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    Pezzi di storia

A Portofino in allegra brigata attrici, miliardi e pesci fritti
di Furio Fasolo

La Stampa – 20 luglio 1953

Le sigarette di Vivi Gioi spariscono sempre - Orario igienico per una vita intensa - Eleonora Rossi Drago arriva in panfilo - Socrate Aristotile amico di un cuoco - La pesca subacquea è bella ma scomoda

Appena giunto a Portofino mi dissero: «C'è qui la diva Vivi Gioi1: è in vacanza con un grande nome dell'aristocrazia romana: Ruspoli».

Vivi Gioi Vivi Gioi

- Ruspoli, la principessa, quella dello scandalo di Verona?
- No, no - mi risposero - Ruspoli lui, il giovanotto.
- Dado, quello dello scandalo di Ventimiglia?
- No - mi precisarono - Mario, quello dello scandalo della Svizzera.
Vedete come è difficile intendersi quando si parla di famiglie dalle molte attività. Pochi minuti dopo, ero nel celebre caffè che è qualcosa come il Baratti e Milano o l'Aragno di Portofino, quando vidi entrare con l'impeto di un ciclone una brillante ragazza in un'adorabile mise che faceva moltissimo Portofino. Era lei in persona, Vivi Gioi, tutta piena di pep.
Gridò: «Sigarette! Sigarette! Bene, bene! Prendi tu i pacchi, Franchino!». Franchino era un simpatico giovanottone dal viso aperto: un amico da cui l'attrice si era fatta accompagnare in paese a sbrigare le ultime faccende, nell'imminenza della partenza: quasi un cavalier servente, ma di stile tutto novecento; infatti la simpatica Vivi, che già aveva cominciato a parlarmi di sé, s'interruppe esclamando: «Qua quel pacco, Franchino!». Poi soggiunse: «Mo' vedi in che tempi viviamo: non puoi girare lo sguardo che ti fregano le sigarette».
Buon umore di Vivi Gioi
L'artista mi disse di essere entusiasta del suo soggiorno sulle rive del Tigullio: «Avevo bisogno di riposo, ma sono ancora giù di nervi: per sei mesi sarò costretta a non lavorare».
Affacciai i miei dubbi: «E' impossibile: lei, con tutta la riserva di vivacità e di energia, di cui dà prova in questi stessi istanti, accetterà presto di interpretare un personaggio interessante».
Ella insistette: «Dico davvero, dovrò ancora per un po' rinunciare al lavoro. Ora vado a Roma e sarò tutta in faccende nel mettere su casa. Voglio creare un nido adorabile: spero che Franchino ne sia affascinato e si decida a sposarmi».
Franchino seguì l'artista nello scherzo e, galante, dichiarò: «E sta bene, potresti essere la mia nonna, ma ti accontenterò».
Sempre così di buon umore la numerosa brigata capeggiata da Vivi Gioi e da Mario Ruspoli. L'anima della compagnia durante la sosta a Portofino era lei. «La mia camera - ella mi confidò - era una specie di porto di mare, con continuo movimento di gente che arrivava e se ne andava».
Tutti assieme cercavano di ammazzare il tempo e pare ci riuscissero. Mi fu detto che la loro vita, in fondo, era metodica, disciplinata da un orario rispettato con scrupolo, il che - assicurano gli igienisti - è la cosa principale, quando si vuole godere buona salute.
Voi vorreste sapere quale sia l'orario seguito dal bel mondo all'avanguardia in tema di vita intensa. Esiste in materia una specie di codice internazionale, valido per Capri, Juan-les-Pins, Portofino, Rapallo e alcune altre località; eccone i punti salienti: ore 12: bibita del risveglio (tazza di tè o spremuta di arancia); ore 16: aperitivo; ore 16,30: colazione; ore 23: pranzo. Dicono che, dopo le 23, ci sono le ore più fertili, che hanno un qualcosa di pomeridiano: simili a quelle in cui i grandi lavoratori danno la parte migliore di sé.
Vivi Gioi arrivò e ripartì in auto.
L'emozione della tempesta
Eleonora Rossi Drago giunse invece dal mare, ospite del panfilo del conte Acquarone. La sua sosta a Portofino fu breve; ella trascorse a bordo quasi tutto il tempo, innamorata della vita semplice. Tuttavia, anche così, in short e giaccone di spugna arancione stava benissimo. Quando scendeva a terra, appariva preferibilmente vestita di bianco: unico ornamento, uno dei molti scialli moderni che compongono la sua collezione.
All'arrivo, Eleonora era felice: la bufera le aveva consentito, con piena giustificazione, di prorompere nella invettiva tipicamente marinara: «Corpo di mille bombe!». Questa terminologia da pirati sarebbe fuori luogo su un elegante yacht, in piena bonaccia; ma le cose cambiano quando, assistiti dalla fortuna, si può assaporare l'emozione della vera tempesta, al punto da ritenere prudente promettere ex-voto ai più rinomati santuari d'Italia. Il mare nelle scorse settimane fu prodigo di questo divertimento: ne profuse a piene mani a tutti i miliardari galleggianti sul Tirreno; appunto a tale fortunata coincidenza si deve il fatto che in questi giorni lo specchio d'acqua di Portofino è addirittura superaffollato di panfili.
«Non bisogna esagerare con la danza» dicono i saggi; la massima vale tanto per le danze moderne, quanto per l'antico ballo nautico di mare grosso: ecco perché i proprietari di yacht e i loro ospiti in vacanza sui flutti si sono prese le ferie a terra, ove si mangia senza che qualche lampada dondolante ti alteri l'equilibrio delle bozze frontali.
No, non abbiate timori: vi eviterò la noia di leggere ancora una volta l'elenco di tutti i celebri nomi collegati alla navigazione di lusso; mi limiterò a citare un solo personaggio, che è in modo speciale di attualità: l'armatore Socrate Aristotile Onassis, l'uomo che avrebbe acquistato Montecarlo. Piccolo, nero, vivace, con occhi dal colore del carbone penetranti e mobilissimi, di solito se ne arriva su una «barca» diversa da tutte le altre: una baleniera alla quale furono apportate alcune modificazioni, in modo da potere recare a bordo l'aereo personale del miliardario greco-americano.
Qui a Portofino egli ha un intimo amico: è il famoso Nico, di cui continuano a parlare specie i giornali e le riviste anglosassoni per la prelibatezza dei pesci fritti e degli altri manicaretti che escono dalla sua cucina. Ma quest'uomo che da anni… prende per la gola celebrità delle cinque parti del mondo, è anche uno dei pontefici massimi delle fortune di Portofino, suo paese natio.
Tavolata hollywoodiana
Ha la genialità del buon senso portato agli estremi limiti della semplicità: la sua formula per la difesa di questa provincia del Paradiso Terrestre è di una chiarezza elementare: impedire che ne sia deturpato il carattere; neanche un palmo di verde deve essere sottratto al suo paesaggio.
Il sorgere di una casa stile Novecento accanto alla chiesa e la costruzione di una villetta nell'area del Parco della Rimembranza, che dovrebbe essere intangibile, sono cose che lo hanno fatto soffrire come un lutto di famiglia. locandina
Chiesi a Nico se durante i suoi lunghi colloqui confidenziali con Onassis abbia mai tentato di indurre il miliardario a mettere le radici qui. La sua risposta fu evasiva: «Certo è sempre una fortuna, per una stazione climatica, la presenza di uomini di quel calibro. E' gente che capisce subito e non esita, se si tratta di investire miliardi in qualcosa di buono».
Riandando al passato, Nico mi rammentò, non senza compiacimento, di essere stato lui, molti anni or sono, a convincere il principe Potenziani2 a stabilirsi qui. «Sembrò una cosa da nulla, eppure fu un grande inizio. Le fortune di Portofino ebbero un orientamento».
Divi e gente famosa da tutte le parti. Al tavolo accanto al mio, alle prese con il fritto misto di pesce, ecco Cornell Wilde3, protagonista di Stella dell'India, il film che si sta girando a S. Fruttuoso. L'artista è con la moglie e la cognata, l'una e l'altra biondissime e bellissime, e con i suoi due maschietti, rosei e chiari come la mamma. Wilde parla un italiano corretto, in cui tutto è a posto, persino i congiuntivi: «L'ho imparato a scuola», egli dichiara.
Di fronte, tutta una tavolata hollywoodiana, con al centro il regista Arthur Lubin4. Là Eva Breuer che, con Valentina Cortese e Vivi Gioi, fu interprete di Vite perdute5. Eva è una forte nuotatrice; venne a Portofino tutta attrezzata per la pesca subacquea. Sott'acqua si trova benissimo, ma, ella mi confessò, c'è un guaio: «I pesci non sono d'accordo: quando io prendo la mira, essi, invece di star fermi, tagliano la corda…».


1 nome d'arte dell'attrice livornese Vivienne Trumpy (1914-1975)
2 Ludovico Spada Veralli Potenziani Alemanni (1880-1971), amico di Guglielmo Marconi e dei genitori di Indro Montanelli (alcune voci, grazie anche all'eccezionale somiglianza fisica, hanno attribuito al principe la paternità naturale di quest'ultimo)
3 Kornél Lajos Weisz (1912-1989), attore e regista ungherese
4 regista statunitense (1898-1995)
5 il film del 1950 è noto come "Donne senza nome"

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