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Atto eroico a Santa

Gazzetta di Genova – 13 maggio 1835

La notizia di un'azione generosa, massime se operata da chi non per mancanza di buon volere, ma anzi piuttosto per soverchia sensibilità, e timidezza, sembrane meno immagine capace, dovendo riuscir gradita ad ogni cuore sensibile, crediamo doversi riferire il seguente caso avvenuto il dì 11 del corrente mese nel comune di S. Margherita parrocchia di S. Giacomo di Corte.
Maddalena Pellerano assai delicata giovine nel fior degli anni, sposa a Nicodemo Pejano fittavolo di S.E. il Principe Centurioni, stavasi sulla soglia della propria casa locata sopra un ameno promontorio vicino al mare, allattando un suo bambolo di pochi mesi, quando improvviso le parve intendere un fioco lamento, e un agitarsi violento nel mare.
Discesa al lido frettolosa, vide un misero boccheggiante a fior d'acqua, che appena più dava segno di vita. Vederlo, deporre il bambino, immergersi nel mare sino alla gola, ignara affatto di nuoto, ed afferrarlo per un braccio, fu quanto durò un battito del di lei cuor generoso.
Ma sia che la lena le mancasse, o fosse sorpresa da timor panico, poiché ai primi moti succede la riflessione, ella istessa confessa di sé, ingojata alcun poco di acqua, più non vide la luce, e il naufrago in quel punto sfuggille di mano.
Stette alcun poco come priva di sensi, rinvenuta, vide il misero dalla corrente portato più lungi; il bambolo che perigliava sul breve pendio della spiaggia, e piangea; dubbiosa, ed incerta già decideasi a dare addietro, e far gente, ma riflettendo che un istante solo d'indugio potea esser quello che decidesse della sorte dell'infelice, fattasi maggior di se stessa, più oltre si spinge nel mare, alza un voto alla Vergine, lo afferra di bel nuovo pel braccio, e felicemente salvo lo strascina sul lido, intanto che giungeva soccorso che invano fino allora aveva invocato.
Il naufrago è un uomo di circa 30 anni, di cui s'ignora il nome e la patria. Lo stato in cui trovasi di presente porge qualche speranza di guarigione.
Sebbene pe' cuori di simil tempra il più bel premio sia l'istessa azione magnanima, vogliam sperare, non verrà defraudato un sì bell'atto di generosa pietà, e più che virile coraggio, di quella rimunerazione ben dovuta alla vera virtù; vera perché disinteressata, siccome il fatto istesso addimostra.

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