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    Pezzi di storia

Santa Margherita Ligure nel 1887 (6)
di Angelo Filippo Rainusso

Guida-Dizionario Ligure (ed. A.F. Rainusso) – 1887/88

(precedente)

PARAGGI o PORAGLI (Padralis; in genov. Pagi) Sez. di Fraz. S. M. di Nosarego, com. S. Margherita Ligure, mand. Rapallo, circon. Chiavari, pr. Genova.
Antic. Pagi, villa o villaggio con piccola ma deliziosa spiaggia di minuta arena in un seno profondo e antico di forma quadra, largo m 210 per 35, quasi piccolo porto naturale, alla base settentrionale del promontorio di Portofino, chiuso dai monti di S. M. di Nozarego, detti comunemente le Gave, totalmente a oliveti; che vi formano due punte sul mare e sulla nuova strada carrozzabile Portofino a mezzogiorno, e S. Margherita Ligure a mezzanotte, fra il monte a picco e la sinuosa marina.
A mezzodì e su quel di Portofino altro piccolo ma profondo seno di mare detto Niasca, di sicurissimo ancoraggio, che si voleva utilizzare per uso quarantena.
L'antico castello, modernamente ripristinato nello stile gotico su disegno dell'Ing. Tamburelli è imponente e sfarzoso, con villa graziosissima e originale unica nei dintorni, ad una buona altezza, sopra uno scoglio scosceso all'istmo della penisoletta che forma la Cosidetta Punta del Castello a levante.
Questo scoglio animato da una vegetazione delle più rare dalla mano del giardiniere Zeme è di proprietà F. Brown, inglese e banchiere via Nuova 7 a Genova.
Antic. i Benedettini di S. Fruttuoso signoreggiavano (986) anche Paraggi, Portofino e successiv. il Monastero della Cervara poco presso sopra un'amena scogliera che si specchia in mare con piccolo scalo, vecchia opera in muratura, nella Spiaggia lunga (600 m) sino alla Punta del Pedale, a metà strada per S. Margherita.
La Cervara (già Sylvaria per le opache sue selve) antico monastero S. Gerolamo del Deserto nom. de Cervaria dalla tassa di Urbano VI (1387), già dei Benedettini, rammenta una illustre sventura: Francesco I rotto a Pavia (1525) venne condotto a Genova e trasportato in questo monastero, di cui conserva ancora la prigione. Fu fabbricato da un Lanfranco di Ottone per ordine dell'arc. Chetin Guido (1361-64) che lo consacrò nel 1366 e rinunziando alla sua sede vi si rifuggiva ben presto ritrovandovi la requie desiderata (1367) e qui sepolto con Lanfranco (1379) a cui i Monaci della Certosa aveano cesso il terreno (1360) stato loro venduto dai coniugi D'Amico Portofinesi (1340).
Alloggiò il Pontefice Gregorio XI, che vi pontificò il 1.o Novembre 1376, lasciandovi in dono due turiboli meravigliosi e le sue sacre vestimenta pontificali.
«Morto il fondatore non troviamo cose che sieno di special ricordanza sino al 1430 divenendo questo Monastero capo e centro di una nuova Congregazione di Benedettini floridissima. Papa Martino V vi unì la chiesa e il Monastero di S. Benigno a Capo di Faro (ora fortezza e caserma) nel 1426 e nel 1429 quello di Percipiano (Tortona) riformato dagli stessi monaci della Cervara. Papa Eugenio IV v'incorporò quello di San Giuliano d'Albaro a mare (1433) e l'altro di S. Giustina a Sezzè1 (Acqui) nel 1434; i due S. Giovanni Evangelista in Parma e di S. Carlo in Milano (1437) S. Fruttuoso a Capodimonte con altri (1439).
Questa congregazione fu sciolta (1460) ed il Monastero era incorporato da Papa Pio II alla celebre Congregazione di S. Giustina di Padova instituita sin dal 1408, detta colla successione dei tempi, Benedettino Cassinese ma non prima del 1643, ond'è che da quest'epoca anche i monaci Cervariensi si potranno chiamare Benedettini Cassinesi» (F. B. Luxardo).
Nel 1490 fu visitata dal Principe Massimiliano d'Austria poi Imperatore e nel 1520 dal Cardinale Alessandro Farnese poi Papa Paolo III, che la innalzò a Badia (1546), nel 1573 da Giovanni d'Austria, da Alessandro Piccolomini (1689), dal famigerato Cardinale Carlo Stefano di Limonie Dubrienne arciv. di Sens (Francia) nel 1789.
Suoi monaci illustri: Arsenio Moneglia (1450) vuolsi Vescovo di Brugnato, Ippolito Andreassi (1628) Vescovo di Terni, Isidoro della Robbia (1630) vescovo di Bertinoro (Romagne), Gregorio Coppino (1636) vescovo di Bisaccia (Napoli), Angelo Luigi Giovo (1767) vescovo di Ventimiglia e Michelangelo Invrea ( XVII) che nominato alle sedi episcopali di Accia e Mariana (Corsica) e Savona ricusolle.
A man destra s'innalza la torre quadrata (1556-64) dell'Ab. Girolamo Cattaneo, a difesa del Monastero e a ricovero dei Monaci quando i Turchi discorrevano i mari, a sinistra la chiesa ed in faccia il Monastero per cui si entra lui chiostro quadrangolare, davanti a cui la via non disagevole che il Monaco Giov. Maria Porta faceva aprire a sue spese (XVII) distrutto l'ineguale sentiero che per quattro secoli diede accesso alla Badia, che or comunica colla strada consortile sottostante e coll'antico scalo.
Venne spogliata e soppressa (21 Marzo 1799) e cacciati i Monaci, dai democratici di Genova, conservando noi però una lettera originale datata; Cervara li 2 Ottobre 1800 e firmata: D. Gius. Spinola già Monaco della Cervara al Cittadino Nicolò Vignolo di Pagana che incomincia: Libertà Uguaglianza. L'ordine di S. Benedetto esiste dalla metà del sesto secolo della Chiesa ecc.
Come risultaci pure che in occasione dello spoglio suddetto i Massari di Nozarego e l'arciprete di Portofino riuscirono a far cedere a Nozarego non pochi preziosi oggetti: il tesoro delle reliquie fu preso d'accordo e portato in Portofino ma certo Andrea Bernero di Paraggi nel 1801 pretese queste reliquie e i Massari di Nozarego mossero lite a quei di Portofino, ma nel 1807 amichevolmente fu diviso il tesoro.
Riaperta la Badia e data ai Trappisti (1804) vi apersero un Collegio-Convitto e Napoleone I assegnò loro L. 10.000 annue ma poco dopo ne ordinò l'espulsione e addì 6 Luglio 1810 gli Agenti li scortavano sino alla fortezza di Compiano, quindi condotti a Capraia…
Dal 1872 ristorata dal Prof. Cav. Albino Vairo Ch. R. S. di Feglino è ridotta a deliziosa villeggiatura pei Convittori del Liceo A. Doria di Novi Ligure, di cui ne è degno Preside.
Altre ville rimarchevoli: Leoni Dott. Filippo in altura superba e Buggio fr. in piano.
Paraggi è sulla riva d'un canale omonimo o fossato di acqua viva (segnante confine con Portofino) che ha origine superiormente al Monte Mollone, tra questo e il monte Roncone, e dà moto a molti molini2.
Produzioni - Olive che danno un buon olio e si pescano sardelle e acciughe.
Locande - Gardella R.
Schiaffino Marina.
Molini - Davegno Teresa.
Devoto Luigi. Vignolo Margherita.

S. LORENZO della COSTA - Fraz. del com. S. Margherita Ligure, mand. Rapallo, circ. Chiavari, prov. Genova. 1267 resid. - presente 1000.
Nel 1851 cont. ab. 550.
Pop. tot. sparsa e parte in America.
Vill. in collina, verso il monte Ruta a ponente, dilettevole per chi riguarda i lietissimi poggi del golfo di S. Margherita a levante - in sito ridente e salubre, a m 165 sul livello del mare, sulla strada provinciale che da Recco, s'innalza verso Ruta, indi corre a Rapallo sulle traccie dell'antica Aurelia.
S. Lorenzo M. Archidiacono di Roma fu fatto morire tre giorni dopo che venne martirizzato Papa Sisto II, e cioè il 10 Agosto 253.
Antica parrocch. Prep. omonima, nel vic. Camogli e dip. dioc. Genova , con tre tavole, tritico, volute di Luca d'Olanda o Hemlin, donate da Andrea Costa (1499), altra S. Lorenzo preziosissima di Luca Cambiaso, una Madonna, statua del Maragliano ecc. ecc. - In antico libro si legge: 1239 in atti di Maestro Salomone: Ecclesia S.ti Laurentii de Rapallo, così nom. dal Syndacatus (1311) e dalla tassa Urbana (1387). Una lapide marmorea nella prima cappella a sinistra entrando porta la data 1485 in cui fu fabbricata la cappella; i registri parrocchiali cominciano 1° Gennaio 1571, ed è anche designata parrocchiale da M. Franc. Bosio vescovo di Novara (1581).
E' di stile toscano con antichissimo campanile gotico a pietre quadrate ridotto con poco giudizio a stile composito, 1835, di cui il 19 Agosto 1886 si stava distruendo la cupola; ed ha altro campanile (1884).
Cappella pubblica S. Gioachino dei Tassorello.
Già compresa nel quartiere d'Olivastro, Capit. di Rapallo, durante la R. L. è aggregata a S. Margherita nel 1799.
I francesi incendiano case in Marzo (1801).
Ivi morì (1794) nella sua villa Gio. Crist. Gandolfo da Chiavari detto il Magnifico.
Ha via mulattiera (2 km per S. Siro) più 1 km carrozzabile per S.ta Margherita. Manca solo d'un allacciamento con S. Margherita per la ferm. facoltat. ferr. S. Lorenzo presso S. Siro che in certo qual modo avvantaggerebbe di molto anche il comune di Portofino, abbreviando così il giro vizioso di Rapallo e cioè un cammino di ben 5 km col tracciare un tronco di strada carrettiera giù per la costa in congiunzione del magnifico Corso Umberto con un pendio del 7 o 8 % il massimo.
Territorio non irrigato.
Produzioni - Olio, castagne e frutta.
Commercio - Fiera 11 Agosto in disuso.
PARROCO - Pedretti Luigi, prev.
SCUOLE - Bozzo Emm. v. prov.
Valle Gio. p. Chiesa.
Osterie - Badaracco Agostìno v. prov. 51.
Costa Maria id. 41.
De Bernardis Maria id.
Oneto Bartolomeo id.
Rolando Gius. v. prov. 58.
Capitani marittimi - De Bernardis Giorgio.
Cordami - Lavezzo Pasquale.
Dapelo Gius.
Commestibili - Oneto Bartolomeo.
Razeto Giovanna.
Solimano Bart.
Molini - Dapelo frat.
Pellerano G. B.
Solimano Amb.
Olio (frantoi) Costa frat.
Dapelo frat.
Pellerano frat.
Sale e Tabacchi - Solimano Teresa.

(continua)


1 Nel 1916 il nome del Comune è stato cambiato in Sezzadio, in provincia di Alessandria
2 i crinali sono originati dal monte Pollone: i due torrenti dell'Acqua Viva e dell'Acqua Morta si riuniscono poco prima di Paraggi

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