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    Pezzi di storia

Riviera con la R

Può forse apparire come una pignoleria: che differenza c'è tra "Riviera" e "riviera"?
Così non è, soprattutto per i Liguri che rivendicano la titolarità di Riviera per le coste a Ponente e a Levante di Genova: non si tratta infatti di un termine mappa che appartiene al discorso comune, ma di specifiche località, chiamate "Riviera di Ponente" e "Riviera di Levante" da tempo immemorabile.
Lo stesso vale per molte altre località: nessuno, ad esempio, pensa a un monte che si chiama Bianco ma ne parla come "Monte Bianco", oppure a un lago che si chiama Maggiore, bensì al "Lago Maggiore".
Diverso il caso di altre riviere, per le quali è più appropriato il termine generico anche perché di derivazione diversa.

Tutto inizia dai due termini latini rivus che significa "rivo, ruscello, corso d'acqua" e ripa che significa "sponda, burrone, riparo".
Il margine del rivus, così come di un lago o del mare, si chiama "riva" e il terreno che si stende sulla riva si chiama "riviera" o anche litus, "lido", costiera.
La ripa, invece, diventa anch'essa "riva" solo perché trasformata dalla lingua genovese che altera la "p" in "v": il "riparo" è costituito dal porto di Genova, dove il ripido pendio facilita ancoraggio e protezione delle navi.
Gli approdi a levante e a ponente, meno sicuri, sono detti "rivëe"; di qui Riviera di Levante e Riviera di Ponente, due località specifiche e non generiche. Questa è la denominazione che appare sulle carte nautiche e topografiche, per la sola costa ligure, fin dal secolo XV.

Il termine rivierasco aveva anche un significato discriminatorio, se si considera che il Dizionario genovese-italiano di Giovanni Casaccia del 1851 copertina definisce "Riveasco: della Riviera. Aggiunto a persona, vale che non è della nostra città" e distingue tra «quelli de Zena» e «quelli de Rivëa».
Perfino i Libri iurium, che raccolgono il grandi eventi del Comune di Genova fin dalle origini, riporta nel maggio del 1151 il termine "ripariis", rivieraschi, trattando de "I consoli del Comune confermano ai nocchieri di Ventimiglia, esplicitamente nominati, e ai loro discendenti fino alla quinta generazione, l'esenzione dai dazi portuali".
E che dire di Ludovico Ariosto, che nel 1532 scrive nell'Orlando Furioso (cap.XXXIX, 23): «Lo prese sotto a Monaco in riviera / il re di Sarza nel primo passaggio. / Da indi in qua prigion sempre stato era / Dudon che del Danese fu lignaggio. / Mutar costui col re de l'Algazera / pensò Branzardo, e ne mandò messaggio / al capitan de' Nubi, perché intese / per vera spia, ch'egli era Astolfo inglese.»

Le uniche "Riviere" a denominazione di origine controllata sono dunque quelle liguri di Ponente e di Levante, tutte le altre, di cui è ricca l'Italia, sono "riviere".

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