graziosamente incurvato, riflette capovolte le case… che dico mai?… i palazzi che vi si specchiano. Il monte di Portofino là si ammanta di copiosa verzura e corre ai golfi di Paraggi, piegandosi alla Cervara, degrada in vaghissimi monticelli presso Portofino e l'Olivella, finché non si tuffa nell'onda con le rupi dette d'Inferno. Questa, lo ripeto, è una delle più magiche vedute del mondo.

(continua)

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